Settebello Napoli: dalla delusione al primato in classifica

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 Salernonews24-Sport di Emanuele Petraca-

31 agosto 2021: allo Sheraton Hotel di Milano la lancetta dell’orologio segna le ore 20:00, sancendo la fine del calciomercato estivo. Nel marasma di trattative, cessioni illustri e acquisti influenzati dalla terribile situazione economica nella quale riversavano tutte le società di Serie A, l’interesse va verso l’ultimo sussulto, l’unico, in realtà, che il Napoli ha tributato a questa sessione di mercato, ovvero il prestito del centrocampista proveniente dal Fulham, Andrè Frank Zambo Anguissa.

E così, tra ritorni non troppo trionfali, come quello di Ounas, e operazioni di mercato, per quanto doverose, poco pirotecniche (vedasi Juan Jesus), la società partenopea inizia ad affrontare i primi mugugni da parte di tifosi ed esperti riguardo una rosa poco rinforzata, improntata sull’ossatura di un gruppo che pochi mesi prima aveva fallito la qualificazione in Champions League, ma misteriosamente riconfermato in toto dal nuovo allenatore Luciano Spalletti.

Qualche mese dopo, con 7 vittorie consecutive in altrettante partite disputate e il primato in classifica ottenuto con l’andamento di un rullo compressore, il mistero si è svelato. L’allenatore di Certaldo, così calmo e pragmatico nel lavorare fin da subito con il gruppo ereditato da Gattuso, aveva, in realtà, capito che bastava poco a sgrezzare una squadra che aveva come primissimo handicap, la mancanza di lucidità e una rimarcata debolezza psicologica.

Al Napoli serviva tornare a credere in se stessa e alle proprie capacità tattiche e solo un allenatore navigato come Spalletti poteva, effettivamente, diventare la chiave di volta per sbloccare le debolezze mentali di questo gruppo e trasformarle in motivazione. È un Napoli mutaforma quello che negli ultimi mesi ha affrontato e battuto sette rivali ben distinte tra di loro: ha avuto rispetto della Fiorentina facendo in modo che la stessa si tradisse da sola a causa dell’eccesso di fiducia, ha annichilito squadre come Udinese e Sampdoria intenzionate a giocare di difesa e rimessa, ha sfruttato gli errori di una Juventus intontita per guadagnare la vittoria e, in ognuna di queste sette partite, ha dimostrato grande capacità di lettura esprimendo un gioco sempre diverso e mai prevedibile.

L’acquisto importante, il Napoli, lo aveva già fatto prima del gong del mercato estivo, ed è Luciano Spalletti che, con intelligenza e grande capacità manageriale, ha adattato il suo pensiero alle esigenze tecniche dei suoi singoli, riscoprendo nuovi interpreti: non è un caso se Fabian Ruiz sembra tornato il “golden boy” di una volta, se Rrahmani adesso dona grande affidabilità o se Ounas è magicamente diventato un utilissimo interprete. Nel calcio l’allenatore vincente è, prima di tutto, quello che lavora sulla testa dei ragazzi. Sul campo, invece, quello stesso 31 agosto in pochi avrebbero avuto la caparbietà di dire con fermezza che il Napoli avesse tra le mani un possibile gioiello, eppure, Anguissa, ad oggi, rappresenta uno dei diamanti della rosa di Spalletti. Sembra una contraddizione usare la parola “eleganza” su un mediano, ma questo è. Il camerunense, al netto del suo imponente fisico, ha un’intelligenza palla al piede fuori dal comune ed è una perenne lancetta che oscilla tra la qualità strappa-applausi e l’essenzialità della giusta giocata. Poi c’è Osimhen che può essere, tranquillamente, valutato come un “nuovo acquisto”, visti i guai fisici che hanno condizionato tutta la scorsa stagione del nigeriano.

Victor è un 9 tanto atipico quanto perfetto: è veloce, imprevedibile, intraprendente, consapevole della sua forza e di un estro poco riconoscibile negli attaccanti del nostro campionato. Sotto quella falcata, tipica di un calciatore “leggero”, c’è la brutalità di un bomber che, attualmente, ha sbagliato davvero poche volte e che, anche quando non ha segnato, ha inciso nell’economia di una partita. C’è tanto altro in questo Napoli che, per la seconda volta nella sua storia, impone la propria nuova forza con un “7 su 7” e c’è già chi paragona le potenzialità di questo gruppo con quello dei 91 punti di Sarri, ma non c’è nulla di più sbagliato. Questo Napoli non ha solo la personalità del proprio allenatore, ma ha la mentalità di chi vuole raggiungere ad ogni costo il risultato stabilito.

E se questo è l’inizio, a Napoli possono star certi che ne vedranno delle belle.

 

“SSC Napoli” by Julia Janßen is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

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