Dalla celebre maison, al “Bacio”, al filato di lana d’angora: lo stile di Luisa Spagnoli.

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Una maglietta verde muschio (quando ero piccola io, non si chiamava ancora T-shirt), con una rouche di pizzo Sangallo bianco, bordata da un nastrino in raso verde, per me durante gli anni della mia fanciullezza ha rappresentato un simbolo di eleganza…Era di Luisa Spagnoli. Quando la mia mamma la indossava, con una gonna a ruota nera, mi sembrava finalmente bella, sofisticata ed elegante. Anche io l’ho indossata nei miei vent’anni, a riprova che la qualità e lo stile non passano mai.
Come non tramonta mai il mito di Luisa Spagnoli. Splendida donna, grande imprenditrice, vulcano di idee, mente illuminata e senza frontiere che ha creato ben due imperi: la Perugina e la casa di moda che porta il suo nome. Nata alla fine dell’ottocento, è stata una donna con tutte le caratteristiche di una general manager del terzo millennio. Per lei essere donna non è mai stato un limite, ma solo un’opportunità. Ha portato avanti con determinazione le sue sfide e le sue visioni progressiste sul ruolo delle donne nella società. Si è battuta per la loro indipendenza, ha creduto fermamente nel loro valore e nelle loro capacità ed ha dato al mondo lezioni di impegno lavorativo e soprattutto sociale. Ha capito che per lavorare bene bisognava stare bene; ha capito che le donne che lavoravano nella sua industria prima di essere operaie erano donne e mamme e così fondò negli anni venti il primo asilo nido d’Europa, nello stabilimenti di Fontivegge, per non separare le mamme dai loro piccoli. All’asilo aggiungerà poi una piscina per i dipendenti, una serie di case a schiera per dare loro più confort e dignità e non si dimenticherà nemmeno di organizzare balli e feste sociali. Che dire di una donna così? Per me è l’immagine speculare del suo più grande successo, il Bacio Perigina (…sì, lo ha inventato lei!) : dolce come il cioccolato, resistente e dura come la nocciola, variegata come l’impasto ed estrosa come la sua forma. Si dice che i piccoli cartigli che avvolgono i baci, su cui sono scritte frasi d’amore, prendano origine dai bigliettini che Luisa Spagnoli scriveva al suo amato, Giovanni Buitoni, avvolgendoli intorno ai cioccolatini che gli mandava perché li ispezionasse. Altra grande intuizione che Luisa Spagnoli ebbe fu il filato di lana d’angora. Alla fine della prima guerra mondiale, in quel periodo di grande crisi, avviò un allevamento di conigli d’angora. I conigli non venivano tosati né tanto meno uccisi, ma semplicemente pettinati, per ricavare la lana d’angora per i filati. E iniziò, così, la creazione di quei famosi bolerini d’angora che sono un must distintivo della sua produzione. Per Luisa Spagnoli la classe è un modo di essere, una dote innata che l’eleganza sottolinea. Sempre alla ricerca di qualcosa di unico e bello, i valori che si riflettono nella sua casa di moda sono uno stile particolare, l’indiscussa qualità, una forte personalità proprio come la sua. La RAI ha deciso di dedicare a questa figura di imprenditrice una mini serie di due puntate che andranno in onda oggi 1 febbraio e domani, con una fiction che racconterà la storia di Luisa Spagnoli: dai baci di cioccolato all’alta moda che diede vita ad un marchio che conquistò il mondo, trasformando un semplice nome, il suo, in una vera e propria icona del made in Italy. La nipote Nicoletta ha approvato la sceneggiatura, affermando che essa non scade mai nel gossip e che la vita privata della sua grande nonna è stata trattata sempre con delicatezza. Bravissima anche Luisa Ranieri che l’ha interpretata, immedesimandosi perfettamente in Luisa Spagnoli, donna ricercata, pregiata, innovativa, donna… semplicemente donna, ….perché le donne sono fatte così !

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