“La tempesta” di Shakespeare al Verdi di Salerno

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Il potere dell’illusione- di Antonietta Doria-

Al Verdi di Salerno è andata in scena “La tempesta”, penultima opera teatrale di Shakespeare, uno dei suoi capolavori assoluti, tratto da un’antica novella scozzese.

In quest’opera l’intreccio è carente, il matrimonio tra Ferdinando e Miranda  si intuisce già dal loro primo incontro, i naufraghi si aggirano per l’isola senza meta ed anche la cospirazione di Sebastiano e di Antonio contro il re di Napoli come quella di Calibano, Trinculo e Stefano contro Prospero sono poco temibili perché è prevedibile che il mago riuscirà a sventarle. Ma, come sempre accade con Shakespeare, la sua fantasia poetica crea personaggi e atmosfere indimenticabili. L’adattamento e la regia di Luca De Fusco, con una sceneggiatura pervasa da libri, ben rendono  l’idea di una interpretazione in cui il personaggio principale, Prospero, uno straordinario Eros Pagni, rappresenta l’artista che, con il suo estro, nel chiuso della sua biblioteca, è capace di creare mondi immaginari e di evocare personaggi che agiscono secondo la sua volontà.

Una geniale Gaia Aprea interpreta sia Calibano, un essere a metà tra lo gnomo e il selvaggio, sia Ariel, lo spirito dell’aria, dando prova di grandi capacità artistiche. Calibano ed Ariel non sono personificazioni allegoriche della terra e dell’aria, ma esseri vivi, individui che il poeta ha creato riuscendo a penetrare le forze più segrete della natura. Calibano è un essere rozzo ma non triviale come i suoi amici ubriachi Trinculo e Stefano, a proposito dei quali si è notata qualche sbavatura.In quella che è una delle scene più amare dell’opera, egli raggiunge una sua dignità: col reclamare il suo regno e col rimpiangere la sua perduta libertà, egli dà voce a tutti gli oppressi.

“Siamo fatti della stessa stoffa di cui sono fatti i sogni” è una frase leggendaria, la pronuncia Prospero. Tornano alla mente Platone, Calderon de la Barca: ci muoviamo nel mondo come in sogno e tutta la letteratura, la poesia, il teatro non sono altro che espressione di sogni che col loro potere illusionistico sembrano dar vita sulle scene a personaggi reali.

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