Al Teatro Ghirelli, il 29 Luglio, “Pochos”, la pièce tra calcio e omosessualità tratta da una storia vera

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Giovedì 29 luglio ore 21.30 – Parco Urbano dell’Irno (Salerno)

“Pochos”, è un lavoro teatrale scritto e diretto da Benedetto Sicca,  tratto da una storia vera.

Nove anni fa – era il 2012 -, un giovane napoletano omosessuale lanciò un post su una chat di appuntamenti gay con l’invito a giocare una partita di calcetto. Giorgio Sorrentino, questo il suo nome, uomo di sport e di teatro,  decise di mettere in discussione lo stereotipo eterosessista del calcio, creando un team di giocatori LGBT+.

Arrivarono le prime adesioni e nel giro di qualche settimana “la partitella” divenne una consuetudine, tanto che i ragazzi decisero di costituirsi in una vera e propria squadra che si battezzò col nome “Pochos”, scugnizzi in spagnolo, in onore del nomignolo del calciatore Lavezzi.

Durante una serata di presentazione, a cui inaspettatamente si presentò la stampa, i giovani calciatori furono costretti ad affrontare pubblicamente il tema della propria omosessualità …

A partire da questa vicenda Benedetto Sicca – allievo di Luca Ronconi, regista, attore e drammaturgo – ha sviluppato, nell’ambito del Cantiere Sartoria del Teatro Sannazaro, spazio di sperimentazione delle scritture sceniche, una residenza di creazione che diventa oggi una nuova produzione: Pochos, una pièce affidata ad gruppo di giovani talenti – Francesco Aricò, Riccardo Ciccarelli, Emanuele D’Errico, Dario Rea e Francesco Roccasecca – che crescono e si misurano con coraggio e bravura con un teatro che, come nella migliore tradizione, produce esperienze, commuove e diverte allo stesso tempo… porta in scena “la vita”.

Il risultato è uno spettacolo – in scena giovedì 29 luglio alle 21.30 sul palco del Ghirelli, nel parco Urbano dell’Irno – rivelatore sulle nostre abitudini sessuali, sui nostri desideri e sull’amore per il calcio, nel quale il pubblico è invitato a fare un’allegra riflessione sulla propria sessualità e su quanto i desideri possano essere fonte di liberazione.

E’ anche uno dei più efficaci lavori di teatro sociale sulle tematiche LGBT, che mai come questa estate – in virtù della discussione in Parlamento sul DDL Zan -, sono un tema di riflessione, dibattito e approfondimento politico, sociologico, culturale.

Una pièce che nel 2020 si è aggiudicata il premio internazionale Carlo Annoni  riservato a testi teatrali a tematica LGBT+ e sulle diversità nella sfera dell’amore, della società, della politica e della cultura. E che nel 2020 è stato dedicato a tutti coloro che in Italia e nel mondo lottano per aver riconosciuto il diritto di amare e contro le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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