Non solo EXPO

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Visitare Dubai nel 2022

-di Maria Gabriella Alfano

In occasione dell’EXPO 2020, l’esposizione mondiale inaugurata lo scorso ottobre, gli emirati Arabi Uniti sono diventati una meta turistica molto gettonata e, a detta dei tour operator, la domanda sta crescendo ancor più con l’approssimarsi del 31 marzo, giorno in cui l’evento terminerà. Andare a Dubai è molto comodo grazie a un volo diretto da Napoli che in poco più di sei ore ci fa raggiungere la meta.

Dopo la visita dell’area espositiva per la quale sono necessari non meno di due-tre giorni, è d’obbligo quella alla città che ci ospita.

Dubai ci accoglie con la selva di grattacieli, le strade a sei corsie, il gradevole tepore climatico tipico di questo periodo dell’anno, i servizi efficienti, i numerosi cantieri al lavoro giorno e notte che la trasformano di continuo. E’ una metropoli cresciuta in pochissimo tempo, dominata dal capitalismo sfrenato, che talvolta può infastidire per la sua ostentata ricchezza e per la sua megalomania che la porta a voler essere la prima della classe in ogni campo. Per chi ci va da turista risulta accogliente e rilassante.

Spostarci non è un problema: c’è il lungo serpente della metro che corre in sopraelevata e i taxi sono molto economici. Ovunque, anche nei taxi e nei piccoli mercati,  puoi pagare con la carta di credito, anche per somme insignificanti.

La nostra visita della città inizia con quella alle Palm Islands, le tre isole artificiali (la terza è ancora in costruzione) realizzate nel golfo Persico, nel tratto di mare davanti alla città. Ognuna di esse ha la forma di una palma, circondata da una mezzaluna che funge da frangiflutti. Queste isole sono state create per aumentare la superficie delle spiagge portandola ad oltre 500 chilometri. L’arcipelago artificiale ospita numerose ville, edifici residenziali, attrezzature per il tempo libero e alberghi. Molte camere degli alberghi hanno anche la cucina. In tanti, infatti, scelgono questa modalità abitativa per usufruire di tutti i servizi delle strutture turistiche (smaltimento rifiuti, cambio biancheria, pulizia, ecc).

Ci fermiamo al Burj al Arab (Torre degli Arabi), l’hotel a forma di vela,  53 piani e 315 metri, che è una delle icone di Dubai nel mondo. Inaugurato nel 1999, si trova su una delle isole artificiali ed è uno dei più lussuosi della città. Al suo interno 202 suites doppie: la più piccola misura 169 metri quadrati, la più grande 780.

 

Il nostro hotel si trova a Downtown, nei pressi del Dubai Mall, uno dei più grandi centri commerciali del mondo con oltre 1400 negozi che raggiungiamo a piedi in circa 10 minuti.

 

Negli spazi sontuosi sono presenti le più importanti griffe del mondo e  numerose attrazioni tra cui l’acquario che ospita oltre 33.000 specie marine e un multisala composto da 22 sale cinematografiche. Nello spazio esterno c’è un laghetto artificiale, sede coreografie di musica, giochi d’acqua e luci, particolarmente spettacolari di sera,  su cui si affacciano bar e ristoranti.

In alto svettano gli 829 metri del  Burj Khalifa (che si coprono in pochi secondi grazie al velocissimo ascensore). E’ l’edifico più alto del mondo e dalla sua cima si gode un’emozionante vista a 360 gradi.

 

L’idea della Dubai del passato si ha spostandosi sull’altra sponda del  fiume Creek : una volta scesi dalla barca che per pochi Dirham ci porta sull’altra sponda,  la città cambia radicalmente. E’ qui che, negli stretti vicoli, ombreggiati con grandi tendi distese tra gli edifici per mitigare le alte temperature dei mesi estivi, si trova il souk. Tessuti, spezie, oro, oli profumati e altri prodotti locali sono esposti nelle numerose botteghe.

 

 

Noi turisti veniamo presi d’assalto dai venditori, come accade in tutti i mercati popolari del mondo (dal Marocco, all’India, alla Turchia, al Messico, alla Cina), ma non ci infastidiamo più di tanto: è una delle poche occasioni di conoscenza e di dialogo con la gente che vive qui, anche perché, come accade altrove, occorre mercanteggiare per strappare prezzi più bassi. Un mercato in chiave moderna, anche se più artificiale, è il Souk Madinat Joumeriah che ripropone le tipologie   della tradizione araba con un’ interessante selezione di prodotti artigianali.

 

 

 

Dopo tanto camminare ci rilassiamo a Marina Beach  passeggiando sul lungomare The Walk, animato da numerosi ristoranti, bar, negozi  e bancarelle e distendendoci al sole sull’enorme spiaggia pubblica, delimitata dagli alti grattacieli residenziali. Camminado a piedi nudi in riva al mare, godiamo del bellissimo tramonto.

Dubai è una città sicura, sia di giorno che di notte, anche per i severi controlli di sicurezza agli ingressi delle varie strutture. I prezzi degli hotel e dei ristoranti  sono all’incirca quelli dell’Italia. In questo periodo il clima è quello ideale. Ripensandoci, l’unico fastidio è stato quello di dover fare un tampone in Italia non oltre le 72 ore prima della partenza, di doverne fare un altro una volta arrivati e ancora uno prima del ritorno in Italia.

Ma questo, si sa, è figlio dei tempi e della pandemia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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