Baronissi: a Casa della poesia omaggio a Etel Adnan la grande dame della cultura mediorientale

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Giovedì 29 luglio, dalle ore 20,30, a Casa della poesia (via Convento 21/a, Baronissi), un omaggio alla meravigliosa, straordinaria, ineguagliabile Etel Adnan, la “grande dame” della cultura mediorientale e non solo, madrina del progetto di Casa della poesia, la più importante scrittrice della diaspora araba, prima autrice pubblicata nella nascente Multimedia Edizioni nel 1993.
Una delle più grandi scrittrici viventi, un nostro amore infinito, una donna che ha cambiato e indirizzato la nostra vita e il nostro lavoro. Un incontro fulminante e decisivo, una “rivelazione”.
Spesso abbiamo detto e scritto: «Un giorno sarà necessario raccontare, soprattutto ai tanti amici di Casa della poesia, quell’incontro a Parigi agli inizi degli anni ’90 e di come ha trasformato la nostra vita e avviato il nostro progetto culturale.»
Quel giorno è arrivato.

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Nel corso della serata racconti, storie, filmati e “Essere in tempo di guerra” di Etel Adnan, nella lettura di Raffaella Marzano e Giancarlo Cavallo.

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Etel Adnan è nata a Beirut, Libano, nel 1925, da padre siriano mussulmano e madre greca cristiana. “Beirut e Damasco” ha detto in una intervista a Margot Badran, “paesaggi della mia infanzia, rappresentavano due poli, due culture, due mondi diversi, ed io li amavo entrambi”.
Frequentò una scuola presso un convento cattolico di suore francesi fino ai 16 anni. Lo scoppio della guerra interruppe “i suoi studi e iniziò a lavorare per il French Information Bureau. Tre anni dopo, si iscrisse alla Scuola Superiore di Lettere aperta da poco a Beirut. Insegnò per due anni presso l’Ahliya School for Girls. Nel 1950, andò a Parigi per studiare filosofia alla Sorbona. Cinque anni dopo si trasferì in America dove studiò a Berkeley e Harvard. Fra il 1959 e il 1972, insegnò filosofia al Dominican College a San Rafael, California.
La Adnan è poetessa, scrittrice e pittrice. Afferma di dipingere in arabo e alcuni suoi testi sono illustrati non solo con disegni, ma anche con segni e scoppi all’interno del testo stesso. In Apocalypse Arabe, ogni segmento del bellissimo poema è punteggiato da segni che intrecciano, sul testo, spesso denso, un sistema di significato: scrive STOP, ma la freccia indica avanti, avanti. Tornata in Libano nel 1972 ha lavorato come editore letterario del quotidiano di Beirut, L’Orient-Le Jour. Nel 1976 lasciò il Libano. Vive oggi tra Parigi e Sausalito, California.
Nei venti anni seguiti alla pubblicazione del suo primo volume di poesie, “Moonshots” (Beirut 1966), la Adnan ha pubblicato libri in inglese e francese di cui due in prosa: “Sitt Marie Rose” (Parigi 1978, tradotto in inglese, tedesco, olandese, arabo e in italiano nel 1979, Edizioni delle donne) e nel 1986 il saggio nella tradizione di Siddharta, “Journey to Mount Tamalpais” (Sausalito 1986). Nel 1985 a Parigi il saggio sull’artigianato in Marocco “L’artisanat créateur au Maroc”. Le sue collezioni di poesie comprendono “Five Senses for One Death” (New York 1971), “Jebu et l’Express Beyrouth-Enfer” (Parigi 1973), “L’Apocalypse Arabe” (Parigi 1980, Sausalito 1989), “Pablo Neruda is a Banana Tree” (Lisbona 1982), “From A to Z” (Sausalito 1982), “The Indian Never Had a Horse and Other poems” (Sausalito 1985), “The Spring flowers own and The manifestations of the Voyage” (Sausalito 1990). Sempre dalla Post-Apollo Press “Paris, When it’s Naked” (1993) e “There” (1997).
Inoltre Etel Adnan ha scritto i testi per due documentari di Jocelyn Saab sulla guerra civile in Libano, trasmessi in televisione in Francia, in molti paesi europei e in Giappone; la parte francese dell’opera in più lingue “Civil warS”, di Robert Wilson, prodotta a Parigi e Lione nel 1986; un film (non realizzato) su Calamity Jane in collaborazione con Delphine Seyring.
Recentemente è stato realizzato un’opera musicale con le sue “Love poems”.
Il suo ultimo libro “In the Heart of the Hearth of Another Country” (2005) è pubblicato dalla City Lights Books di San Francisco.
In Italia ha pubblicato per la Multimedia Edizioni “Viaggio al Monte Tamalpais”, la breve ma intensa biografia “Crescere per essere scrittrice in Libano” e nel 2010 “Nel cuore del cuore di un altro paese”.
Inoltre per Jouvence “Ai confini della luna”, per Semar “Apocalisse Araba”.
Diverse poesie di Etel Adnan sono state messe in musica, ad esempio da Gavin Bryars (“Adnan Songbook) e da Zad Moultaka (“Nepsis”).
Ha anche scritto due opere teatrali: “Comme un arbre de Noël” (sulla guerra del Golfo) e “L’actrice”, che è stata rappresentata a Parigi nel marzo del 1999.
È considerata una delle più importanti scrittrici della diaspora araba.

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