Superbonus 110% in provincia di Salerno, il presidente Vincenzo Russo (ANCE Aies): “etica e professionalità delle imprese per garantire il committente”

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di Maria Gabriella Alfano

L’attuazione delle misure  per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici procede a rilento. Ancora pochi i cantieri, nonostante i consistenti incentivi a beneficio dei proprietari che a fine lavori potranno vivere in abitazioni sicure e a basso consumo energetico.

Probabilmente, i proprietari sono scoraggiati dalla complessità dell’iter procedurale, dal rischio di non vedere conclusi i lavori nei tempi prestabiliti, dalla preoccupazione di non trovare interlocutori all’altezza dei compiti complessi da svolgere.

C’è da dire che non hanno tutti i torti, perché usufruire del Superbonus 110%, del Sisma bonus e del Bonus facciate comporta l’interazione di diverse figure tra cui i tecnici per la valutazione della fattibilità dell’intervento, la progettazione e la direzione dei lavori, l’impresa esecutrice, gli impiantisti, il commercialista.

Proprio per questo la legge ha previsto il “General contractor” che coordina tutti i soggetti coinvolti nel processo costruttivo e diventa l’unico responsabile e l’unico referente per il committente, in modo da facilitare e ottimizzare ogni aspetto dell’intervento.

Una figura cruciale che va individuata con estrema attenzione.

Un ruolo fondamentale è quello della ditta che eseguirà i lavori: i cospicui contributi messi a disposizione dal Governo Draghi hanno spinto molte persone a lanciarsi nel settore, senza aver allestito un’organizzazione d’impresa affidabile, competente ed efficiente, che rispetti gli impegni assunti. Come scegliere le imprese a cui affidare i lavori?

Ne abbiamo parlato con Vincenzo Russo, presidente dell’ANCE AIES di Salerno, che rappresenta oltre 200 imprese, che da anni sta svolgendo un’intensa e qualificata attività di informazione e formazione per gli addetti ai lavori.

Presidente, può fare una sintesi per i nostri lettori degli incentivi previsti dal Governo?

Il Decreto Rilancio ha introdotto nuove disposizioni sulla detrazione delle spese degli interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici residenziali. La detrazione è pari al  110% delle spese sostenute, ripartita in cinque quote annuali di pari importo e si aggiunge alle altre già in vigore per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di restauro delle facciate esterne degli edifici (Bonus facciate) di riqualificazione energetica degli edifici (Ecobonus), di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (Sismabonus).

Com’è la situazione attualmente? Ci sembra che si sia ancora in una fase di “attesa” .

 In Italia e in Campania i numeri che vengono dalle Agenzie di Controllo e da ENEA ci dicono che per il Superbonus sono ormai partiti oltre 60000 cantieri per un totale di detrazioni ammesse che supera i 10 miliardi di Euro, mentre per gli altri bonus si stima siano state attivate detrazioni per oltre 12 miliardi di Euro.

Aggiungo che In Campania, al 30 novembre 2021, i dati ENEA-Mise rilevano un numero di asseverazioni pari a 4.564 e un totale di investimenti ammessi a detrazione pari a 964.583.500,35 euro, circa 1 miliardo -dunque- come ammontare ammesso a detrazione, considerando anche l’aliquota del 110%.

La semplificazione introdotta dai recenti provvedimenti sta dando i suoi risultati?

Se si mettono a confronto i dati rilevati, da agosto a novembre, è evidente che l’introduzione della CILA Superbonus, di cui alla Legge 108 del 2021,  ha contribuito notevolmente a incoraggiare l’avvio di nuovi investimenti ed interventi, soprattutto per i condomini. In provincia di Salerno è verosimile ipotizzare in circa 190 milioni di euro l’ammontare degli investimenti ammessi a detrazione.

Come sono distribuiti gli interventi in relazione alle tipologie edilizie?

Predominano gli interventi sugli edifici unifamiliari, con una percentuale di circa il 56,9%, rispetto al  21,7% (valore in costante aumento)  sugli edifici condominiali e al 21,4%  sulle unità immobiliari  funzionalmente indipendenti.

Notizie incoraggianti, quindi…

Si. I dati dell’ENEA mostrano un incremento degli interventi che si sono avvalsi del Superbonus 110% ai fini dell’efficientamento energetico, ma in generale tutte le misure fiscali si sono rilevate già fondamentali per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Indubbiamente queste sono misure epocali, credo mai previste finora nel Paese. Quale dovrà essere il ruolo delle Imprese di costruzione?

Le Imprese devono svolgere un ruolo primario nell’intero processo. ANCE AIES Salerno ormai da diversi anni ha intrapreso la strada di affiancare con uno specifico servizio di supporto le imprese e i tecnici nella realizzazione di interventi che possano beneficiare del Superbonus 110% e di altri bonus del settore edilizia. In questo lungo periodo tanti sono stati i progetti su cui ci siamo confrontati con tecnici e imprese, trovando spesso professionalità, rigore e serietà nella realizzazione del processo. Purtroppo ci siamo anche imbattuti in situazioni caratterizzate da scarsa qualità e organizzazione nella progettazione e realizzazione degli interventi,  in qualche altro caso siamo stati costretti a confutare ipotesi interpretative che andavano ben oltre i limiti definiti e/o imposti dalla normativa.

Riteniamo che la regola fondamentale sia quella di operare nella tutela di tutti i soggetti coinvolti, regola che si traduce nell’operare con ordine e professionalità, garantendo il committente, che è il primo riferimento della Agenzia delle Entrate in caso di contestazioni, e minimizzando il rischio per l’impresa e per il professionista.

L’utilizzo di queste misure incentivanti potrebbe essere comunque  più ampio. Quali sono le criticità che lo limitano?

E’ vero che alcune criticità stanno mettendo in seria difficoltà il sistema: il rincaro dei materiali, la scarsezza della manodopera professionalizzata, la continua modifica delle indicazioni normative, l’ improvvisazione che talvolta si riscontra nella fase tecnica e progettuale, il rapporto con il sistema dei cessionari.

E’ a tutti noto che negli ultimi tempi si sono rafforzate le misure di controllo nell’erogazione dei bonus fiscali legati al mondo dell’edilizia. Ciò in seguito all’incredibile quantità di casi di truffa ai danni dell’Erario che hanno condotto a stimare una quota di bonus edilizi “falsi” per oltre 900 milioni di Euro, ed hanno quindi indotto il Governo a emanare le restrizioni del DL 157/2021 (decreto Antifrodi) nell’ottica di porre un freno a tali comportamenti.

Che fare, allora?

Non possiamo mettere a repentaglio un sistema che sta comunque dando dei frutti. L’obiettivo è quello di lavorare in maniera sana e corretta, invogliando lo Stato a proseguire la politica di incentivazione fino a rendere strutturali le misure fiscali messe in campo.

Per fare ciò bisogna evitare profili di rischio dell’intervento e della iniziativa imprenditoriale. Nel concreto riteniamo, ad esempio, che ridurre i profili di rischio significhi evitare di aggirare le norme, attenersi ai prezzari di riferimento, limitare allo stretto indispensabile il ricorso a nuovi prezzi, non ipotizzare cessioni del credito per persone inconsapevoli o su lavori non eseguiti o non terminati, non ipotizzare misure o costi anomali o forzati, realizzare al meglio gli interventi, non considerare i massimali di spesa come limiti da raggiungere a tutti i costi, avere un rapporto tra prestazione professionale e costo delle lavorazioni  coerente con la reale attività svolta, mantenere alta la qualità del livello di progettazione e di realizzazione delle opere.

Sta delineando un vero e proprio codice etico a cui attenersi…

Ritengo necessaria una nuova organizzazione aziendale delle imprese, che devono passare dal ruolo di mere esecutrici dei lavori, a quello di coordinamento, gestione di servizi tecnici, di soggetti, insomma, capaci di controllare l’intero processo. E’ evidente, inoltre, che anche i tecnici devono fare un salto di qualità, sia per le fasi iniziali di fattibilità degli interventi che in quelle di progettazione e controllo del flusso dei lavori.

Il General Contractor si sta rivelando una figura utile?

E’ sotto gli occhi di tutti che nell’ultimo anno sono nati molti “nuovi” General Contractor, e tante imprese, di diverse tipologie, si sono lanciate a svolgere tale importante ruolo di coordinamento e garanzia dell’intero processo. In tale contesto voglio ricordare le conclusioni della “Commissione di monitoraggio del DM 2017” che pochi mesi fa invitava all’ esercizio del principio di responsabilità e al delicatissimo rapporto tra controllore e controllato, evitando le  distorsioni che determinano un uso improprio delle risorse pubbliche. Con questo spirito, e in linea con quanto proposto in diverse occasioni dall’Ance nazionale, ribadisco che è necessario un sistema di qualificazione che attesti la capacità delle imprese impegnate nei lavori che beneficiano dei bonus edilizi.

Aggiungo che, per cogliere le grandissime opportunità offerte dai bonus per l’edilizia, è necessario e indispensabile assumere atteggiamenti rigorosi dal punto di vista etico e professionale, tali da ridurre al minimo i rischi e garantire prima di tutto il beneficiario dei contributi e poi  imprese e professionisti.

Quale raccomandazione si sente di fare ai beneficiari dei contributi governativi?

Fra i beneficiari si avverte un’eccessiva deresponsabilizzazione. Probabilmente non hanno ben chiaro che, in caso di difformità, sono i primi interlocutori della Agenzia delle Entrate, la quale potrà recuperare dal committente la detrazione non spettante, le sanzioni del 30% e gli interessi. L’ipotesi, poi, di una rivalsa sull’impresa o sul general contractor potrebbe rivelarsi utopica, dato che sono proprio le imprese poco serie, pronte a svanire nel nulla, a gonfiare gli appalti. Per non parlare, poi di eventuali aspetti penali, come ad esempio il reato di truffa ai danni dello Stato, qualora emerga una consapevole complicità dei beneficiari nell’accettare un preventivo gonfiato.

 Dalla prospettiva dell’Osservatorio dell’ANCE quali sono i pronostici per il 2022?

Il Superbonus 110% e gli altri bonus edilizi hanno rappresentato e continueranno a rappresentare una grande opportunità per il rilancio del settore delle costruzioni che, già provato dalla crisi economica iniziata nel 2008, è stato travolto ulteriormente dalla pandemia.

Secondo l’Osservatorio ANCE i temi del recupero, della messa in sicurezza e dell’efficientamento energetico degli edifici esistenti costituiranno una quota significativa del futuro mercato del sistema delle costruzioni.

In tale contesto il Superbonus sarà uno strumento unico per l’ammodernamento, la valorizzazionee la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, per il miglioramento dell’ambiente e per il rilancio dell’economia, ricordando sempre che 1 miliardo investito nel settore delle costruzioni genera 3,5 miliardi di benefici e 15.500 posti di lavoro.

 

 

 

 

 

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