Salernitana-Lazio 2-1, una magia di Candreva regala i primi tre punti della stagione

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Salernonews24-Sport -di Sergio Del Vecchio

Prima giornata d’inverno, un vento teso e gelido sferza l’Arechi dove si fronteggiano Salernitana e Lazio. Pippo Inzaghi presenta importanti novità sul piano tattico, in avanti la squadra parte “spuntata”, senza Dia e Thaouna infortunati, con Ikwemesi centrale d’attacco e Candreva e Kastanos che tornano insieme dal primo minuto. Il centrocampo ritorna a 4, con Bradaric a sinistra e Mazzocchi a destra, Bohinen e Coulibaly centrali. Alla maggiore ampiezza della linea mediana si contrappone la difesa a 3, con Gyomber al centro fra Pirola e Daniliuc. Sembra in effetti di rivedere in campo la squadra di Paulo Sousa.

Lazio schierata con il suo consueto 4-3-3, caro a Sarri, che deve fare a meno dello squalificato Luis Alberto, con Kamada a centrocampo insieme a Cataldi e Guendouzi. In difesa tocca a Mario Gil sostituire Romagnoli, in attacco il tridente è composto da Zaccagni, Immobile e Felipe Anderson. Prima del fischio d’inizio i due capitani, Immobile e Candreva, nella giornata contro la violenza sulle donne, leggono un breve discorso a ricordare che in tutti i campi occorre essere responsabili e consapevoli nei confronti di questi odiosi crimini.

Il primo tempo

Si parte con la linea di difesa degli ospiti altissima a ridosso della mediana a creare densità e costringere i padroni di casa a fraseggi complicati o vani tentativi di lancio lungo. Inizia una lunga fase di studio in cui nessuno dei due contendenti sembra riuscire a prendere in mano il gioco. Candreva parte a sinistra, ma è di nuovo libero di muoversi, come nel ruolo costruitogli da Sousa, senza rimanere bloccato sulla fascia.

Altra mossa indovinata è Daniliuc che va al traino di Mazzocchi e sembra creare sulla destra una superiorità numerica interessante. Al 17’ è suo infatti il primo tentativo verso la porta laziale anche se il tiro da fuori è da dimenticare. La Lazio è meno brillante del solito, nel possesso e nelle ripartenze, ma riesce nel suo intento di interdizione, complici anche gli errori di disimpegno di Coulibaly e compagni.

La Salernitana continua a spingere sulla destra, dove si è spostato anche Candreva che ha fiutato la possibilità di combinare qualcosa in quella zona del campo. Al 21’ è proprio lui a crossare al centro da sinistra, ma il pallone non deviato da nessuno diventa un tiro in porta e Provedel è costretto a salvarsi in angolo. Un minuto dopo ci prova Bohinen, sempre dopo uno scambio sulla destra, si accentra e tira dal limite con il pallone che scheggia la parte alta della traversa.

La Lazio si scuote e cerca di riprendere il possesso palla. Al 27’ scambio Zaccagni – Marusic sulla destra con cross di quest’ultimo al centro a scavalcare Costil, ma nessun biancoceleste ne approfitta.

I granata rispondono tre minuti dopo con un contropiede che mette Candreva in condizione di puntare l’area e cercare l’uno contro uno. Anche in quest’azione va sottolineato il cambio di ruolo del capitano, laddove ha la possibilità di muoversi liberamente e di guadagnare campo, crea occasioni per sé e per i compagni. In questo caso Candreva punta Lazzari, lo manda fuori tempo con una finta e va al tiro di sinistro cercando l’incrocio sul primo palo, con il pallone che finisce sull’esterno della rete.

Il primo tempo volge al termine, troppo poco ha fatto in attacco la Lazio, a destra Felipe Anderson si è mosso molto, con Lazzari a rimorchio e Guendouzi di spalla, ma di pericoli concreti per Costil poco o nulla.

Il calcio di rigore di Immobile

Come nella precedente sfida della scorsa stagione all’Arechi, solo il consumato mestiere di Ciro Immobile poteva rompere l’equilibrio. Allora fu Pirola ad essere ingannato dal bomber biancoceleste, stavolta è toccato a Gyomber. Campanile di Cataldi da centrocampo verso l’area avversaria, Immobile nel prendere posizione taglia la strada al difensore granata che, forse nel tentativo di cinturarlo, gli rovina alle spalle. Non sapremo mai se è andata davvero così, sta di fatto che Immobile, probabilmente accortosi di quanto stava accadendo alle sue spalle, arretra ancora, quanto basta per andare a cercare il contatto con Gyomber che ormai è a terra.

A velocità normale sembra un atterramento da lotta libera. Il signor Prontera da Bologna non interviene e lascia proseguire. Sarri, la panchina della Lazio e lo stesso Immobile si lasciano andare a proteste molto plateali. La chiamata dell’On Field Revue sembra inevitabile, l’arbitro indica il dischetto. Anche stavolta, come nella scorsa stagione, Ciro non sbaglia segnando il suo centesimo gol in trasferta.  All’ultimo minuto, Gyomber, già ammonito nell’azione precedente, prova a diventare l’eroe negativo della giornata andando a scalciare di proposito Marusic sull’out di sinistra. Sembra il tipico fallo di frustrazione, ma stavolta Prontera da Bologna non ne ravvisa la gravità e lascia le cose come stanno.

Il secondo tempo

Inizia la ripresa, Pippo Inzaghi non vuol correre rischi, Lovato è in campo al posto dell’ammonito Gyomber. La Lazio, forte del vantaggio, cerca di controllare la partita con la sua difesa molto alta e la gabbia a centrocampo. I granata sono più propositivi e mostrano la volontà di rimettere in parità il risultato. I più volenterosi sono Candreva e Kastanos, supportati da Bohinen e Coulinbaly. Ikwemesi cerca troppo il confronto fisico ma quasi mai riesce a catturare un rilancio, non segue lo sviluppo delle azioni per cui quando il pallone viaggia verso le sue parti è sempre in ritardo, inoltre in partite come questa, giocando praticamente solo contro quattro difensori, non riesce a smarcarsi e a procurarsi occasioni di tiro in porta.

Il pareggio di Kastanos

Al 54’ la buona volontà dei granata viene premiata. Kastanos vince un rimpallo e apre per Mazzocchi sulla destra, è il primo cross della partita che va a buon fine, la deviazione di testa è di Candreva, Provedel respinge corto, Kastanos, a differenza della difesa in maglia bianca, ha seguito l’azione e arriva alla deviazione in rete prima di tutti. E’ il primo gol della stagione del cipriota. Palla a centro ed è ancora il duo delle meraviglie a tenere banco. Occasionissima Salernitana al minuto 59, è sempre Candreva a portare palla, si accentra portandosi dietro la difesa, poi cambia direzione e appoggia a Kastanos che capisce le sue intenzioni e gli serve una splendida palla di ritorno. Sul filo del fuorigioco Candreva tenta la giocata da campione cercando di cogliere Provedel in controtempo ma stavolta l’estremo difensore non si lascia sorprendere e respinge d’istinto e di piede.

E’ un buon momento per i padroni di casa, il calo fisico sta facendo allungare le due squadre e ora c’è più spazio, da una parte e dall’altra. In questi casi occorre anche la buona sorte, quel pizzico di fortuna che è mancato sin qui in molte partite della Salernitana. Quel pizzico di fortuna che fa sì che Zaccagni arrivi con una frazione di secondo in ritardo sull’ottimo traversone del solito Felipe Anderson, mancando una facile deviazione in gol.

La magia di Candreva

Da segnare sul taccuino al minuto 64 una deviazione di tacco al volo di Candreva che impatta in area sul braccio di Patric. Fischi solo dell’Arechi ma silenzio di arbitro e Var, che forse hanno giudicato corretta la posizione del braccio non staccata dal corpo. Minuto 66, Kamada rovina goffamente su Kastanos che sta proteggendo il pallone poco oltre la tre quarti. L’arbitro comanda la punizione, la distanza è ragguardevole.

Schema. Bradaric si libera sulla sinistra, Kastanos mima lo stesso movimento ma tocca nella direzione opposta di tacco. Candreva si veste da “Mast’Antonio” e si esibisce in una grande dimostrazione di tecnica, intelligenza e potenza, facendo quello che nessuno si aspettava, il tiro diretto da trenta metri, in mezzo a tre difensori che gli si paravano davanti, con uno spiraglio piccolissimo attraverso cui pensare di far passare il pallone, sfruttando anche il vento che per tutta la partita ha spostato la traiettoria dei palloni volanti.

E’ una sassata, violentissima ma centrale, che però a un certo punto cambia improvvisamente traiettoria ingannando Provedel che coi suoi 194 cm di altezza di certo basso non è. Il portiere si sposta prima sulla sinistra, poi tenta una disperata parata quando si accorge che il missile ha cambiato traiettoria spostandosi sulla destra e va ad infilarsi sotto la traversa. E’ il 2-1 che consentirebbe di ottenere la prima vittoria della stagione.

Sarri cerca di correre ai ripari, sostituisce il tridente d’attacco che non lo ha soddisfatto, Isaksen al posto di Felipe Anderson, Castellanos per Immobile, mentre Pedro aveva già sostituito Zaccagni infortunatosi nell’azione precedente. Pippo Inzaghi è costretto ad assecondare i cambi chiesti dai giocatori per problemi muscolari, per cui restano in panchina Simy e Cabral, entra Maggiore per Kastanos, Bronn per Pirola.

Il finale è confuso, con diversi cartellini gialli, con Maggiore che a pochi minuti dalla fine fa un fallo su Castellanos al limite consentendo un calcio di punizione da posizione migliore di quella di Candreva, con la Salernitana che però resta unita, aggrappata con le unghie e coi denti a questo due a uno. Nel post partita Inzaghi ha complimenti per tutti, dirà: “mi auguro che sia l’inizio di un periodo importante, abbiamo partite molto complicate, ma se siamo questi ce la possiamo giocare con chiunque”.

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