I capolavori della storia del rock: The Rolling Stones – Sticky Fingers

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Nella nostra storia del rock raccontata attraverso una selezione degli album più importanti, quelli che non dovrebbero mancare in nessuna collezione, non poteva escludere Sticky Fingers dei Rolling Stones pubblicato nell’aprile del 1971.

Nono album in studio nella discografia britannica e undicesimo in quella americana, è considerato uno dei migliori album dei Rolling Stones con una tripla certificazione di disco di platino negli Stati Uniti.

Musicalmente e strumentalmente l’album è un ritorno alle origini per i Rolling Stones. la maggior parte delle canzoni sono realizzate con batteria, chitarra, basso e percussioni dei membri del gruppo, che a quel tempo erano Mick Jagger (voce solista, varie percussioni e chitarra ritmica), Keith Richards (chitarra e voce secondaria), Mick Taylor (chitarra), Bill Wyman (basso) e Charlie Watts (batteria). ma ci sono anche contributi forniti da collaboratori di lunga data tra cui il sassofonista Bobby Keys e i tastieristi Billy Preston, Jack Nitzsche, Ian Stewart e Nicky Hopkins. Con un sound che ricorda molto quello  dei Rolling Stones della fine degli anni ’60 primi anni ’70, è stato prodotto da Jimmy Miller.

Il disco, nella sua prima edizione è caratterizzato da una copertina molto originale quanto provocatoria che lo ha trasformato in vero e proprio oggetto di culto ancora oggi, a poco meno di cinquant’anni dalla sua pubblicazione. Ideata da Andy Warhol, ma fotografata e disegnata dai membri del suo collettivo d’arte, The Factory, è stata una copertina molto innovativa, perché mostra un’immagine (con forte richiamo sessuale) di un uomo in jeans attillati con la cerniera (e qui è l’originalità) vera e perfettamente funzionante, la quale, quando aperta rivela un paio di mutande. Le ristampe del disco successive alla prima edizione, a causa del danno causato dalla cerniera al vinile, ma anche per le notevoli spese di produzione, furono prodotte con la fotografia senza zip vera.

In Spagna, la copertina originale fu censurata dal regime di Franco e sostituita con una copertina meno provocatoria disegnata da John Pasche e Phil Jude, e “Sister Morphine” fu sostituita da una versione live di ” Let It Rock” di Chuck Berry”. Anche in Russia nel 1992 la copertina del disco fu cambiata e sostituita con una generica immagine di jeans blu con la fibbia della cintura dell’uniforme dell’esercito russo.

L’album presenta il primo utilizzo del logo “tongue & lips” della Rolling Stones Records

Elenco tracce

  • Brown Sugar (3:50)
  • Sway (3:45)
  • Wild Horses (5:41)
  • Can’t You Hear Me Knocking (7:17)
  • You Gotta Move (2:32)
  • Bitch (3:42)
  • I Got The Blues (4:00)
  • Sister Morphine (5:34)
  • Dead Flowers (4:05)
  • Moonlight Mile (5:56)

Nicola Olivieri

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