Una stagione da (non) dimenticare

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 SalernoNews24.it-Di Emanuele Petrarca-

Giovedì 18 Aprile, ore 23.00 circa: il Napoli chiude con due mesi di anticipo la propria stagione dopo l’eliminazione dall’ Europa League avvenuta per mano degli inglesi dell’Arsenal. Nonostante varie partite da giocare e tutte le competizioni, sia nazionali che europee, ancora da assegnare, i partenopei si ritrovano tagliati fuori da qualsiasi discorso di un’ ipotetica vittoria finale. Secondi in campionato con, ad oggi, 17 punti di svantaggio dalla Juventus e la consapevolezza di non aver mai infastidito i bianconeri in un’ipotetica lotta scudetto.

La Coppa Italia è sfumata in maniera clamorosa contro il Milan e contro la serata di grazia di Piatek; Invece, in Europa, la doppia eliminazione da Champions ed Europa League è ancora vivida nei ricordi di qualsiasi tifoso partenopeo. Il peggioramento, sia dal punto di vista dei risultati, che dal punto di vista del gioco, è sotto gli occhi di tutti ed è parso, soprattutto negli ultimi mesi, che molti giocatori abbiano completamente perso la loro miglior forma facendo in modo che il rendimento generale sia andato a calare. Ancelotti non ha saputo gestire le energie fisiche e nervose dei suoi ed è arrivato al doppio confronto contro i Gunners con una squadra che è lontana parente del Napoli che abbiamo visto  visto sia nell’ultimo anno dell’ era Sarri, sia in quello targato Carlo Ancelotti che fronteggiava e dominava squadre come PSG e Liverpool, oggi semifinalista in Champions.

Tifosi e giornalisti sono unanimi nel dichiarare questa stagione fallimentare ed il primo degli imputati è Lorenzo Insigne, fischiatissimo dopo il match contro gli inglesi. Eppure, parlare di fallimento sembra esagerato. Il Napoli, dopo il clamoroso apice di prestazioni e di punti dello scorso anno, ha dovuto affrontare l’esonero di Sarri e l’arrivo di un tecnico totalmente diverso dal toscano come Carlo Ancelotti. Anche per Maurizio Sarri il primo anno in azzurro fu difficile, chiudendo con risultati anche peggiori di quelli di Ancelotti, ma, con il tempo, il rendimento è andato a migliorare ed i giocatori hanno capito ed imparato il pensiero calcistico del tecnico, ora al Chelsea. Anche nel caso di Ancelotti è inopportuno giudicare solo il breve periodo ed il suo arrivo ha sempre comportato l’inizio di un progetto a lungo termine che è cominciato da appena 8 mesi, durante il quale il mister ha potuto gestire, capire e conoscere tutti i suoi nuovi giocatori, la piazza e i possibili miglioramenti da fare. Esempio lampante è il fatto che, mai come quest’ anno, il Napoli ha spesso cambiato assetto e uomini di partita in partita e, siamo sicuri, che questa è solo una minima percentuale del potenziale che può scatenare il progetto di Carlo Ancelotti, che ha l’ambizione di voler rendere il Napoli più concreto e più “europeo”, mantenendo intatto il gioco imposto da Sarri. Tutto inizierà dal mercato che porterà sicuramente tanti arrivi, ma anche varie cessioni. Veretout sembra, ormai, in dirittura di arrivo e c’è da capire se il suo acquisto potrebbe comportare l’addio definitivo di Allan. Il sogno attuale è Lozano, talentuoso esterno del PSV, che, sicuramente, potrebbe portare la società azzurra a pensare di cedere un esterno. Questi sono solo due dei possibili innesti che potrebbero entrare all’ interno di un sistema, di per sè già competitivo, ma che può e deve migliorare.

Quest’anno abbiamo visto molte versioni degli azzurri: una, bellissima e devastante, che riesce ad implementare al bel gioco una mentalità cinica, tipica delle squadre europee, che abbiamo visto soprattutto nei doppi confronti con Psg e Liverpool; l’altra, stanca ed impacciata, che sembra aver dimenticato tutto ciò che di bello aveva imparato a fare nei mesi precedenti. La prima stagione di Ancelotti al Napoli, ormai, volge al termine, con un epilogo anonimo, ma con la consapevolezza che, nelle gioie e negli errori, sarà una stagione da non dimenticare.

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