Dal WWF il bilancio ambientale 2019

0
75

Luci ed ombre sulla salute del pianeta- di Vincenzo Iommazzo

Serpeggia un cauto ottimismo nella presentazione da parte del WWF Italia del bilancio ambientale dell’anno appena trascorso. Il 2019 verrà ricordato come l’anno degli incendi devastanti in Amazzonia, ma anche della grande mobilitazione della società civile contro i cambiamenti climatici innescata da Greta Thunberg, la ragazzina svedese di 16 anni. Per la prima volta gli allarmi degli scienziati sono stati accompagnati da una imponente mobilitazione civile, trainata dai giovani, in tutto il mondo. Persistono, però, resistenze istituzionali ancora forti, come dimostra l’esito deludente della COP 25 sui cambiamenti climatici da poco conclusa a Madrid.

INCENDI. A partire da giugno 2019, gli incendi hanno devastato 12 milioni di ettari in tutta l’Amazzonia. L’aumento delle temperature globali, il degrado degli ecosistemi forestali causati dall’intervento umano diretto e indiretto, la deforestazione generata da una costante crescita dei consumi (soia, carne, legno, pelli, metalli, etc.) hanno portato nel tempo alla distruzione di quasi un quinto di questa grande porzione di biosfera unica al mondo.

CLIMA. Il 2019 è stato un altro anno di continui e intensi eventi meteorologici estremi nel mondo e in Italia, culminati nel nostro Paese con i danni ingenti che in autunno hanno attraversato la Penisola. La prima bozza del Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) presentata dal governo italiano, pur confermando l’uscita dal carbone entro il 2025, prevede un più largo uso del gas e una quota ancora insufficiente di rinnovabili, non fornendo peraltro adeguati strumenti per conseguirla.

LA DIRETTIVA QUADRO SULLE ACQUE. Impegna gli Stati membri dell’UE a raggiungere un buono stato qualitativo e quantitativo di tutti i corpi idrici entro il 2015 ormai trascorso. La Commissione Europea ha deciso proprio l’11 dicembre scorso che la Direttiva Acque è adeguata e bisogna solo attuarla, ma su questo l’Italia è ancora in ritardo. Gli investimenti previsti nella Legge di Bilancio sono insufficienti, visto che il 91% dei Comuni italiani (dati ISPRA) è a rischio per il dissesto idrogeologico.

Tra le notizie positive, la mobilitazione dei giovani – i Fridays For Future – e la possibilità per il nostro Paese di assumere un ruolo propulsivo nel contesto internazionale con la COP dei giovani e la pre-COP26  del 2020.

BIODIVERSITÀ. L’Organizzazione intergovernativa IPBES, istituita dall’ONU nel 2012 per migliorare interfaccia tra scienza e politica, rivela che, se non si adottano piani d’azione globali, europei e nazionali che consentano di invertire al più presto la curva della perdita di biodiversità, si rischia di favorire l’estinzione per circa un milione di specie. L’Europa, secondo il WWF, deve chiarire quali siano le azioni prioritarie che assicurino entro il 2030 la protezione del 30% del proprio territorio. Il WWF Italia ha ricordato nelle sue Osservazioni alla Legge di Bilancio che nel nostro Paese, tra i più ricchi di biodiversità in Europa, il 50% dei vertebrati è a rischio di estinzione e che nonostante questo non solo gli interventi necessari per attuare la Strategia Nazionale per la Biodiversità non sono finanziati, ma alla conservazione e protezione della natura nella Legge di Bilancio vengono destinati nel 2020 appena 232 milioni di euro (per tutela del mare, aree protette, ISPRA, controlli ambientali, commercio delle specie protette), pari allo 0,6% del valore totale della Manovra ammontante a 32 miliardi di euro.

PLASTICA. 8 milioni di tonnellate di plastica si riversano ogni anno negli oceani, di cui ben 570mila nel Mediterraneo. l’Europa sta facendo la sua parte grazie all’approvazione il 21 maggio scorso dell’attesa Direttiva che vieta il consumo della plastica monouso (piatti, posate, cannucce, aste per palloncini), ma ora si tratta di recepire tale Direttiva. Tema questo particolarmente delicato dopo il passo falso fatto nella Legge di Bilancio 2020 con la Plastic Tax, provvedimento necessario ma che, come segnalato dal WWF, non stimola un reale cambiamento nell’economia delle materie prime riciclate. Bene il Decreto “Salvamare”, ma occorre facilitare il conferimento, da parte dei pescatori, della plastica raccolta in mare una volta in porto.

I CRIMINI DI NATURA. In Italia gli “eco crimini” sono ancora troppi, gravi e diffusi. L’assenza di sanzioni adeguate alla entità del danno e di un più completo e aggiornato corpus legislativo, comporta non solo una eccessiva carenza di condanne, ma elimina ogni funzione deterrente. Il 2019 non può definirsi un buon anno a causa di gravi episodi di bracconaggio e del diffusissimo fenomeno della pesca illegale. Preoccupazioni desta il destino dei 50 orsi marsicani che ancora vivono nel territorio a cavallo di Abruzzo, Lazio e Molise, bisognosi per sopravvivere e moltiplicarsi di una visione generale in cui tutti gli attori svolgano il proprio ruolo con efficacia.

Quantomeno, però, nell’agenda internazionale si è cominciato a mettere al centro la necessità del Green Deal, come nuovo patto sociale per le scelte economiche del futuro. “Oggi più che mai, abbiamo capito l’urgenza di azioni incisive in materia climatico-energetica, per la tutela della biodiversità, la manutenzione del territorio, lo sviluppo sostenibile, l’economia circolare – afferma Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia . Abbiamo capito quanto clima e biodiversità siano cruciali per la nostra sopravvivenza. Le mobilitazioni dei giovani del movimento Fridays for Future e le parole di Greta Thunberg sono state nel 2019 un chiaro segnale di cambiamento che dalle piccole comunità locali ha assunto una dimensione globale. Ora serve un accordo tra Stati: ‘A New Deal for Nature and People’ può aiutarci a definire un patto con il pianeta e con il nostro futuro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui