Le ottobrate, atmosfere, giochi di luce e tepore

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di Claudia Izzo-Da poco abbiamo varcato la soglia dell’Equonozio autunnale e le “ottobrate” sono doni di una bellezza struggente, sono giornate che ci riportano quasi ad una seconda estate, con la loro luminosità e temperature miti.. Lo sappiamo bene noi campani con queste giornate che portano tanti di noi ancora sulle spiagge, ancora innanzi al nostro mare.E qui si sa, sbocciano sempre i migliori pensieri, le migliori verità perchè il mare induce a metterci a nudo innanzi a noi stessi…

Ad ottobre poi, le città sono avvolte da un fascino furoi dal comune, tra i profumi ed i sapori della stagione e proprio il vino resta l’elemento fondamentale delle celebri “ottobrate romane”, un rito che si rifaceva agli antichissimi Baccanali, le festività pagane in onore de dio del vino.

Fino ai primi del ‘900 a Roma si festeggiava la fine della vendemmia con i suoi riti e le sue tradizioni,  e tutti si lasciavano andare a qualche eccesso. Così il giovedi o la domenica era consuetudine vedere piccole carovane di nobili e popolani dirette “fuori porta”, ragazze vestite a festa con cappelli ricoperti di fiori e piume su “carrettelle” trainate da cavalli, andavano verso le campagne, le vigne, o fuori porta, scortate da aprenti e amici vestiti di tutto punto che suonavano e cantavano. Una delle mete preferite era la zona Testaccio dove, nel ‘600 erano state ricavate grotte per ben consrvare il vero protagonista di queste scampagnate, il vino.

La festa si prolungava per tutto il mese con un divertimento fatto di grandi mangiate di gnocchi, abbacchio, trippa il tutto accompagnato da fiumi di vino; si giocava a bocce, si andava sull’altalena, si suonava con tamburelli, si organizzava l’albero della cuccagna. Il tutto costava non pochi bajocchi e c’era anchi chi si indebitava al Monte dei Pegni pur di  vivere questa atmosfera; si narra che c’è persino chi s’impegnoò il letto coniugale…

Anche alcune ville romane aprivano per l’occasione alla popolazione come Villa Borghese dove i principi organizzavano giochi e canti.

Ai nostri giorni le ottobrate ci riportano al tepore del mese, ad una interiorità maggiore, tralasciando il caos di sempre, ci si sofferma sulla bellezza dei paesaggi con viaggi in ogni dove o con splendidi attimi rubati alla quotidianità e pienamente vissuti che, il più delle volte, valgono più di un viaggio vero.

 

 

 

 

 

 

 

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