Giappone: la bellezza dei cervi di Nara e gli altri animali sacri

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-di Maria Gabriella Alfano

I cervi in Giappone sono animali sacri. A Nara, antica capitale del Paese, dichiarata patrimonio dell’umanità nel 1998, ne incontro tanti. Vivono nei giardini che circondano i templi e si avvicinano alla ricerca di cibo. Sono così affamati che uno di essi si avventa famelico sul mio taccuino e ne addenta una pagina credendolo commestibile. A stento, tirando forte, riesco a strappaglielo.

I cervi sono il simbolo della città, le loro immagini sono ovunque. Camminando per le strade mi accorgo che ve ne sono perfino sui tombini.

A Nara sono arrivata in treno, partendo da Kyoto e utilizzando il Japan Rail Pass, l’abbonamento che mi consente di prendere tutti i treni senza fare ogni volta il biglietto.Un viaggio di circa tre quarti d’ora. Sono le dieci. Avrò tempo sufficiente per una visita, anche se breve e limitata alle cose principali. Nei viaggi capita sempre di dover fare delle scelte.

Il primo tempio che visito è  Kofuku-ji che risale al 710. Lo raggiungo a piedi perché non è distante dalla Stazione ferroviaria. Nella zona sacra vi sono numerose pagode, tra cui una di ben cinque piani. Nel Museo del tesoro nazionale sono esposte antiche statue ed altri importanti pezzi antichi legati all’importante ruolo di capitale rivestito da Nara.

Mescolandomi con i fedeli in preghiera, entro nel  santuario Todaji-ji nel quale troneggia un gigantesco Budda in bronzo alto 16 metri.

Nel.primo pomeriggio mi rilasso passeggiando tra i viali e i laghetti del curatissimo Isuien Garden. Anche qui si osservano i segni del simbolismo della cultura giapponese: due isolotti che raffigurano una gru e una tartaruga, animali simbolo della longevità, emergono dal più grande dei laghetti del giardino.

Un fascino particolare lo possiede la sala da tè, un luogo bellissimo, molto fotografato dai visitatori, nel quale mi sembra di rivivere l’atmosfera del passato e la cerimonia del tè.

Nel biglietto d’ingresso è compresa anche la visita al museo nel quale sono esposte antiche ceramiche ed altre opere della cultura nipponica.

Mi reco, infine, al Kasuga Taisha del 768 d.C., santuario scintoista dagli edifici rossi immersi nel verde. Il santuario, situato ai piedi di due montagne sacre, è circondato da centinaia di lanterne. Il bosco è considerato sacro e non è stato mai interessato da interventi umani. Ai due lati del percorso ci sono tantissime lanterne in pietra montate su pilatri.

Il sole sta tramontando. E’ tempo di lasciare Nara. Sul treno che mi sta riportando a Kyoto, penso che ho trascorso una fantastica giornata.

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