Il VAR salva Inzaghi. La Salernitana ritorna al pareggio e ritrova Dia. Cagliari infuriato.

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-salernonews24-sport-di Sergio Del Vecchio

Attesissimo esordio sulla panchina per Pippo Inzaghi, dopo il lungo stop per le nazionali, la Salernitana ospita il Cagliari in un delicato scontro salvezza. Scioglie la riserva sul modulo tattico il neo allenatore granata, ma soprattutto sulla linea difensiva, optando per quella a 4 in discontinuità con la precedente gestione. La novità è Fazio, preferito a Pirola, a lui la fascia di capitano, Gyomber resta centrale, Bradaric a sinistra, Mazzocchi a destra. A centrocampo rientra dopo lo stop per infortunio Coulibaly a cui viene affiancato Maggiore e Kastanos a sinistra a completare la linea mediana. In avanti nessun cambiamento, Cabral e Candreva alle spalle di Dia. Tra i pali fa il suo esordio in serie A Benoit Costil, preferito a Ochoa rientrato ieri dalla trasferta per la sua nazionale.

Claudio Ranieri schiera una difesa a 4 con Dossena e Goldaniga centrali e Augello e Nandez laterali; a presidiare il centrocampo Prati, Makoumbou e Deiola; sulla tre quarti Mancosu dietro le punte Luvumbo e Oristanio.

La Salernitana parte subito con la convinzione di chi deve fare la partita, il Cagliari aspetta e gioca di rimessa. La manovra granata è però tutt’altro che avvolgente, si fa molto movimento soprattutto sulla destra dove Mazzocchi tenta ripetutamente l’inserimento e la sovrapposizione con Candreva, senza creare troppi problemi ad Augello e compagni, gli scambi sono lenti e prevedibili, così come gli affondi, i cross sono facile preda dei centrali in maglia bianca e c’è una buona dose di passaggi sbagliati e palle perse. Nei primi nove minuti Mazzocchi colleziona tre errori sulla sua fascia.

Il Cagliari si rende conto di poter controllare facilmente gli avversari e col passare dei minuti incomincia a salire. Lo fa con lanci lunghi, cambi di campo, traversoni, che evidenziano un buon tasso tecnico di alcuni giocatori della rosa di Ranieri ed anche la capacità di giocare in velocità, sia in azione d’attacco che in fase di ripartenza. Al 17’ Mancosu da sinistra pesca benissimo Luvumbo a centro area, l’attaccante è bravo a districarsi tra Bradaric e Gyomber e a calciare in porta, il tiro però è debole e centrale.

Sul fronte opposto si rivedono le solite pecche in perfetta continuità con le precedenti gare, molti palloni persi in modo ingenuo o per leziosità evitabili favoriscono le ripartenze avversarie che spesso sono fatali perché la Salernitana in fase offensiva si sfilaccia troppo lasciando ampi spazi agli attaccanti che si lanciano in contropiede. E’ ciò che succede al 27’, palla conquistata dal Cagliari su azione d’attacco granata, ancora Mancosu con una giocata deliziosa, lancia in velocità ancora Luvumbo, che sfugge a Fazio e punta dritto verso la porta. Solo due passaggi. Il tiro a incrociare nell’angolo opposto di Costil va a segno. La bandierina dell’off-side salva la Salernitana riportando il risultato sullo 0-0.

Al 32’ stesso copione, Nandez in scivolata sradica il pallone dai piedi di Cabral con intervento giudicato non falloso, si rialza e riparte in solitudine verso il centrocampo, una veloce occhiata e via il lancio a tagliare il campo per Luvumbo che si è involato dalla parte opposta, stavolta il numero 77 nell’uno contro uno opta per il tiro da fuori, alto sulla traversa. Al 36’ Cabral prova a fare la stessa cosa, vede Dia smarcato e lo serve con un lancio diagonale che scavalca Dossena. Il passaggio è troppo profondo e la punta granata può solo tentare una conclusione impossibile tra palo e portiere che finisce sull’esterno della rete.

Si va verso la fine della prima frazione di gioco con più Cagliari che Salernitana, ma c’è ancora tempo per due sussulti, uno per parte. A sinistra avanza Makoumbou, nonostante Maggiore sia a terra per un colpo ricevuto, serve l’accorrente Prati in un corridoio enorme lasciato libero dalla difesa granata, il tiro non gira come dovrebbe e diventa facile preda di Costil che devia in angolo. Risponde la Salernitana al 45’ su azione di ripartenza, Cabral non affonda andando a cercare la porta ma opta per un improbabile passaggio al centro per Candreva che viene intercettato dalla difesa.

Il secondo tempo non offre per buona parte nessun episodio degno di nota, le due squadre mostrano un evidente calo fisico e di tensione. Sul fronte granata, Candreva ormai staziona sulla fascia destra in posizione di ala, ma in assenza di passaggi rapidi da parte dei compagni il suo apporto diventa col passare dei minuti sempre meno efficace. Verrà sostituito da Tchaouna. Dietro di lui Mazzocchi ha finito la benzina e non timbra più il cartellino come braccetto.

Boulaye Dia è spesso arretrato, in zone del campo troppo affollate in cui ha spesso la peggio e dove può fare solo un gioco di sponda inutile rispetto alle sue potenzialità di attaccante. Kastanos non sembra in grande giornata, forse perché utilizzato in modo diverso, va spesso in ombra. Al 52’ viene ammonito e Pippo Inzaghi lo sostituisce con Martegani. Quando il pubblico sembra rassegnarsi al risultato a reti bianche ecco che succede di tutto. Al 79’ proprio il neo entrato Martegani si avventura in un dribbling di troppo a centrocampo (un difetto che l’argentino farà bene a correggere in fretta), Viola intuisce tutto e si tuffa in scivolata a soffiargli il pallone che finisce a Jankto, il Cagliari è ora in superiorità numerica, assist per Luvumbo che davanti a Costil non sbaglia.

E’ l’ennesima doccia fredda, che arriva con implacabile tempismo, sempre nel secondo tempo, quando la Salernitana perde le forze e la bussola. Inzaghi sbraccia furiosamente, tenta il tutto per tutto: fuori Fazio per Ikwemesi. All’86’ nella prima azione del secondo tempo in cui tutta la squadra si posiziona alta arriva il pareggio. Traversone di Bradaric al centro dove ci sono Ikwemesi e, strano a dirsi, Dia. Obert entrato al posto di Dossena, fermato dai crampi, buca clamorosamente la palla, Ikwemesi è bravo e veloce a stoppare e ad appoggiare per il compagno che la spedisce dritta nell’angolino dove Scuffet non può arrivare. Siamo a due minuti dal novantesimo, finisce così, 1 – 1? Neanche per sogno. Palla a centro e il Cagliari è di nuovo in vantaggio.

Vale quanto detto sopra sul calo fisico della squadra di casa. Combinazione Makoumbou Jankto, che lancia Shomurodov sull’out di sinistra, pronto il cross al centro dove solo una parte della difesa granata ha seguito l’azione: Mazzocchi sul portatore di palla, il solito Gyomber e Bradaric. Maggiore e Martegani addirittura si fermano a guardare Viola che sbuca indisturbato a centro area per il più facile colpo di testa. Possibile che il resto della squadra fosse ancora a centrocampo a festeggiare il pareggio?

Ma non è finita qui. Al 90’ accade l’incredibile. Viola, l’eroe della giornata, diventa di nuovo protagonista, ma in negativo, intercettando con la mano un pallone che Legowski stava stoppando e deviandone la traiettoria. Il polacco protesta, Chiffi, richiamato dal Var, indica il centro area. Ancora Boulaye Dia, freddissimo dal dischetto, non perdona. Finisce così, ancora con un pareggio per la Salernitana che ha sicuramente avuto il merito della reazione, come commenterà Pippo Inzaghi a fine gara, tentando addirittura di imbucare il pallone della vittoria all’ultimo giro di lancette, ma su cui tornano ad affacciarsi in modo preoccupante i fantasmi del passato.

Per il Cagliari è delusione e rabbia. In sala stampa si presenta il Direttore Sportivo Nereo Bonato in vece di Ranieri a dissentire sulla decisione presa dalla sala Var, criticando la concessione di questi “rigorini che vanificano il lavoro di una settimana”.

 

 

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