Maria Lorenza Longo e la sua infinità carità tra Incurabili e Pentite

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-di Giuseppe Esposito-

Napoli è certamente un posto unico al mondo. Una delle città più antiche che qualcuno si è spinto a definire “spietatamente affascinante”, a causa della sua bellezza spesso nascosta ma che si para d’improvviso davanti agli occhi del viandante che si sia avventurato nel dedalo di vicoli del suo centro antico. È Napoli il luogo dove sacro e profano, cultura e folklore, scienza ed esoterismo si confondono.

Ebbene, in quel suo centro antico, sulla collina di Caponapoli, antica acropoli greca, vi è un posto che da cinquecento anni costituisce il centro di riferimento della medicina meridionale. Parliamo dell’Ospedale di Santa Maria degli Incurabili nelle cui corsie sono passati medici illustri quali il Cotugno, il Cardarelli, il Palasciano ed il medico dei poveri, il santo Giuseppe Moscati, oltre a centinaia di altri medici che hanno reso celebre la scuola medica Napoletana. Il luogo in cui sorse l’ospedale era considerato sacro fin dai tempi più antichi. Lì, sotto l’antico Tempio di Tyche, la dea Fortuna, si diceva vi fosse la tomba di Partenope. Lì, il santo eremita Aniello fondò un ospizio per gli infermi che si può considerare il primo ospedale in assoluto.

Ma ciò che è giunto fino ai nostri giorni è dovuto alla volontà di una donna eroica nella fede che fece dell’aiuto agli infermi la sua missione: Maria Lorenza Longo Requenses.

Maria Longo era nata in Spagna, a Lleida intorno al 1463, da famiglia non nobile, ma certamente di alto rango. Nel 1483 sposò Juan Llanc, vicereggente della segreteria di Ferdinando II d’Aragona. Nel 1506 seguì il marito a Napoli, coi suoi tre figli e poco tempo dopo rimase vedova. Poiché, a causa di un avvelenamento causatole da un serva, soffriva fin dall’infanzia di un’artrite reumatoide che le rendeva difficile l’uso delle mani e spesso anche la deambulazione, si recò allora nel 1510, ad impetrare la grazia alla Madonna, presso il Santuario della Santa Casa di Loreto e fu esaudita.

Tornata a Napoli, fu assunta in qualità di istitutrice e governante dalla contessa di Avellino, Maria de Cardona. Nel frattempo, prestava assistenza agli infermi dell’Ospedale San Nicola al Molo, presso il Maschio Angioino. Tuttavia, per far fronte alle necessità dei sempre più numerosi ammalati, decise di fondare un ospedale tutto suo.

Ottenne l’appoggio di molti dei suoi potenti amici ed in particolare del notaio genovese Ettore Vernazza. Scelse di costruire il nuovo ospedale a Caponapoli, non lontano dalla Porta San Gennaro. L’inaugurazione dell’ospedale intitolato a santa Maria degli Incurabili avvenne il 23 marzo 1523. Grazie all’intercessione del vescovo di Chieti, Gianpietro Carafa,  ottenne molti privilegi dai papi Leone X e Adriano VI. I suoi statuti ottennero l’approvazione di Papa Clemente VII, con la bolla “Ex supernae dispositionis” dell’ 11 dicembre 1523.

Maia Longo rimase per dieci anni a dirigere l’ospedale come governatrice. Con l’arrivo a Napoli dei chierici regolari teatini, prese come suo confessore Gaetano di Thiene, grazie alla sua influenza scelse di lasciare la direzione dell’ospedale per fondare un monastero di vita contemplativa. Il consenso alla fondazione del monastero, soggetto alla Regola di Santa Chiara, fu dato da papa Paolo III, con la bolla “Debitum pastoralis officiis”, del 1523.

Il monastero, detto di Santa Maria in Gerusalemme, ebbe la sua prima sede presso alcuni locali annessi all’ospedale degli Incurabili e la sua direzione spirituale fu affidata ai padri teatini.

Il 30 aprile del 1536 il Papa, con la bolla “Alios nos”, concesse di portare in numero delle monache a trentatré in omaggio agli anni di Cristo. Nel 1538 il monastero ebbe una nuova sede presso la chiesa di Santa Maria della Stalletta, e divenne protomonastero di Santa Maria in Gerusalemme. La direzione spirituale fu affidata ai cappuccini, di cui le monache adottarono gli usi. Il legame coi cappuccini fu sancito ufficialmente con il moti proprio di Paolo III “Cum Monasterium” del 10 dicembre 1538.

Nel frattempo Maria Longo aveva fondato, in alcuni locali messi a disposizione dalla duchessa di Termoli, un ospizio per l’accoglienza di alcune prostitute che, guarite presso l’ospedale degli Incurabili dalla sifilide, si erano convertite. Così, con un decreto della Penitenzieria Apostolica, fu fondato il monastero detto delle Pentite, diretto dalla duchessa Ajerbo.

Maria Longo che ne era stata la prima badessa, abbandonò l’incarico nel 1539, dopo un collasso e, dopo aver indicato alla sua successione madre Vittoria d’Afflitto, morì.

Il 9 ottobre 2018, è stata riconosciuta venerabile da Papa Francesco. Inoltre il 27 ottobre 2020, il pontefice ha autorizzato il riconoscimento del miracolo operato per  intercessione di Maria Longo, fondatrice dell’Ospedale degli Incurabili e delle Monache cappuccine. Pertanto a breve Maria Longo sarà beatificata. Sommo riconoscimento di una vita spesa al servizio dei più deboli.

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