21 giugno, festa della musica

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Dire che siamo fuori dalla pandemia è sicuramente un eccesso di ottimismo, ma siamo sicuramente sulla buona strada per uscirne e tornare a vivere la propria vita in libertà e sicurezza, e la data del 21 giugno, quest’anno più che mai, è particolarmente importante. Oltre ad essere il solstizio d’estate, cioè il giorno più lungo dell’anno il 21 giugno è anche la data nella quale si festeggia, in tutto il mondo, la festa della musica, una festa che arriva dopo un anno di restrizioni che hanno messo in ginocchio soprattutto il mondo dello spettacolo. 

Gli ultimi concerti dal vivo risalgono, più o meno, a febbraio 2020, dunque la possibilità di assistere, con le dovute cautele del caso ovviamente, ad esibizioni live in luoghi nei quali normalmente ciò non avviene, è qualcosa di eccitante, ma è soprattutto un augurio per il futuro, un futuro nel quale tutti ci auguriamo di non vivere più una vita senza concerti dal vivo e senza spettacoli culturali da seguire in compagnia di altri appassionati.

Nel 1982 in Francia venne istituita, per la prima volta, la festa della musica su iniziativa del Ministero della Cultura francese in seguito ad una ricerca di mercato che evidenziò una cosa interessante: i francesi possedevano ben 4 milioni di strumenti musicali non utilizzati. 

Maurice Fleuret, Direttore della musica e della Danza al Ministero della Cultura francese decise di creare una festa invitando i francesi (dilettanti e professionisti) ad utilizzare quegli strumenti con esibizioni live, della durata di circa mezz’ora, senza limitazioni di genere e in qualsiasi luogo pubblico.

La Festa, nonostante lo scetticismo iniziale, fu un successo crescente e anno dopo anno si è affermata anche fuori della Francia.  Nel 1997 a Budapest viene creata una vera e propria Carta della Festa della musica con la quale venivano sanciti due punti fermi: la gratuità dell’evento e la data ufficiale uguale in tutto il mondo, il 21 giugno ogni anno. 

Le prime due città italiane a firmare la Carta furono Roma e Napoli, nel tempo però se ne sono aggiunte molte altre. Dal 2016 il nostro Ministero della Cultura promuove la Festa della musica su tutto il territorio nazionale italiano con l’Associazione Italiana per la Promozione della Festa della musica. L’obiettivo non è solo quello di omaggiare la musica con eventi live (quest’anno si alterneranno comunque ad eventi in streaming per ovvie ragioni) ma di incentivare anche il turismo sul nostro territorio visitando luoghi che altrimenti sarebbero fuori dai radar turistici.

Nicola Piovani, Paolo Fresu, Ezio Bosso, Roberto Vecchioni sono alcuni dei testimonial della Festa negli anni passati. Quest’anno a portare la bandiera della Festa è Edoardo Bennato.

In Campania sono 55 le città che aderiscono all’iniziativa ma ovviamente ci sono anche le altre regioni con le proprie città a proporre una succulenta offerta di eventi. I dettagli si possono consultare sul sito ufficiale https://www.festadellamusica.beniculturali.it

Se potete, se riuscite, individuate un evento a cui partecipare e fatelo, non solo per voi stessi ma soprattutto come incoraggiamento agli artisti che da tempo aspettano di potersi esibire e tornare liberamente a suonare. La musica è una forma d’arte importante che arricchisce e gratifica  in egual misura tanto chi ascolta quanti chi la esegue.

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