Cancellieri evita il quarto risultato identico consecutivo in casa: Salernitana-Empoli 1-3

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salernonews24-sport- di Sergio Del Vecchio

A poche ore dall’annuncio dell’ultimo colpo del direttore Sabatini, Kostas Manolas, a chiusura di una campagna di gennaio al di là delle aspettative con 10 arrivi (Weissman, Gomis, Vignato, Pellegrino, Pasalidis, Basic, Zanoli, Pierozzi e Boateng, oltre l’ultimo già citato), a fronte di 6 partenze (Mazzocchi, Bohinen, Daniliuc, Botheim, Cabral e Jimenez), la Salernitana si trova ad affrontare la delicata quanto cruciale sfida salvezza contro l’Empoli.

La partita che inaugura la 24ma giornata è ricca di motivi di interesse, intanto è l’ultima chiamata per Pippo Inzaghi, reduce da 3 sconfitte nelle ultime apparizioni in casa, di contro sulla panchina dell’Empoli siede (si fa per dire) l’ex Davide Nicola che ha lasciato la piazza di Salerno lasciandosi alle spalle sentimenti contrastanti. A conti fatti però non si può non constatare che l’ex allenatore granata è imbattuto da quando ha preso in mano l’Empoli e che sta velocemente traghettando fuori dalle sabbie mobili.

Pippo Inzaghi si trova a fronteggiare un’emergenza in difesa, dove, restando ancora fermi ai box Gyomber, Fazio e Pasadilis, c’è da registrare il rientro di Pirola. A centrocampo, dove invece c’è abbondanza di scelta, Pippo Inzaghi sceglie Maggiore e Basic centrali, affiancati da Bradaric e Zanoli. Da registrare il rientro di Coulibaly che parte dalla panchina in quanto ancora affaticato dalla Coppa d’Africa. In avanti si punta su Dia punta avanzata e su Candreva e Kastanos subito indietro. Stavolta Tchaouna parte dalla panchina. Anche Nicola presenta un 3-4-2-1, evidentemente per non dare punti di riferimento all’avversario, in difesa ci sono Luperto, Ismajli e Berezynski, a centrocampo Cacace, Maleh, Grassi e Gyasi, in attacco la punta è Cerri, dietro di lui Cambiaghi e Zurkowski.

Il primo tempo

Avvio aggressivo della Salernitana, che tenta un approccio diverso rispetto alla partita a Torino, finita a reti bianche. L’idea di Pippo Inzaghi è quella di fare la partita, è evidente che ha chiesto ai suoi di alzare il baricentro per portare il gioco nella metà campo avversaria. A destra scommette su Zanoli e sul braccetto Pierozzi, ai quali è affidato il compito di salire e spingere il più possibile, anche per tenere lontano dalla porta quella mina vagante che porta il nome di Nicolò Cambiaghi. L’Empoli non sta a guardare, sembra preparato al gioco della Salernitana, attende gli avversari con una difesa ordinata e riparte velocemente sfruttando la mobilità e le qualità dello stesso Cambiaghi e Zurkowski. Al 9’ arriva già il primo pericolo da un colpo di testa di Ismajli, due minuti dopo Boateng è costretto a fermare di esperienza Zurkowski in area pronto al tiro. Sul fronte opposto la Salernitana già dopo pochi minuti ha finito l’ardore offensivo e tutte le azioni si spengono sul muro difensivo avversario, in particolare i cross che alla fine del primo tempo registreranno una percentuale di precisione bassissima. Così non è per l’Empoli, che invece da ogni calcio d’angolo e da ogni cross riesce a creare pericoli. Al 19’, proprio da angolo, il colpo di testa di Cerri viene alzato da Pellegrino quanto basta per mandarlo alto sulla traversa.

L’autogol di Zanoli

Al 22’ l’Empoli capitalizza il suo atteggiamento tattico. Lancio da centrocampo di Grassi a cercare il solito Cambiaghi sulla fascia sinistra, l’esterno è francobollato da Pierozzi che ci mette tanta buona volontà, ma il compito che gli hanno affidato stasera è obbiettivamente difficile. Il primo controllo non è perfetto e il pallone si allunga, Cambiaghi lo riprende, finta il cross, poi rientra, affronta Pierozzi e si allarga per metterla al centro dove ci sono Cacace e Cerri ma sono troppo arretrati per la traiettoria del passaggio che per l’esito sembra più un tiro sul secondo palo di Ochoa. Anche stavolta la dea bendata ci mette lo zampino, perché il pallone tagliato di Cambiaghi va giusto incontro alla fronte di Zanoli posizionato davanti a lui. La palla è troppo veloce per respingerla di testa e pensare di abbassarsi per farla passare sarebbe come ingannare il proprio portiere. Zanoli tenta la prima soluzione ma il suo tentativo di alzare via il tiro lo fa diventare una palombella imprendibile, con la traiettoria che si alza quanto basta per mettere fuori gioco Ochoa e termina in rete a filo di traversa. Ancora una volta una partenza in salita per i granata, per giunta su autogol.

Si riparte ma la musica non cambia, la Salernitana soffre la velocità dell’Empoli e nella costruzione della manovra è lenta, prevedibile, con poco movimento senza palla e con Dia sempre lontano dalle azioni offensive.

Al 28’ la Salernitana rischia ancora una volta il pasticcio in difesa. Con tutta la squadra nella metà campo avversaria, Bradaric controlla male una palla non difficile e se l’allunga facendosela soffiare da Gyasi. Il contropiede abortisce perché lo stesso Bradaric e Zanoli riescono a recuperare e a chiudere in angolo.

Dove l’Empoli domina la partita è a centrocampo. Maggiore e Basic sono in difficoltà in fase di interdizione, le seconde palle sono sempre empolitane, sono poco efficaci in fase di costruzione, rallentano troppo la manovra che si esaurisce in una serie di passaggi sterili in orizzontale. Complice anche l’atteggiamento tattico avversario, che ha alzato una linea a 5 in difesa, la Salernitana mostra ancora una volta di non essere in grado di fare la partita, come dimostra a fine primo tempo la percentuale più alta di possesso palla a fronte di un paio di tentativi a rete.

Sul fronte opposto invece c’è un certo Maleh che è un po’ il jolly della sua squadra, è dappertutto, ha grande qualità, ma soprattutto sfugge alla marcatura creando superiorità numerica e smistando sempre palloni insidiosi.

Al 38’ si intravede Dia. Boateng al limite dell’area serve il senegalese in area che fa un buon movimento per eludere la marcatura ma calcia male nel tentativo di incrociare di sinistro e il pallone sfiora il palo alla sinistra di Caprile.

Al 40’ Pierozzi, reduce da un risentimento in allenamento, non ce la fa ed è costretto ad uscire. La sostituzione fa capire a Pippo Inzaghi che deve cambiare qualcosa se vuole provare a cambiare il risultato. Mette dentro il nuovo arrivo Shon Weissman e cambia modulo di gioco in difesa arretrando Zanoli.

L’ingresso della seconda punta è positivo, il nuovo entrato è più mobile, entra con la voglia di farsi notare.

Allo scadere della prima frazione di gioco un’occasione nitida per pareggiare. Kastanos si trova sul destro al limite dell’area un pallone di rimbalzo e lo scaraventa verso l’angolo alto della porta. Caprile compie un miracolo volando a togliere la palla dalla rete con un braccio solo.

Il secondo tempo

SI riprende con Sambia al posto di Zanoli. Subito una buona palla per Zurkowski solo al centro, il suo colpo di testa finisce tra le braccia di Ochoa. Risponde subito la Salernitana, Weissman manca l’impatto col pallone su cross di Bradaric. Pochi minuti dopo Dia al limite dell’area si muove con una lentezza disarmante e si fa togliere il pallone prima di tentare il tiro. Sulla partita del senegalese va detto che, oltre a giocare al piccolo trotto, senza mai tentare un affondo, la cosa più irritante è il suo movimento in fase di costruzione. Assurdo con il risultato a sfavore trovarlo a centrocampo o addirittura più indietro, sempre in linea coi portatori di palla, in una posizione che chiaramente non fa salire la squadra e rallenta la manovra, per poi vederselo lentamente posizionarsi al limite dell’area fra i difensori avversari. I pericoli che può creare un atteggiamento tattico simile in novanta minuti sono vicini allo zero. I numeri della sua partita parlano chiaro. A centrocampo inoltre è sempre in difficoltà nel controllo, perde il possesso del pallone, spesso costringe al fallo inutile perché consente agli avversari di perdere tempo e di posizionarsi. Che non sia in condizione lo si vede ancora al 56’ quando Candreva tenta di servirlo di prima ma il suo tiro al volo è di quelli da dimenticare.

Al 58’ doppio cambio, esce Kastanos che si è andato spegnendo per Tchaouna, in difesa Pippo Inzaghi si gioca l’unico cambio, con Pirola non in perfetta condizione al posto di Boateng.

L’Empoli non spinge più di tanto, non ha fretta, gestisce con astuzia e con malizia, perdendo tempo laddove è possibile, tra giocatori che cadono e altri che protestano più del dovuto, vede che riesce a controllare bene e quando ha l’occasione di ripartire sa che può far male, ancora di più ora che l’avversario è sbilanciato in avanti. Al 63’ Cacace prova a fare il top player con un bel tiro a giro da fuori che sfiora di poco l’incrocio.

Il pareggio di Weissman

Al 68’, dopo quasi un tempo e mezzo di tentativi di cross a vuoto, Candreva riceve sulla destra da Sambia e fa una gran giocata, un cross immediato e preciso al centro dell’area perché ha visto Weissman, che pure non giganteggia in altezza, che si è staccato dalla marcatura di Ismajli e si è posizionato alle sue spalle. Il traversone è perfetto, così come la girata di testa dell’attaccante israeliano. Caprile stavolta può solo guardare. E’ una liberazione per l’Arechi che ora spinge la squadra a fare il forcing per raddoppiare.

L’Empoli capisce il buon momento dei padroni di casa e cerca di spezzarne il gioco con ripetuti falli che innervosiscono i granata. L’azione di disturbo riesce, infatti l’onda euforica del pareggio si esaurisce quasi subito. La squadra di Nicola sa che ora quando vuole può colpire in contropiede, perché la Salernitana è scoperta indietro e lascia molti spazi, con l’uscita di Boateng la difesa infatti ha perso compattezza.

I gol vittoria di Niang e Cancellieri

Al 76’ ritorna, dopo una lunga assenza tra infortunio e coppa d’Africa, Lassana Coulibaly, anche lui quindi non al 100%. Sul fronte offensivo granata si fa notare Tchaouna che sembra l’unico giocatore fresco atleticamente, svaria infatti su entrambi i fronti e cerca sempre di allargarsi per guadagnare metri.

A proposito di freschezza atletica, al minuto 86 Fazzini, entrato al posto di Maleh, decide di andare in affondo, tipo slalom gigante, si vede che il ragazzo ce l’ha nelle gambe perché la percussione riesce, supera facilmente in velocità Coulibaly ed entra in area puntando verso la porta. Marco Pellegrino lo vede arrivare come un treno e gli taglia la strada col corpo, senza interessarsi del pallone. Per l’arbitro Mariani non ci sono dubbi, è calcio di rigore, un’altra costante delle ultime partite della Salernitana.

Dal dischetto l’ex Milan, Niang, subentrato nel secondo tempo, non sbaglia spiazzando con freddezza Ochoa. Tutto troppo facile per l’Empoli.

E’ l’ennesima doccia gelata per la Salernitana, i minuti che seguono sono solo nervosismo e confusione. Si profila l’incubo dell’ennesimo 1 – 2 casalingo se non fosse per Cancellieri, anche lui entrato nel secondo tempo al posto di Cambiaghi. Nei minuti di recupero Pellegrino sbaglia il passaggio in avanti e Grassi ne approfitta con la metà campo granata sguarnita, appoggia per Niang che lancia Cancellieri. La sua fuga e la sua conclusione in rete sono imbarazzanti per la facilità di esecuzione. Il giovanissimo attaccante ex Lazio, mette letteralmente a sedere con una finta a rientrare un Pirola tra il disperato e l’impaurito, troppo arrendevole anche Ochoa che non esce nemmeno, ha il tempo di mettersi pure il pallone sul sinistro e appoggiarla nell’angolino.

Nel dopo partita, il canto del cigno di Pippo Inzaghi che nella partita a scacchi con Davide Nicola, al quale non possono che farsi i complimenti, perde per scacco matto, non essendo mai riuscito, a differenza di quanto dice davanti ai microfoni, ad avere questa partita così decisiva in pugno. L’Empoli ha dimostrato infatti che quando e come ha voluto ha affondato il colpo, mentre la Salernitana ancora una volta ha fatto vedere di non essere in grado di gestire i vari momenti della partita e di non avere soluzioni offensive con il trio Dia, Candreva, Kastanos. Occorrono urgenti riflessioni e correttivi, anche per dare un senso ai tanti nuovi arrivi di Sabatini.

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