Appalti verdi, se ne discute alla Camera di Commercio di Salerno

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Territorio, Strategie e Sviluppo- di Maria Gabriella Alfano- 

Su un campione di 1.048 comuni italiani, il 30% non applica i Criteri Ambientali Minimi (CAM), cioè i requisiti di sostenibilità ambientale da garantire negli appalti pubblici.

E’ quanto annunciato da Enrico Fontana, coordinatore dell’Osservatorio di Legambiente sugli appalti verdi nel corso di un recente convegno organizzato dall’ANCE Aies presso la Camera di Commercio di Salerno. I dati sono quelli dell’Osservatorio che l’Associazione ambientalista ha istituito circa un anno per monitorare il livello di applicazione dell’art. 34 del Codice dei contratti pubblici (D. Lgs 50/2016) che ha reso obbligatorio il rispetto dei CAM in tutte le fasi del processo di affidamento di servizi, acquisti e forniture da parte della Pubblica Amministrazione.

Dal monitoraggio di Legambiente emerge inoltre che i Criteri Ambientali Minimi maggiormente utilizzati dagli Enti sono quelli relativi alla fornitura della carta (62,5%), all’attrezzatura elettronica (39,3%), alla gestione delle pulizie (41,1%), alla cancelleria (26,8%) e alla ristorazione collettiva (23,2%).

Molto bassa, appena il 7,1%, la percentuale di amministrazioni pubbliche che inseriscono i dei CAM per gli appalti in materia di edilizia. In questi casi i Criteri Ambientali Minimi sono, ad esempio, la valutazione della convenienza tra demolizione e recupero, il reimpiego in cantiere dei materiali oggetto di demolizione, le fonti di approvvigionamento energetico, i sistemi di risparmio idrico, la scelta di materiali da impiegare nella costruzione, le credenziali dell’esecutore dei lavori, ecc.

Diffondere gli appalti verdi in materia edilizia, che possono muovere nuove leve della spesa pubblica, appare una strategia importante che va condivisa tra Enti, Professionisti e Imprese. Di qui l’iniziativa dell’Associazione dei Costruttori salernitani, sempre molto attiva nell’affrontare i temi “caldi” del settore, che ha invitato gli Ordini e i Collegi professionali per condividere i principi delle norme del 2016 e per promuoverne l’applicazione.

Sono stati proprio gli Ordini professionali ad aprire i lavori: gli ingegneri con il Presidente Michele Brigante, gli architetti, rappresentati dalla Consigliera Maia Teresa D’Arco, i geometri con il Presidente Alberto Venosa.

I lavori, introdotti da Antonella Ianniello, presidente del gruppo Giovani Ance Aies, sono stati moderati da Vincenzo Naddeo, professore Associato del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Salerno. Alla relazione di Fontana di Legambiente sono seguiti altri interessanti contributi da parte di Danilo Carbone, vicepresidente del Gruppo Giovani Ance Aies, Maiarosaria Ariano, coordinatore giovani ingegneri di Salerno e Tecncico istruttore del comune di Amalfi, di Paolo Barberi, presidente dell’ANPAR, di Alessandro Gubitosi, Segretario del Chapter Campania del Green Building Council Italia e dello stesso Naddeo.

Come è stato sottolineato dai relatori, utilizzare Appalti pubblici “verdi” significa diffondere tecnologie e prodotti a basso impatto ambientale, incidere sul ciclo dei rifiuti, promuovere modelli di produzione e di consumo “eco-friendly”. Significa anche offrire maggiori opportunità di lavoro a figure professionali specificamente formate per affrontare temi di carattere ambientale e per Imprese virtuose che dovrebbero godere di particolari premialità in sede di partecipazione alle gare di appalto.

La politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi dovrebbe non solo ridurre gli impatti ambientali, ma promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili, nell’ottica dell’”economia circolare”, sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.  

Come è stato rimarcato dal Presidente dell’ANCE Aies Vincenzo Russo a conclusione dell’incontro, il rispetto delle Norme in materia di appalti verdi, al di là dei risvolti di natura economica, è un dovere “etico” perché investe la qualità del mondo che noi prepariamo alle generazioni future. Preoccuparci del loro benessere deve essere la nostra priorità.

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