Roma: la Festa del Cinema continua …

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Verso conclusione della 14^ edizione-di Francesco Fiorillo-

 

Fra proiezioni in anteprima, incontri ravvicinati con le star e red carpet, il festival cinematografico romano è quasi arrivato alla fine, e le promesse del direttore artistico Antonio Monda appaiono mantenute: questa è davvero una festa.  Una celebrazione luminosa ed emozionante alla quale tutti sono invitati, dagli attori più famosi ai semplici appassionati, riuniti da un unico desiderio:  vedere i sogni diventare realtà, essere testimoni dell’incredibile magia del Cinema.

Come in ogni festa che si rispetti, anche in questo caso c’è stato un ospite d’eccezione: Martin Scorsese, che lunedì 21 ha presentato in anteprima il suo The Irishman. Un film molto atteso, sia per la lunga e laboriosa gestazione (circa 10 anni), sia perché rappresenta un ritorno del regista ormai 76enne al gangster movie, genere che non esplorava dai tempi di The Departed del 2006. Tratto dal libro di Charles Brandt I heard you paint houses, sulla vera storia del sicario Frank Sheeran dal primo dopoguerra al Duemila, il film vede riuniti gli attori-feticcio di Scorsese: Robert De Niro (nella parte di Sheeran), Al Pacino (Jimmy Hoffa) e Joe Pesci (il boss Russel Bufalino). Una malinconica riunione di famiglia, quasi un ultimo testamento di un modo di fare cinema che sta scomparendo.

Martedì 22 è stato il turno di Judy di Rupert Gold, il biopic sulla vita di Judy Garland, la celebre Dorothy de Il mago di Oz. Una star troppo spesso dimenticata, attrice, cantante e ballerina che con la sua vita travagliata (fra matrimoni falliti e abuso di farmaci) ha segnato in modo indelebile il mondo dello spettacolo americano. Già si parla di nomination agli Oscar per l’interpretazione di Renée Zellweger, che dà voce e vita ad una vera e propria leggenda.

Sempre nella giornata di martedì, c’è stato un incontro con John Travolta, protagonista del thriller The Fanatic, per il quale ha ricevuto dalle mani del direttore artistico un Premio Speciale. Dall’alto dei suoi 65 anni, l’attore ha ripercorso la sua carriera, da La febbre del sabato sera a Grease, fino alla rinascita artistica con Pulp Fiction di Tarantino, confessando il suo amore per Fellini e Sophia Loren.

A seguire, mercoledì è stato proiettato in anteprima l’atteso documentario Where’s my Roy Cohn di Matt Tyrnauer: il racconto (forse poco noto) delle origini e dell’ascesa di una delle figure più oscure e temute della destra americana, l’avvocato Roy Cohn. Manipolatore e burattinaio, per oltre quarant’anni ha contribuito nell’ombra a plasmare demagoghi come Joseph McCarthy e Donald Trump, creando le basi dell’attuale situazione politica americana.

Mancano ormai pochi giorni: domenica il festival volgerà al termine, ma sono ancora tante le cose da vedere. Come una vera festa, vorremmo non andar mai via, ma restare per viverla fino all’ultimo istante. Quando le luci si spegneranno, le stanze si svuoteranno e rimarrà solo la sensazione di aver assistito a qualcosa di magico.

 

 

 

 

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