È deceduta Aretha Franklin. Ora è immortale

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La regina è morta, Aretha Louise Franklin non è più su questa terra, stroncata a 76 anni da un brutto male. Da giorni la rete e i social la davano per deceduta ed oggi 16 agosto 2018 è accaduto veramente. Era già una leggenda, un’icona della musica soul, gospel e R&B (anche se nella sua lunga carriera si è cimentata con successo anche con il blues, il jazz e il rock. Indimenticabili sono le sue cover di brani famosi dei Beatles, Rolling Stones, The Band, Simon & Garfunkel) ed ora che non è più tra i mortali ha intrapreso la strada dell’immortalità, e, per fatalità o per destino, non so, è accaduto propio  il 16 agosto, lo stesso giorno in cui è morto un altro re, Elvis Presley. Molti critici l’hanno definita la più grande cantante di sempre, forse lo era, forse no, non sapremo mai se da qualche altra parte del mondo esista una cantante più brava e più talentosa (noi abbiamo la grande Mina ad esempio non dimentichiamolo) ma sicuramente Aretha è tra quelle che non dimenticheremo mai più. 

Pianista e cantante dotata di una voce straordinaria si fece già notare con il suo repertorio gospel quando accompagnava il padre, un celebre predicatore, in giro per gli Stati Uniti. Nel 1961 sposa Ted White che era anche il suo manager alla Columbia record. Quel 1967 lascia la Columbia e inizia un lungo e fondamentale sodalizio con la Atlantic record. Qui grazie ai produttori Jerry Wexler e Arif Mardin incise, nei famosi Fame Studios in Alabama, alcuni dei suoi più grandi successi. Si narra che tutti, produttori, musicisti e tecnici presenti alle registrazioni, rimanessero esterrefatti ad ogni sua performance. Un numero enorme di canzoni sono state incise così come furono eseguite al primo “take”. In altre parole era sempre “buona la prima”. Questo era il talento di Aretha, la capacità di interpretare le canzoni, sue o di altri, in modo sempre originale ed unico, nessun paragone con altri poteva reggere. 

Gli anni sessanta furono anni spettacolari per la carriera di Aretha Franklin, gli anni che videro la pubblicazione di canzoni del calibro di Respect (un vero inno in difesa delle donne), Think, I San A Little Prayer e (You Make Me Feeling Like) A Natural Woman, per citarnesolo alcune tra le più celebri. Il decennio successivo la vide entrare in un cono d’ombra dovuto probabilmente alla presenza di artiste emergenti, come Roberta Flack, verso le quali la Atlantic riservò maggiori attenzioni. Ma Aretha Franklin non ha mai mollato e la rinascita avviene con gli anni ‘80 grazie alla sua partecipazione nel leggendario film di John Landis The Blues Brothers. Da lì in poi la sua carriera riprende vigore grazie alla sua attenzione verso la scena artistica contemporanea e alle collaborazioni con artisti importanti quali Eurythmics e George Michael tra gli altri. I decenni successivi la vedono protagonista elegante e raffinata perfettamente in linea con i tempi, continuando con le collaborazioni eccellenti in ambito R&B e arrivando a farsi produrre dai migliori produttori di hip hop. 

Tanti, ma propio tanti, sono stati i successi ottenuti da Aretha Franklin durante la sua lunga e spettacolare carriera artistica. Ventuno Grammy, otto dei quali vinti consecutivamente dal 1968 al 1965. Prima donna ad entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame. La rivista Rolling Stones, nel 2010, la classifica al quinto posto (il piazzamento più alto per una donna) tra i cento artisti più importanti della storia della musica e al primo posto in quella dei cantanti. Nel 2015 incassa la commozione in pubblico di Barak Obama durante la sua esibizione (cantava A Natural Woman) in occasione del conferimento dei Kennedy Center Honors a Carole King.  Ma più di ogni altra cosa è stata una figura influente e fondamentale per un’enorme quantità di artisti contemporanei tra cui Alicia Keys, Beyoncé, Mary J. Blige, Joss Stones e le nostrane Giuni Russo, Elisa e Giorgia. 

Addio grande Aretha, regina dell’anima.

Nicola Olivieri

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