Abu Dhabi, tra tradizione e contemporaneo-

0
27

– di Maria Gabriella Alfano.

Abu Dhabi è l’ultima tappa del mio viaggio negli Emirati Arabi Uniti.

Non potrò fermarmi molto, quindi opto per il tour di gruppo che, partendo da Dubai, dove sto alloggiando, mi porterà alla Grande Moschea e al Louvre, un gioiello dell’architettura contemporanea, imperdibile. Ho dovuto prenotare con largo anticipo. La domanda è alta e avrei rischiato di non trovare posto.

A bordo di un confortevole bus raggiungo la Moschea Bianca, sfarzoso edificio in stile ottomano, nata anche come Moschea Sheikh Zayed, dal nome dell’Emiro che nel 2007 la fece costruire per celebrare la pace tra i popoli del Mondo.

É una magnifica giornata soleggiata e ventilata. Ci sono circa 29 gradi e si sta bene. La guida fornisce a tutto il gruppo lunghe tuniche nere e sciarpe dello stesso colore per coprire il capo. E’ un abbigliamento indispensabile per visita alla moschea e guai se la distrazione fa scivolare la sciarpa: immediatamente uno dei tanti guardiani ti richiama all’ordine.

La Moschea è di un bianco abbacinante. Sul cielo azzurro si stagliano le sue 82 cupole. All’interno pavimenti in marmo bianco di Carrara, come spiega la guida, intarsi preziosi, vetrate, mosaici, lampadari in oro e swarovski, il tappeto più grande del mondo, realizzato a mano in Iran e assemblato sul posto.

Una mescolanza di stili e di produzioni di eccellenza provenienti da ogni parte del Pianeta, costate cifre da capogiro.

Lascio la Moschea e la tunica per proseguire il tour con la visita al “Museo Louvre”, progettato dall’architetto Jean Nouvel. L’edificio mi lascia senza parole. È bellissimo e mi ricorda le tipologie edilizie di molte città del Nord Africa.

Cammino sotto la sua cupola in acciaio e alluminio di 180 metri di diametro che lascia filtrare qua e là la luce del sole. Il micro-clima è perfetto e rende inutile il ricorso all’aria condizionata. Mi fermo nelle sale espositive che accolgono il meglio della produzione mondiale, una carrellata sull’arte e su culture diverse, dal neolitico al contemporaneo.

Sosto davanti agli specchi d’acqua che circondano l’edificio e, quando il tempo della visita finisce, mi allontano a malincuore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui