Albachiara, quaranta anni e non li dimostra

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Il 1979 è senza ombra di dubbio un anno molto particolare per la musica rock.  È stato l’anno che ha chiuso una decade importante durante la quale sono nati e si sono affermati tanti artisti di livello internazionale, autori di pagine importanti della storia del rock, i cui dischi sono  ancora presenti, a distanza di quaranta anni appunto, nelle classifiche di vendita e di ascolti.

Durante i dodici mesi del 1979 furono pubblicati album importanti quali The Wall dei Pink Floyd, Tusk dei Fleetwood Mac, Regatta de Blanc dei Police, Rust Never Sleep di Neil Young per citarne alcuni, ma fu anche l’anno dell’uscita di un disco dirompente, come dirompenti furono il punk e la new wawe, il doppio album dei Clash London Calling. E non dimentichiamo, per dovere di cronaca, anche uno dei primi brani di rap, quello della Sugarhill Gang, il famigerato Rapper’s Delight, pubblicato a novembre di quell’anno che ricordiamo come una delle canzoni più famose e ballate di sempre.

Il 1979 fu un anno musicale di tutti rispetto anche per l’Italia. In quei mesi infatti Lucio Dalla pubblicava il suo capolavoro intitolato semplicemente Lucio Dalla, il disco che contiene canzoni del calibro di Anna e Marco,  L’anno che verrà e Cosa sarà giusto per ricordarne alcune. Ma il settantanove fu anche l’anno che vide la pubblicazione del secondo disco di colui che sarà destinato a diventare l’icona della musica pop/rock italiana: Vasco Rossi.

Non siamo mica gli americani! Albachiara

Esordisce con l’album Ma cosa vuoi che sia una canzone nel 1978, ma fu l’anno successivo quello che segna il primo punto a suo favore con il disco Non siamo mica gli americani! Dopo è storia che conosciamo bene perché fino ad oggi ha inciso e pubblicato ben 29 album (17 registrati in studio, 12 dal vivo) più varie raccolte per un totale di circa 180 canzoni. Tanta roba, ed ogni pezzo, ogni canzone,  ha contribuito a costruire la sua enorme popolarità e a riempire interi stadi in occasione dei suoi concerti.

Non siamo mica gli americani! è stato registrato a Bologna alla fine del ’78 e fu pubblicato ad aprile del ’79 con una copertina che riproduceva una foto di Vasco Rossi e una bandiera americana con i colori sostituiti con quelli della bandiera italiana. Il disco contiene, tra le altre, una delle canzoni più famose della storia musicale moderna italiana, Albachiara, che descrive lo stato d’animo di una ragazzina in piena fase adolescenziale. Per ironia della sorte (o più realisticamente per scarsa “visione” della casa discografica) la canzone fu inizialmente pubblicata sui lati B sia dell’album che del 45 giri. I discografici non credevano molto in questo pezzo così “poco” rock e così “tanto” romantico. Eppure questa canzone resta, a distanza di quaranta anni, “LA” canzone del Blasco, forse ancora di più di Vita spericolata, Bollicine e Tofee. Probabilmente anche più di Sally, capolavoro scritto per Fiorella Mannoia. Non dimentichiamo che tra le tante canzoni scritte per se stesso, Vasco Rossi è autore di bellissime pezzi pensati e scritti per artisti del calibro della già citata Mannoia, Noemi, Stadio (Marco Curreri è colui che ha sostenuto Vasco fina dagli esordi), Pausini, Irene Grandi, Paola Turci e la sempre affascinante Patti Pravo, per la quale scrisse quell’assoluto capolavoro che è E dimmi che non vuoi morire.

Negli anni a venire l’album Non siamo mica gli americani! sarà ristampato varie volte con copertine e titolo diversi dall’originale sia per ragioni legate ai diritti di riproduzione di proprietà dell’etichette discografica originale, sia per l’inaspettato successo dovuto proprio al brano Albachiara. Infatti nelle edizioni successive alla prima il disco si intitolerà proprio Albachiara ed avrà come sottotitolo Non siamo mica gli americani!.

Attualmente nei negozi è presente una edizione del 2015 ma, e qui c’è la notizia, per festeggiare i quaranta anni di questa canzone è previsto una nuova edizione, totalmente remixata del disco originale che la conteneva. Certo queste operazioni fanno leva sulle emozioni dei fan più accaniti, ma potrebbe essere veramente l’occasione per riascoltare, con suoni ringiovaniti e modernizzati, musica che ha abbondantemente superato l’esame del tempo e dunque meritevole di attenzione da parte di tutti e non solo dei fan. Stay Tuned!

Nicola Olivieri

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