L’estetica nella green economy

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Il design come risorsa strategica per lo sviluppo- di Maria Gabriella Alfano-

La crisi energetica sta orientando sempre di più imprese, tecnici e consumatori verso l’utilizzo di fonti di energia pulita, soprattutto il solare e l’eolico.

Purtroppo non sempre la produzione è tale da consentire un uso diffuso di tali fonti alternative a quelle tradizionali. Le pale eoliche deturpano il paesaggio, i pannelli fotovoltaici hanno un impatto negativo sull’estetica degli edifici o impegnano estese superfici di suolo agricoli.

Anche gli elementi di arredo urbano lasciano a desiderare, a parte qualche eccezione come la bellissima Piazza Gae Aulenti a Milano in cui le pensiline vetrate a celle fotovoltaiche assorbono la luce del giorno trasformandola in energia elettrica o gli alberi fotovoltaici.

Ma è ancora molto poco.

La scarsa qualità estetica dei prodotti per la green energy limita il ricorso alle fonti di energia pulita, così importanti per ridurre l’inquinamento da CO2 e per contenere i consumi.

L’Istallazione nei centri storici e negli edifici tutelati, ad esempio, non sempre consente di tutelare gli elementi tipologici ed architettonici degli edifici.

L’Italia è stata definita da Dante Alighieri come “Il Bel Paese”. Per il Sommo poeta questa bellezza si doveva al clima, ai paesaggi, ai monumenti, alle opere d’arte, alla musica.

Sono trascorsi molti secoli, ma questa ricchezza culturale, storica e paesaggistica è ancora presente e da essa dipende il grande appeal dell’Italia nei confronti del turismo internazionale.

Insomma, va risolto il conflitto che sempre più spesso si instaura tra la tutela dell’ambiente e la tutela del paesaggio e dei monumenti.

Per tutelare il paesaggio, garantendo l’innovazione in termini di consumi energetici, è necessaria una produzione caratterizzata non solo da adeguate caratteristiche prestazionali, ma anche da quella qualità estetica capace di consentirne l’impiego in ogni contesto, sia esso antico che contemporaneo.

Una produzione industriale che, attraverso l’impiego di tecniche e tecnologie innovative, porti alla realizzazione di prodotti qualitativamente ed economicamente superiori rispetto a quella dei competitors esteri.

Questa nuova produzione può rappresentare una grande opportunità per il nostro territorio. Nella provincia di Salerno vi è uno straordinario patrimonio di creatività e di fantasia progettuale che deve trovare i canali giusti per potersi sprigionare ed essere indirizzata verso i canali della produzione, trasformando le idee in progetti e prodotti ecosostenibili.

Qualche anno fa, grazie al prezioso contributo del prof. Gino Finizio, esponente internazionale del design, l’Ordine degli Architetti aveva proposto al Comune di Salerno la creazione di un “advanced design lab”, un laboratorio di formazione di figure professionali d’eccellenza capaci di migliorare la qualità e l’efficienza dei prodotti, contribuendo a stimolare la competitività delle PMI italiane sul mercato internazionale. Un laboratorio collegato con altri centri di eccellenza italiani ed esteri, per promuovere il design del futuro, quello che si occupa della produzione di oggetti utili da impiegare nel ciclo edilizio, nei trasporti, nell’arredo urbano.

Nuove idee da far confluire in una innovativa strategia di sviluppo definita con i settori produttivi con l’obiettivo di fare del design industriale l’elemento strategico dell’attività delle Piccole e Medie Imprese e del territorio salernitano un polo di eccellenza di livello internazionale di prodotti caratterizzati da qualità estetica e sostenibilità ambientale.

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