La lunga giornata di Joe Biden

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di Pierre De Filippo-

Giornata ricca di impegni per il Presidente americano Joe Biden che è arrivato in Europa già nella giornata di ieri. Alle 10 è previsto un vertice straordinario della Nato chiaramente organizzato per discutere, in primo luogo, dell’evolversi della guerra in Ucraina; alle 14.15 sarà il turno del G7 e nel pomeriggio si terrà il Consiglio europeo (i Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Ue) al quale, per la prima volta, prenderà parte un Presidente americano.

Una full immersion che ci consegna anche un altro importante dato: a tutte e tre le riunioni o, per dirla in maniera più accattivante, i vertici sarà presente anche l’Italia col Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Parliamo spesso della nostra paventata irrilevanza sui tavoli che contano. Oggi ci sediamo in ogni dove.

Il punto di partenza è uno e semplice: Washington vuole nuove e più dure sanzioni per Mosca, anche su energia e petrolio; l’Unione europea fa notare che l’alleato da questo punto di vista gode di una minore dipendenza e può permettersi questa “politica di potenza”. Sarà essenzialmente questo lo scontro da dirimere: sanzioni sull’energia sì o sanzioni sull’energia no?

Il primo vertice è quello Nato, con Stoltenberg padrone di casa. “Gli alleati” ha detto “hanno deciso di fornire più assistenza all’Ucraina, anche dal punto di vista militare: armi anti-carro, difese anti missili e droni, che si sono dimostrati molto efficaci. Gli alleati poi assisteranno l’Ucraina con aiuti umanitari e finanziari”.

Ma l’invasione russa va anche letta in un’altra chiave: se, come sembra di cogliere, è la presenza della Nato ai suoi confini a destare preoccupazione, nulla che vieta che Putin possa intendere questo concetto in maniera molto estensiva e preoccuparsi anche dei Paesi dell’Est una volta sotto il dominio sovietico. Per questo si è previsto il dislocamento sul fianco orientale (Ungheria, Romania, Bulgaria e Slovacchia) di quattro nuove unità di combattimento.

È stata invece nuovamente bocciata la richiesta, espressa soprattutto dalla Polonia, di una missione di pace Nato in Ucraina: equivarrebbe ad entrare nel conflitto con esiti oggettivamente non prevedibili.

Il G7 inizia di pomeriggio ed esce con una dichiarazione chiara: “se Putin usa armi chimiche reagiremo”. Si è forse, si chiedono in riunione, concesso troppo alla Russia all’interno delle organizzazioni internazionali? Proprio stamattina Sabino Cassese faceva notare la difficoltà di arrivare a conseguenze serie da un punto di vista giudiziario: la Russia è membro permanente dell’ONU e, in quanto tale, ha potere di veto sulle deliberazioni.

Sì, forse alla Russia si è concesso troppo.

Ma il G7 è anche l’organo maggiormente preposto ad interessarsi di questioni economico-finanziarie. L’obiettivo, spinto soprattutto da Londra, è evitare che Mosca venda il suo oro finanziandosi in questo modo.

L’ultimo impegno è anche, se vogliamo, il più sentito proprio perché inedito. Biden siede con i ventisette. Che erano ventotto fino a qualche tempo fa, Johnson infatti non entra e non viene invitato creando un piccolo caso diplomatico.

Putin aveva paventato la possibilità di far pagare l’energia in rubli. L’Occidente non può che risponde in maniera chiara: dovesse pretenderlo, i contratti verrebbero annullati, non essendo prevista questa clausola. Semplicemente.

Alle volte il diritto sa essere anche lineare e chiaro, senza ambiguità.

Il Consiglio europeo slitta di parecchi minuti: Charles Michel fa gli onori di casa insieme a Emmanuel Macron e solo dopo cena i leader torneranno a chiacchierare.

Entro domani vanno sciolte più riserve perché Biden ha un volo per Varsavia dove incontrerà il Presidente Duda?

Dunque, sanzioni sull’energia sì o sanzioni sull’energia no?

Staremo a vedere.

 

https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0

 

 

 

 

 

 

 

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