Serie A, la decisione della Lega: si gioca

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di Emanuele Petrarca-

In un periodo di incertezze, di paure e di difficoltà, il calcio passa in secondo piano. Spesso, in queste settimane, ci siamo interrogati se sia giusto portare a termine la stagione 2019/2020 nonostante i mille problemi che attanagliano la nostra società a causa del Coronavirus.

Eppure, la notizia di oggi non può che far piacere a qualsiasi appassionato. L’Assemblea della Lega Serie A, svoltasi quest’oggi in videoconferenza, ha ufficializzato, con voto unanime, la volontà di concludere la stagione corrente nei mesi di maggio, giugno, luglio. Una decisione ufficiale, ma non del tutto definitiva, poiché l’ultima parola dovrà, necessariamente, essere del governo.

Il pallone, dunque, potrebbe tornare ad arricchire le nostre giornate con i club che hanno già allertato i propri tesserati, residenti all’estero, di tornare in Italia in vista della ripresa degli allenamenti (che per adesso è fissata al 4 maggio).

La Lega ha ufficializzato la volontà dei 20 club di Serie A con un comunicato: “L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita questa mattina e ha confermato, con voto unanime di tutte le venti Società collegate in video conferenza, l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, come già evidenziato in passato, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonché in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori”.

Ma la domanda sorge spontanea: è giusto continuare a giocare questa stagione?

È innegabile che negli ultimi tempi il “pericolo” Coronavirus si sta lentamente attenuando, ma il calcio è uno sport fisico e gli atleti saranno esposti ad un rischio. La cosa più importante sarà riprendere la condizione fisica, persa in questi mesi, e capire bene, soprattutto, lo stato di forma dei vari calciatori colpiti dal Covid, come Dybala, Cutrone, Gabbiadini etc…

Ma se è vero, come dice Pasolini, che il calcio è “rito nel fondo, anche se è evasione”, il poter tornare a gioire per un gol, discutere della classifica corrente, “litigare” per le vittorie e sconfitte della nostra squadra o per qualche decisione arbitrale poco condivisibile, riempire le nostre domeniche con varie partite disposte nei più svariati orari, risulterebbe, in questo momento storico, davvero uno splendido lusso per una popolazione che sta disputando la partita più importante: vincere il virus.

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