Le Cascate di Iguazù tra Argentina e Brasile 

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La potenza della natura in una delle sette meraviglie naturali del mondo-di Maria Gabriella Alfano

Mi era capitato nei miei viaggi di vederne altre, ma nulla è paragonabile all’emozione che hanno suscitato in me le Cataratas, le cascate di Iguazù, una delle sette meraviglie del mondo, elemento di punta dell’omonimo Parco Naturale. Ci sono stata nel mese di gennaio, prima tappa di un lungo, indimenticabile tour in Argentina.

Le cascate sono alimentate dal Rio Paranà e segnano il confine tra Argentina e Brasile.  Volendole visitare per intero occorre, come ho fatto io, dedicare due giorni, anche perché occorre calcolare il tempo necessario per passare la frontiera per entrare in Brasile.

Quelle di Iguazù sono 275 cascate di altezza variabile tra i 40 e gli 60 metri, con una portata d’acqua di 1,9 milioni di metri cubi al secondo.

Secondo me la parte più interessante è quella del lato Argentino. Arrivo alle cascate attraversando il Parco Naturale dell’Iguazù, ricchissimo di biodiversità, patrimonio Unesco.. Il percorso non presenta difficoltà grazie alle passerelle realizzate lungo i sentieri.

La temperatura è di 32 gradi, l’umidita è all’80%. E’ la prima tappa del viaggio. In Italia fa freddo e questo clima caldo è piacevole.

Cammino nella foresta tropicale, ascoltando il miscuglio dei versi delle tante specie di uccelli, mentre variopinte farfalle mi volano intorno e mi si posano sulle mani muovendo le ali. Sugli alberi intravedo alcune scimmie che volteggiano tra i rami. Nei canali nuotano numerose specie di pesci e nella vegetazione saltellano quadrupedi che non avevo mai visto, si chiamano coati e accorrono ovunque c’è cibo. Sono carini, ma non bisogna dare loro troppa confidenza perché possono diventare aggressivi.

La Guida mi racconta che in questi luoghi fu girato il film “Mission” con Robert De Niro. Ora che lo so, ne richiamo alla mente le scene e la trama.

E poi giungo alle maestose cascate, un potente fronte d’acqua lungo quasi tre chilometri che scende, con un rumore assordante, nel fiume sottostante sollevando nuvole d’acqua. Nonostante la distanza, l’aerosol arriva fino a me. Per fortuna indosso la giacca impermeabile e proteggo i capelli con la cuffia da bagno che, previdentemente, ho preso nel bagno dell’hotel. La temperatura esterna rende peraltro piacevole questa doccia imprevista.

Un’esperienza fantastica che mi fa comprendere la forza e la grandezza della natura.

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