Le pressioni della Commissione Europea per orientare la politica estera italiana

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di Giuseppe Moesch*

Sono apparsi alcuni commenti sul rifiuto libico dell’accettazione della nomina dell’Ambasciatore italiano, Nicola Orlando, a capo della delegazione UE a Tripoli, considerandolo come una sconfitta della politica estera italiana.

Vorrei ricordare che l’ambasciatore Orlando fu nominato inviato speciale della Farnesina per la Libia dall’ex ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, quest’ultimo nominato recentemente da Borrelli come inviato Ue per il Golfo Persico, nomina non gradita all’attuale governo.

Proporre il già Ministro degli Esteri, espressione di uno dei peggiori governi che si sono succeduti in questi ultimi anni, ad un incarico così delicato, è stato un tentativo del sinistro Borrelli di interferire con la politica estera italiana e la proposta dell’ambasciatore Orlando va nella stessa direzione.
La nostalgia per il governo Conte, per il M5S e per il PD è talmente spudorata che non dovrebbe neanche essere commentata.

*già Docente Ordinario Università degli Studi di Salerno

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