Maradona compie 60 anni: storia di un genio divenuto Dios

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SalernoNews24-Sport- di Emanuele Petrarca-

Non è facile riuscire a definire esattamente cos’è e cosa rappresenta per il mondo intero il concetto di genialità. Il genio, spesso, è incomprensibile all’animo umano, è l’innovazione di un fenomeno mai visto prima d’ora e ancora troppo difficile da essere assimilato.

Il genio è ciò che non si conosce, ma ci colpisce. Non si colloca da nessuna parte, non è interpretabile, spesso è al di fuori di qualsiasi schema. Eppure, un genio diventa leggenda quando, col tempo, nessuno riesce ad avere le capacità di imitarlo.

60 anni fa, esattamente il 30 ottobre 1960, nacque un genio incompreso da tutti, che diventò, grazie al legame con una città, prima fenomeno, poi leggenda e, infine, un Dio.

Non è facile comprendere e capire le gesta e le azioni dell’uomo che 60 anni fa nacque su questa terra, precisamente a Lanus, in Argentina, sotto il nome di Diego Armando Maradona. Impossibile replicare fedelmente le sue mosse dentro il rettangolo da gioco, impensabile replicare gli errori e le gravi situazioni in cui esso si è messo quando era fuori da quel rettangolo.

Il genio di Diego Armando Maradona è così: non ha logica, segue l’istinto, che in questo caso è stato accomunato ad un’innata capacità di capire e di muoversi a seconda di come rotolava un pallone da calcio. “El Pibe de Oro” non ha nulla di normale e nulla di replicabile da persone normali. Lo si capiva fin dai primi giorni all’ Argentinos Juniors che quel ragazzino aveva qualcosa di totalmente differente rispetto ai suoi pari età.  Lo si è capito nell’86 che quel ragazzo era un fenomeno capace di portare l’Argentina sul tetto del mondo da solo. Lo si è dimenticato molte volte, quando il suo nome veniva accomunato agli scandali e alla droga.

Maradona ha sempre vissuto a modo suo, sia in campo che fuori, non volendo regole se non le proprie; ha rischiato più volte di vedere la sua carriera concludersi in maniera differente.  Ancora oggi c’è chi ricorda più una sua bravata fuori dal campo che le sue giocate dentro, ma è per questo che per Maradona la città di Napoli ha rappresentato tutto.

Napoli ha saputo trasformare un genio imperfetto nel suo Dio, ha chiuso gli occhi quando Diego era in mezzo agli scandali, lo ha protetto fino alla fine e poi ha riaperto gli occhi ogni domenica quando lo stesso numero 10 azzurro incantava un popolo giocando un calcio estraneo ai tanti e di bellezza sopraffina.

Maradona e Napoli non sono altro che due lati di una stessa medaglia. Entrambi sono geniali, misteriosi, belli da vedere e da vivere, impossibili da imitare; entrambi sono problematici, difficili da capire, destinati al dover essere giudicati.

Nessuna città ha mai potuto avere un rapporto così intimo e così vero con un calciatore, soprattutto non natio della zona. Maradona, come tutti i geni, era destinato alla grandezza con qualsiasi maglia avesse voluto indossare, ma sarebbe potuto rimanere solo al momento del fischio finale. A Napoli questo non poteva succedere e, infatti, non è mai successo.

Maradona ha dato a Napoli tutto quello che i partenopei hanno sempre desiderato: 2 scudetti, 1 coppa UEFA, 1 Supercoppa, 1 Coppa Italia. Ha dato riscatto e rivalsa ad una piazza poco vincente che si è trovata catapultata nell’olimpo del calcio mondiale grazie alle giocate del suo campione. Napoli ha dato a Maradona l’ambiente perfetto e la protezione che il fragile campione argentino aveva bisogno a livello mentale.

In campo, è storia nota. Maradona ha fatto sembrare i gol più difficili, dei gesti tecnici fatti con facilità imbarazzante, ha battuto la Juventus più volte, una delle quali con una punizione ancora oggi impossibile da replicare.

Ha divertito e poi infiammato il pubblico con la sua storica esibizione sotto le note di “Live is Life” degli Opus, che oggi, specie a Napoli, se ascoltata, riporta subito in mente il pre-partita estroso e divertente fatto da “El Pibe”.

Fotografia:“Diego Armando Maradona” by joanofarctan is licensed under CC BY-NC 2.0

“Diego Armando Maradona” by joanofarctan is licensed under CC BY-NC 2.0

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