Da poco in libreria” Il marchese infingardo”, il 20esimo romanzo di Giuseppe Esposito

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-di Claudia Izzo-

Sembra di vederlo davvero Castel Capuano, sede della Gran Corte della Vicaria; la zona del Poggio reale nella  Napoli tra le più splendenti capitali d’Europa, ambita meta del Grand Tour  e via giù verso la strada per le Calabrie fino a giungere a Sicignano, sui Monti Alburni, nella Provincia Citeriore. Sembra di viverle proprio le atmosfere raccontate nelle pagine de Il Marchese infingardo-Vanitas vanitatum et omnia vanitas” (Stamperia del Valentino 2020), di Giuseppe Esposito.

Giunto al suo ventesimo libro in  quasi cinque anni, Giuseppe Esposito, scrittore napoletano, salernitano d’adozione, continua a tessere le fitte trame dei suoi romanzi, ambientando questa volta la narrazione inizialmente a Napoli e poi  fin sui Monti Alburni, vicino Salerno.

L’atmosfera è quella della seconda metà del secolo XVIII che rivive anche grazie alle suggestive quanto splendide tavole di Enzo Troiano, in un mistero tutto da risolvere. Nella provincia Citeriore, infatti, una grande ingiustizia sta per compiersi: il Marchese Faletti, signore di Sicignano, accusa un giovane contadino per l’omicidio della fidanzata di quest’ultimo, la bellissima Lucia, al servizio di donna Teresa, moglie del marchese.

Nel paese salernitano,  a un’altitudine di trentacinque catene, per questo omicidio e per evitare una ingiustizia viene dunque inviato dal Segretario napoletano di Stato di Grazia e Giustizia, don Carlo De Marco, il Giudice della Gran Corte della Vicaria, Gennaro Corelli. E’ l’avvocato La Porta ad allertare l’amico don Carlo, temendo per quanto accaduto in paese.

A Gennaro Corelli quella da affrontare sembrava “una impresa i cui contorni gli sfuggivano e che sembrava necessitasse di prudenza e di audacia al contempo… Bisognava affidarsi ad un santo protettore, quel Gennaro cui tutta Napoli si rivolgeva…”.

Bisognerà indagare su un caso in cui il potere trasuda persino dalle pietre degli antichi palazzi di Sicignano, in un luogo in cui la giurisdizione viene esercitata da secoli da un’aristocrazia intoccabile, che vanta diritti inalienabili, spesso a discapito dei più poveri e indifesi.

E’ questa la storia di scandali evitati, di una donna messa a tacere per sempre, del potere dei signori di un tempo, delle ingiustizie che regnavano e della giustizia che spesso non esisteva, la stessa che Esposito fa trionfare in un romanzo dai toni ricercati, austeri, misteriosi che accompagnano il lettore in una avventura tutta da vivere.

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