Edifici colabrodo, tre ottime ragioni per riqualificarli

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-di Maria Gabriella Alfano

La riduzione dei consumi energetici e l’uso di energie pulite sono tra i principali obiettivi dell’Unione Europea.

Non tutti sanno che gli edifici residenziali in Italia contribuiscono per il 51% al consumo totale di energia, contro il 27% delle industrie e il 22% dei trasporti.

Il 65% del patrimonio edilizio del nostro Paese ha più di cinquant’anni. Quindi un notevole numero di edifici sono stati costruiti nel periodo in cui non erano state emanate norme sul risparmio energetico. Oggi sono veri e propri “colabrodo” che disperdono energia termica d’inverno e si surriscaldano d’estate.

Recenti indagini del CRESME hanno mostrato che appena il 27% degli interventi edilizi è riferito alle nuove realizzazioni. Il 73 % è dovuto agli interventi di manutenzione e di ristrutturazione e tale appare il trend per il futuro.

La ristrutturazione di un edificio è il momento giusto per migliorarne le prestazioni energetiche ad esempio realizzando cappotti termici, installando serramenti a vetro camera. E’ un buon momento per farlo perché si può usufruire delle agevolazioni fiscali che il Governo ha varato.

Inoltre, in un edificio ben isolato si può arrivare a spendere fino a un quarto in termini di bolletta energetica, con un risparmio che per una famiglia vuol dire centinaia di euro, per edifici di uffici migliaia di euro ogni anno.

Dopo l’intervento il nostro appartamento assicurerà il benessere termico sia in estate che in inverno, riducendo drasticamente l’uso di sistemi convenzionali quali i termosifoni o i condizionatori.

Oltre a intervenire sugli edifici si può anche decidere di sostituire gli impianti tradizionali con altri che sfruttano le fonti energetiche naturali, quali il sole e il vento.

L’edilizia a basso consumo energetico e quella che utilizza energia pulita comporta la riduzione drastica dei consumi e, quindi un notevole risparmio sulle bollette, l’incremento del valore degli immobili e, soprattutto dà una mano all’ambiente.

Migliorare le performance energetiche degli edifici, infatti, significa ridurre l’emissione di CO2, significa migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.

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