Storie di campioni: Zico, il fuoriclasse stregato da Udine

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di Emanuele Petrarca-

C’era una volta, un tempo in cui la Serie A non era una semplice passerella per giocatori pronti ad andare all’estero a fare il grande salto o per campioni d’un tempo venuti in Italia per svernare in maniera autorevole.

Una volta, l’Italia era il vero centro nevralgico del pallone e se volevi essere considerato qualcuno nel mondo del calcio, dovevi giocare in Serie A.

Negli anni ’80, infatti, tutti i club del massimo campionato italiano potevano vantare la presenza di una vera e propria stella che doveva difendere il buon nome della squadra che ha scelto di rappresentare. Tra la sfilza di fuoriclasse passati nel nostro campionato, però, ce ne uno che per talento e classe avrebbe potuto essere titolare inamovibile ovunque, ma che scelse una piazza che, fino ad allora, nemmeno conosceva le reali fattezze di un vero e proprio campione.

Nell’estate del 1983, infatti, arriva una notizia che sconvolse il calcio italiano: Arthur Antunes Coimbra, meglio noto come Zico, è un nuovo giocatore dell’Udinese.

Uno dei più forti giocatori al Mondo, nonché leader indiscusso della Nazionale verdeoro, aveva accettato l’offerta di una squadra che nulla aveva vinto nella sua storia e che bramava l’emozione di vederlo in con la casacca bianconera.

Leggenda vuole che si tentò anche di bloccare questo acquisto, ma la città di Udine insorse letteralmente in preda alla rabbia: nessun friulano voleva vedere il sogno di avere Zico in squadra, infrangersi in alcun modo.

Sul campo da calcio, quel ragazzo brasiliano, faceva letteralmente quel che voleva. Zico aveva un’intelligenza tecnica e tattica fuori dal normale e la cosa incredibile era che, a queste qualità, abbinava anche una buonissima finalizzazione e la bravura nel tirare i calci piazzati.

Con Zico quasi tutti erano certi, Udine poteva sognare. La sua annata con l’Udinese fu estremamente positiva grazie a 19 reti messe a referto e tantissime giocate da puro campione.

Su punizione era una sentenza e il suo modo di concepire il calcio era a dir poco favoloso. Purtroppo, però, la stagione terminò con un mesto nono posto e tante aspettative per il successivo anno che fu totalmente l’opposto di quello precedente per Zico.

Iniziarono, infatti, i problemi fisici che lo costrinsero a stare fuori dai campi e come se non bastasse ci fu anche qualche guaio fiscale a minare il morale del talento brasiliano.

Due anni dopo quell’83’ Zico lasciò Udine per tornare in patria, al Flamengo. Una storia, quella con l’Udinese, che non si concretizzò mai in una vittoria o in un obiettivo raggiunto, ma che, in fondo, bastò così perché, ancora oggi, un tifoso friulano può sfoggiare con orgoglio la maglia bianconera che un tempo apparteneva a Zico: un campionissimo che venne stregato da una squadra considerata “piccola”.

Un trasferimento che, ancora oggi, è senza eguali.

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