Storie di campioni: Nino Farina, il primo campione del mondo di F1

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di Emanuele Petrarca-

Che fantastica storia la F1. 20 uomini che sfidano la velocità di anno in anno con quel pizzico di follia e insensatezza che devono essere all’ordine del giorno per chi ha deciso di fare quel mestiere.

Michael Schumacher, Ayrton Senna, Niki Lauda, Lewis Hamilton e tantissimi altri hanno contribuito a fare del “Circus dalle ruote scoperte” una passione per miliardi di tifosi, ma è il momento di tornare indietro nel tempo, ovvero nel 1950 quando nacque, per la prima volta, il Mondiale di F1 per capire chi fu il primo di una lunga era di eroi che hanno indossato l’iride.

Nel 1906 nasce a Torino, Emilio Giuseppe Farina, in arte Nino, figlio e nipote di carrozzieri con la passione per i motori.

Nino già da ragazzo ha la fissa per le corse e nulla gli farà cambiare idea, fino al 1933 in cui ottiene un ingaggio in Maserati dove conosce Tazio Nuvolari.

Nuvolari, ancora oggi, è una leggenda vivente per le quattro ruote e fu proprio lui ad insegnare a Farina i trucchi del mestiere per farlo crescere. Tre anni dopo passa alla Ferrari e ottiene la sua prima vittoria nel ’27 al Gran Premio di Napoli finché la, da poco nata, FIA decide nel 1950 che è il momento di raggruppare gli uomini più veloci al mondo e fare un torneo.

Nino Farina viene ingaggiato dall’Alfa Romeo che gli propone il modello 159 con un compagno di squadra “particolare”, ovvero Juan Manuel Fangio.

Il compagno non è un facile contendente ed è da molti considerato il vero astro nascente delle corse, ma Farina è prontissimo alla sfida.

I primi due Gran Premi fanno registrare un pareggio sul conto delle vittorie, poi arrivano due vittorie di Fangio e una di Farina in Svizzera.

Si arriva a Monza e i due sono in una lotta ferrata per il Mondiale, ma, come detto, Farina sa che quello è l’unico momento possibile per vincere un titolo. Il torinese domina letteralmente la gara e viene incoronato Campione del Mondo della prima edizione del torneo di Formula Uno.

Fangio continuerà la sua carriera a suon di vittorie, mentre Farina non riuscirà a ripetersi, ma l’impresa era già compiuta: era campione del mondo e in cuor suo lo sapeva che, nei libri di storia, avrebbe sempre avuto un ruolo fondamentale perché il primo di una lunga serie di campioni.

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