Da Monastero a Conservatorio Musicale: la lunga storia di San Nicola della Palma

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Ever green-di Maria Gabriella Alfano

Il Monastero di S. Nicola della Palma fu fondato nel 1061 da Leone II, abate della SS. Trinità di Cava, beneficiario di una donazione da parte del principe Gisulfo.

 La costruzione del nuovo monastero si inseriva nella strategia espansionistica dell’abbazia di Cava che prevedeva una fitta rete di conventi per rivendicare la propria autonomia rispetto alla chiesa vescovile salernitana, assumendo quale unico riferimento la chiesa di Roma.

Alfano, vescovo di Salerno, convinto assertore della riforma vescovile, partendo da posizioni più moderate, si inserì pienamente nel movimento riformista dell’XI secolo, attuando una politica filomonastica. Per tale ragione, nel 1071, dopo aver consacrato la chiesa di S. Nicola (costruita un anno prima) la cedette all’abbazia di Cava, escludendola dalla giurisdizione arcivescovile, e le diede la facoltà di costituire una comunità monastica sotto la regola di S. Benedetto.

Come riporta Rosa Carafa ne “ Il Centro Storico di Salerno” : Il monastero benedettino nel primo decennio del XV secolo passò ai frati Minori Osservanti, con il contributo della regina Margherita di Durazzo. E’ incerta la data della venuta dei frati a Salerno; il padre Nicolò da Spinazzola fa risalire la fondazione del convento al 1407. Con l’avvento dei Frati  Osservanti il monastero acquistò notevole importanza sul territorio di Principato Citra: nel 1575 il convento fu scelto come sede principale e capoluogo dei conventi dell’Osservanza.

Nel 1639 i frati costruirono una grande infermeria destinata ai religiosi vecchi e inabili costituita da dodici celle, quasi tutte a due letti per i frati infermi e otto per i frati addetti alla loro cura. L’infermeria fu successivamente divisa dal Convento e resa autonoma con un proprio guardiano.

Il complesso monastico, sorto in prossimità di una sorgente termale, aveva acqua in abbondanza, tanto che attraverso condutture sotterranee, ne usufruivano i palazzi vicini e le fontane pubbliche.

Nel 1779 il convento contava trentotto religiosi, di cui ventidue sacerdoti e sedici laici professi. Oltre al dormitorio, al refettorio, vi erano la cantina e le stalle, alla cantina, la cucina e le stalle. Era sempre attiva l’Infermeria che accoglieva i religiosi ammalati provenienti dai conventi “Osservanti” della provincia e gli inabili per vecchiaia o per malattie croniche.

                     Sorgenti esistenti ai piedi del monte del Castello di Arechi di Salerno

                             (Tribunale civile di   Salerno- anno 1868)

Il 29 giugno 1811, il Convento di S. Nicola, in applicazione del R.D. 7 agosto 1807, fu soppresso ed adibito a Deposito di Mendicità.

Nel 1818 fu destinato a Orfanotrofio con il titolo di “Real Orfanotrofio di S. Ferdinando” per le Province di Salerno e Basilicata. Gli ultimi frati rimasti si trasferiscono nel Monastero di S. Maria delle Grazie.

Negli anni successivi il complesso monastico subì ulteriori mutamenti di destinazione d’uso: carcere delle donne, quartiere dei Fucilieri Veterani, provenienti dal monastero di S. Maria delle Grazie.

Il 19 gennaio 1825 nella chiesa di S. Nicola furono celebrati i funerali di re Ferdinando.

In seguito l’edificio ospitò l’orfanatrofio Umberto I e, nel 1850 circa, fu destinato a  Conservatorio musicale, destinazione che tuttora conserva.

 

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