La Festa del Cinema di Roma dà i numeri

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General Overview (Luca Dammicco / Fondazione Cinema per Roma)

Con cifre da capogiro, è calato il sipario sul festival cinematografico romano-di Francesco Fiorillo-

Si è conclusa domenica 27 ottobre la 14a edizione della Festa del Cinema di Roma, e i numeri parlano chiaro: è stato un trionfo. Con ben 258 proiezioni, 34 retrospettive ed omaggi, e 25 paesi coinvolti, il festival cinematografico romano si è confermato come un evento di enorme portata e successo: per 11 giorni, Roma è diventata la capitale indiscussa del cinema mondiale.

I numeri di questa edizione sono importanti anche per un altro motivo: segnano in modo inequivocabile un percorso di crescita per questa straordinaria manifestazione. Rispetto al 2018, i biglietti venduti sono aumentati del 10%, così come è cresciuta l’affluenza del pubblico e dei giornalisti, sia per gli eventi a pagamento (+7%) che per quelli gratuiti (+11%). Anche la copertura mediatica è stata maggiore dell’anno scorso, con una crescita davvero enorme soprattutto degli articoli nel web (addirittura aumentati del 45%) e dell’attività sul sito ufficiale (aumentata di un incredibile 86%).

Sono cifre davvero significative, che dimostrano come questo festival si avvii, anno dopo anno, a divenire un evento alla stregua di altre manifestazioni cinematografiche maggiormente note (come il Toronto International Film Festival, o il Festival di Cannes). Una celebrazione che, oltre ad includere una grande varietà di ospiti, fan e addetti ai lavori, ha anche saputo penetrare e permeare i social network (aumentando la sua visibilità in modo esponenziale su Facebook, Twitter, Instagram e YouTube). Una kermesse viva, vibrante e al passo con le nuove tecnologie.

Ma al di là dei numeri, in che modo si è conclusa questa 14a edizione? Domenica 27 ottobre, due sono stati gli eventi più importanti. Innanzitutto la proiezione de Il Peccato, di Andrei Konchalovsky: un film ambientato nell’Italia del 1512, che racconta la crisi di Michelangelo Buonarroti, costretto a menzogne e macchinazioni per riuscire a dividersi fra i progetti della Cappella Sistina e della tomba di Papa Giulio II della Rovere. Infine è stato proiettato il  documentario Ugo & Andrea, dedicato ad Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti, entrambi scomparsi quest’anno: fra scherzi, ricordi e battute, i due giganti della narrativa e della televisione si confrontano con ironia, filmati dalle rispettive figlie Andreina e Orsetta.

Calato il sipario sulla Festa del Cinema, non resta che tirarne le somme, e constatare con grande sorpresa l’assenza di premi per i favoriti The Irishman di Martin Scorsese e Judy di Rupert Gold. A trionfare, è stato invece il docufilm di Alessandro Piva, Santa Subito. La pellicola, che ha vinto il Premio del Pubblico BNL, è dedicata alla storia vera di Santa Scorese, una barese di 23 anni che negli anni ’80 venne perseguitata per tre anni e poi uccisa da uno stalker conosciuto in ambienti parrocchiali. Una storia amara e dolorosa, che troppo ricorda altre recenti vicende di cronaca che hanno avuto un simile, tragico epilogo. Una “psicosi travestita da amore”, come è stata definita dallo stesso regista, salutato già alla prima proiezione da una standing ovation e 12 minuti di applausi. Segno che il cinema può e deve essere uno strumento per risvegliare la coscienza sociale, e impedire che certi orrori si ripetano.

Ecco, adesso è finita davvero. La grande festa del direttore artistico Antonio Monda e del presidente Laura Delli Colli ha chiuso i battenti, ma a differenza di altre feste, stavolta non c’è motivo di essere tristi. Quella a cui abbiamo assistito è stata una celebrazione allegra, ironica, sorprendente, a dimostrazione che in questo Paese c’è ancora spazio per chi ama il Cinema e i suoi sogni, e lo vuole vivere con gioia. Forse è vero che la cinematografia moderna è in crisi, fra sequel, remake, reboot e predominio dei blockbuster; ma è altrettanto vero che l’amore per questa arte è più forte che mai.

 

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