Perchè l’Ajax vincerà la Champions League

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SalernoNews24-Sport-di Emanuele Petrarca-

Correvano gli Anni 70′ quando il mondo del calcio fu testimone della più grande e radicale rivoluzione di pensiero mai esistita: Il Calcio totale. Un calcio veloce e spensierato, bello ma allo stesso tempo concreto, che non si perde in inutili tecnicismi o in un eccesso di tattica, ma si amalgama in una sinfonia semplicemente perfetta. Ed è da questa premessa che il mondo del calcio iniziò a conoscere una squadra olandese, sita ad Amsterdam, che divenne il metro di giudizio di qualsiasi altra squadra, da quei tempi fino ad oggi: l’Ajax.

Come i Queen per la musica, come Picasso per la pittura e come Dante per la letteratura, l’Ajax per il calcio è stata rivoluzione e avanguardia, sia grazie alla voglia di “inventare” un nuovo sistema di gioco che si differenziasse da quello troppo compassato, tipico del calcio europeo e quello troppo euforico ed esuberante dei sudamericani, sia grazie ad un gruppo di campioni che si muovevano come una grande orchestra comandata da un unico, fantastico, direttore che indossava la maglia numero 14: Johann Cruijff.

Nessuna squadra è mai stata tanto rivoluzionaria quanto quell’ Ajax. Gli stessi lancieri non sono mai riusciti, nella loro storia, a replicare le imprese di quell’incredibile gruppo, tranne, forse, oggi dove un gruppo di ragazzi, con tanta incoscienza e tanto talento, giganteggia sui campi d’Europa con una facilità di calcio disarmante. L’Ajax di Erik Ten Hag non ha nulla di banale, ma fa sembrare tutto facile. L’Ajax di Ten Hag è il ritorno al passato di una storia che prevedeva il futuro. Un saggio di strapotere calcistico fatto di eleganza, di tecnica, di velocità, di ferocia, di calcio totale. Il Calcio totale non è spiegabile sui manuali ma è un modo di stare in campo che scavalca i dogmi della tattica europea e del nostro classico catenaccio. Non ci sono posizioni fisse, ma movimento incessante, uomini in grado di alternarsi nei vari ruoli, senza dare la possibilità agli avversari di trovare riferimenti. Ecco perché, davanti ad un manipolo di ragazzini la cui età media è solo di 24 anni, c’è la maturità di chi sembra giocare questo sport da 50 anni. Alla guida c’è un allenatore, anch’egli giovane ed ambizioso, nato proprio nel 1970 e cresciuto come centrale difensivo del Twente per poi intraprendere la carriera di tecnico. All’ interno del rettangolo di gioco c’è tutto quello che serve per riportare in auge il calcio totale: c’è Frankie De Jong la cui intelligenza nello stare in campo e nel trattare il pallone ricorda quella del mostro sacro Cruijff, c’è la fantasia e l’imprevedibilità di Tadic, Neres e Ziyech, c’è la velocità di Tagliafico, la granitica resistenza del centrale difensivo e capitano De Light e l’esperienza di Blind. E poi c’è Donny Van De Beek che sa fare tutto, è totale, poco sotto i riflettori, ma è ovunque ed è semplicemente fantastico. Ecco perchè contro i discepoli di Cruijff non hanno vinto Bayern, Juve e Real. Ecco perché, ancora una volta, la storia del calcio si accosta alla parola Ajax. Ecco perchè l’Ajax sarà campione d’Europa per la quinta volta nella sua storia.

 

Immagine CCBY-SA3.O

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