21 Aprile: Roma compie 2775 anni

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Secondo la leggenda, Romolo avrebbe fondato la città di Roma il 21 Aprile del 753 a. C. La data, riportata anche da Varronesi deve ai calcoli astrologici del suo amico Lucio Taruzio. La festività legata alla fondazione della città è detto Natale di Roma, più anticamete Dies Romana, Romaia. Da questa data in poi deriva la locuzione latina Ab Urbe condita-dalla fondazione della Città; nasce dunque la cronologia romana che conta gi anni da questo momento in poi.

 Di grande importanza è sempre stata, dunque, la celebrazione dell’anniversario dell’Urbe per la propaganda dell’Impero e questo  finì per attribuire alla questione dell’anno della fondazione un’importanza fondamentale.

Con l’Imperatore Claudio il metodo di calcolo dell’età della Città, proposto da Marco Terenzio Varrone, prevalse su tutti gli altri. e fu  nel 248, Filippo l’Arabo a celebrare il primo millennio di Roma, assieme ai Ludi Saeculares (celebrati ogni cento anni), in quanto Roma compiva dieci secoli. Sono pervenute monete che celebrano l’evento su cui compare il numero “1001”, da cui si evince come i cittadini dell’Impero romano avevano compreso di essere all’inizio di una nuova era, di un “Saeculum Novum”. Quando l’Impero romano divenne cristiano, nei secoli successivi, questa immagine millenaria venne utilizzata in un senso più metafisico.

Durante l’età imperiale la festa di San Cesareo diacono e martire  venne stabilita per il giorno 21 aprile,  proprio nella data della fondazione di Roma che acquisì empre più un valore pregno per la  propaganda imperiale, un pretesto per celebrare la figura dell’imperatore ed il suo santo tutelare.

Con la diffusione del Cristianesimo come religione di stato e con la   caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le successive  migrazioni e conquiste di popolazioni Barbariche, Roma perse moltissimi dei suoi usi, costumi,tradizioni e festività. Alcune di queste furono recuperate dagli umanisti, ma è nell’epoca risorgimentale che la celebrazione del Natale di Roma fu ripristinato come “tradizione”. I più rivoluzionari tra i mazziniani, i garibaldini ed alcuni liberali, festeggiarono l’evento, ad esempio, nella primavera del 1849, quando Roma, da poco Repubblica libera che aveva rovesciato il potere temporale del Papa, lottava per la sopravvivenza. Si racconta di un pasto ai Fori con brindisi per la presunta fondazione dell’Urbe da parte di Romolo e la rifondazione (liberazione) da parte dei rivoluzionari stessi.

Il 3 aprile 1921, a Bologna, Benito Mussolini, allora capo del Movimento fascista Benito proclamò l’anniversario della fondazione di Roma quale festa ufficiale del fascismo, un tentativo come affermò Antonio Gramsci di naturalizzare il proprio ruolo nella storia italiana, attraverso la rivendicazione delle origini romane.

L’ Associazione Nazionalista Italiana e il Partito Nazionale Fascista,  celebrare l’accordo unitario con l’apposizione di un manifesto contenente l’appello all’unità nazionale, da affiggere in tutte le città italiane nella serata del 20 aprile, vigilia del Natale di Roma, giorno “significante l’avvenuta rinascita della romana grandezza”.

Fu abolita poi la festività del 1 maggio e fissata la celebrazione del Lavoro al 21 aprile, Natale di Roma fino al 1945 anno in cui fu ripristinata la festa del lavoro al 1 maggio e limitate le attività del Natlae di roma alla Capitale.

Oggi il Gruppo Storico Romano torna dal vivo, al Circo Massimo. La manifestazione per il Natale di Roma avrà inizio alle ore 12 con il tradizionale rito ai Numi romani – Circo Massimo: l’associazione tradizionale pietas svolgerà il rito ai numi romani, volta ad onorare la memoria ed i valori sani del mondo romano. Si proseguirà alle 16 con il “tracciato del solco-Circo Massimo”, alle 17 “Le Palilie”; alle 19:30 Rinnovo del fuoco sacro in piazza in Campo Marzio; poi alle 20 “Benedictio verbi”, al Pantheon (piazza della rotonda). Il 21 aprile sarà solo il primo di quattro giorni di festeggiamenti

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