31 agosto 1997: moriva Lady D, grande esempio di impegno umanitario

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– di Clelia Pistillo –

Il 31 agosto 1997 Diana Spencer ed il suo compagno dell’epoca Dody Al Fayed perdevano la vita a Parigi nel terribile incidente sotto il Pont de l’Alma. Su quella notte è stato scritto e detto di tutto, lasciando spazio a dubbi e supposizioni tra le quali spicca l’inconfutabile certezza di aver perso una donna straordinaria, sensibile ed empatica tanto da essere molto più vicina al popolo che alla monarchia, di cui rappresentava un simbolo dopo il matrimonio con Carlo, principe del Galles.

La volontà di non rimanere nei rigidi schemi traspariva da ogni sua azione. Slegata dai protocolli, si distingueva per i suoi gesti spontanei, i suoi abbracci, i sorrisi ed i suoi sguardi dolci, che lasciavano intravedere quel bagaglio emotivo fatto anche di tristezza, per sua stessa ammissione. Tristezza, ma non fragilità.

Come può essere definita fragile lei che sfidò la corona, che infranse i protocolli di corte, che mostrò i propri punti deboli al mondo intero, che rivendicò il diritto ad educare i suoi figli a modo proprio, malgrado le regole le imponessero tutt’altro. Scelse infatti un’educazione fatta di abbracci, carezze, risate, emozioni.
Così carismatica e magnetica da attirare l’attenzione dei media, qualsiasi cosa facesse.
Un’attenzione rivelatasi spesso invasiva, a tratti violenta. Doveroso celebrarne il ricordo parlando del suo amore per l’impegno umanitario che continua ad ispirare moltissime persone nel mondo, nonostante siano trascorsi 24 anni dalla sua morte.

Furono tante le cause prese a cuore da Diana, ma se c’è un’immagine che più di ogni altra è destinata a rimanere impressa nella storia e nelle nostre menti credo che sia quella col giubbotto antiproiettile mentre cammina nel campo appena sminato di Huambo, in Angola, in piena guerra civile, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema delle mine antiuomo, in collaborazione con la Halo Trust Organization.
In seguito, proprio la campagna contro le mine antiuomo vinse il Nobel per la pace anche grazie all’esposizione di Diana, che recandosi personalmente in Angola ed in Bosnia accese i riflettori su un tema all’epoca poco dibattuto. Quella famosa passeggiata fu così significativa da aprire la strada ad una presa di coscienza da parte del mondo intero, tanto che a distanza di anni se ne percepiscono ancora gli effetti positivi in varie parti del globo, come sostenne Ralph Legg di Halo Trust.

Diana aveva ben compreso quanto fosse importante mettere la propria popolarità al servizio di nobili cause.
Sempre in difesa degli ultimi, degli invisibili, sin da quando i suoi figli erano piccoli si battè affinché potessero interagire con il mondo reale e con la vita fuori dal palazzo, per comprendere i veri problemi della gente, ad esempio portandoli con sé durante le visite ai senzatetto e ai bambini gravemente malati.

La strada sulla quale camminò Diana oggi risulta essere completamente bonificata e si prevede che nel 2025 l’Angola sarà completamente libera dalle mine antiuomo. Sulle orme di Diana proseguono oggi i suoi figli, impegnati in numerose cause umanitarie, ciascuno a modo proprio.

Harry, anche lui sostenitore della Halo Trust, nel 2019 si recò personalmente in Angola, insieme alla moglie Megan Markle e al loro primogenito, per ripercorrere proprio i passi della madre. Un gesto ricco di grande valore umano e simbolico che fa ben comprendere la forza di questa donna che e ci ricorda quanto gli esempi educhino più di ogni fragile parola. Un seme piantato oltre 20 anni fa che tuttora fiorisce, dando conforto ed ispirando in tutto il mondo. È questo il più grande lascito della principessa del popolo, come lei stessa amava definirsi. Una donna libera, rivoluzionaria, ribelle e straordinariamente forte.

 

 

 

 

 

 

“Diana Frances Spencer (1961-1997)” by aeroman3 is marked with CC PDM 1.0

 

“Harrods – Lady Diana et Dodi Al-Fayed” by louisvolant is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

“Lady Diana” by InsoDay is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

“Lady Diana’s visit to her regiment, the PWOR, in about 1990; my father was MWOR – photo by Dezell Domke” by Century 21 Champ Realty -Bill Stevenson is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

“1991 Lady Diana, being the Princess of Wales, was the Honorary Commander in Chief of the Princess of Wales Own Regiment (PWOR)- thanks Dezell Domke” by Century 21 Champ Realty -Bill Stevenson is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

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