Iervolino presenta il nuovo allenatore. Pippo Inzaghi a Salerno per ridiventare Super

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salernonews24-Sport di Sergio Del Vecchio-

Il parterre doveva essere tutto per il nuovo Mister, Filippo Inzaghi da Piacenza, detto Pippo, che da allenatore, dopo la parentesi al Milan e al Bologna, in serie A,  ha allenato in serie C il Venezia, in serie B sempre il Venezia neopromosso, il Benevento, il Brescia, dove ha avuto un rapporto burrascoso col presidente Cellino, e per finire la Reggina, esclusa dal tesseramento per problemi finanziari.

La scena tuttavia l’ha rubata lui, il Presidente, Danilo Iervolino, il quale preciserà “quest’anno ho parlato poco”, e per questo ha pianificato una conferenza stampa più dilatata nei tempi, in cui dipanare molte questioni evidentemente inespresse. Massima trasparenza, molta chiarezza, queste le linee guida. I sassolini nella scarpa sono tanti e rotolano giù uno dietro l’altro.

Abbiamo investito 20 milioni per trattenere Dia e Pirola. Nessuna piccola squadra, o medio piccola, ha investito come noi. Quindi, quando si dice che la Salernitana non ha fatto una campagna acquisti importante è una cosa scellerata e inesatta. Già questo è un grandissimo investimento che non era mai stato fatto qui a Salerno. Poi abbiamo comprato altri giocatori, Tchoauna, Ikwemesi, Legowski, Costil, e abbiamo preso in prestito con diritto Cabral e Martegani. Quindi, ribadisco che ritengo che la squadra si sia rinforzata. Abbiamo solo comprato e non venduto. Siamo la decima squadra per salari in serie A. Abbiamo già investito circa 65 milioni e quest’anno ce ne vorranno altri 20, nessuno ha investito come me prima qua a Salerno. Siamo al terzo anno di serie A e sono convinto che ci rimarremo, però ora basta con le offese, con le mortificazioni e con le minacce soprattutto da parte degli operatori della comunicazione che devono diventare alfieri della verità proprio perché hanno l’obbligo di decodificare in una maniera giusta e puntuale quello che è stato fatto e che stiamo facendo. Non possiamo più riempire le pagine dei giornali con le interviste ai detrattori”.

L’invito di Iervolino è alla moderazione, senza facili entusiasmi, ma anche senza cadere nella sfiducia.

Il Presidente dice di voler sorvolare sulle polemiche fatte da Paulo Sousa dalla fine dello scorso campionato in poi, tuttavia elenca gli episodi senza saltarne nemmeno uno e, dopo i ringraziamenti di rito, conferma che i motivi dell’esonero dell’allenatore portoghese sono soltanto legati ai numeri.

Altro argomento “caldo”, il rapporto tra Iervolino e i procuratori. “E’ una menzogna incredibile. Lo stesso procuratore che io ho deferito mi ha chiamato, mi ha chiesto scusa e ha capito l’errore e tutte le squadre di serie A ne hanno fatto tesoro. Mi sono arrabbiato solo perché non si può capovolgere una piramide in cui al vertice ci sono gli interessi delle società”.

Un passaggio veloce anche sulla questione nuovo stadio. “Il progetto della Casa della Salernitana va avanti. Abbiamo individuato dei terreni, abbiamo firmato un preliminare, ora dobbiamo valutare le possibilità di cosa ci permetteranno di realizzare. Se non ce lo faranno realizzare vuol dire che resteremo qui al Mary Rosy. Quando sono arrivato ricordiamo che questo centro aveva tre campi di patate, abbiamo investito 500 mila euro per rifare tutti i manti ed ora sono tre campi idonei“.

Ancora Iervolino, pungolato sulla questione Sousa che aveva programmaticamente deciso di sorvolare. “A giugno è evidente che qualcosa si è incrinato, dopo che c’è stato un avvicinamento a un’altra squadra, da quel momento in poi qualcosa non è andata per il verso giusto se tornassi indietro forse avrei fatto un’altra scelta”. E ancora: ”Abbiamo vissuto un momento strano, di disorientamento, ma per il bene della Salernitana abbiamo deciso di dare continuità”.

A seguire Iervolino risponde piccato alla domanda sulle sue responsabilità. “Il calcio è bello perché si può dire tutto e il contrario di tutto, noi ce la mettiamo tutta, voi poi potete scrivere quello che volete, qualche colpa pure ce l’avrò, ma i nomi che sono venuti a Salerno, Sabatini, De Sanctis, li ho portati io. Quando sono arrivato dissi che ero un neofita ma ora, dopo tre anni di serie A, non lo sono più, ho appreso velocemente. Deve far riflettere il perché in cento anni di storia qui non sia stato fatto grande calcio, nonostante la tifoseria, perché forse un po’ di responsabilità come ce l’ho io ce l’avete anche voi giornalisti”.

Il Presidente prosegue la sua orazione in crescendo. Prendendo le mosse ancora dal caso Dia: “Questo vi deve far pensare e scrivere quanto sia difficile portare calciatori qui. Abbiamo dovuto strapagare tanti giocatori per costruire velocemente una squadra credibile e sostenibile da serie A, abbiamo dovuto fare molti investimenti, alcuni sbagliati ci sono rimasti sul groppone, per cui da l’anno prossimo dovremo andare in sostenibilità economica. E allora che cosa faremo, cominceremo a scrivere che il Presidente non ha voluto spendere? Da domani perché non spiegate sui vostri giornali come secondo voi si dovrebbe fare calcio? Perdendo 20 o 30 milioni l’anno? Continuando a dire che non si fanno investimenti così da qua fate scappare tutti. Bisogna scrivere le verità. Non gli ipotetici acquisti dalla Premier League a 20 o 50 milioni che avete annunciato quest’estate sui vostri giornali. E’ evidente che il tifoso che non è deputato a conoscere i nostri bilanci per questa distonia di comunicazione resta disilluso. E’ strano che non mi abbiate ancora chiesto: chi compreremo a gennaio?”.

La chiusura è in polemica anche sulla convocazione della conferenza di presentazione al Mary Rosy. “Abbiamo fatto un gesto di grande rispetto verso i giornalisti e mi sarei aspettato un grazie da parte vostra, mentre invece ricevo invettive”.

E il nuovo Mister? Riesce a modulare bene l’entusiasmo per l’inatteso ritorno in pista. Ecco in sintesi le sue parole. “Aspettavo la chiamata giusta, mi ero stufato di come ero stato trattato, non sapevo più se questo calcio meritasse la mia professionalità e la mia onestà. Si può vincere e si può perdere ma bisogna sempre mantenere la propria onestà intellettuale”.

Rivolto ai giornalisti “Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, se dovete criticare fatelo con me che ho le spalle larghe e vengo criticato da 30 anni, ho fatto più di 300 gol in carriera e ancora mi dicono che non sapevo stoppare il pallone”.

Il pensiero di Pippo Inzaghi va alla Reggina:“E’ una ferita profonda nel  mio cuore”…“Per me è un sogno essere qui a Salerno, sarei andato anche in serie C ad allenare, ma mi piacciono le sfide”… “In questo lavoro cerco sempre di aggiornarmi, sono uno che cambia idea, non si fossilizza sulle proprie scelte. Cercherò di trovare il vestito giusto a questa squadra”…“Come mentalità sono molto pragmatico, non vendo il –prodotto Inzaghi – , se stiamo vincendo a 10 minuti dalla fine non metto un attaccante, metto un difensore in più”.

Infine parla anche il DS, Morgan De Sanctis torna sull’argomento del contatto avuto da Paulo Sousa con la dirigenza del Napoli a fine giugno, periodo in cui la società partenopea vagliava i candidati per il dopo Spalletti. “Ripensando al periodo di fine giugno mi viene in mente una parola: frustrazione. Ora però abbiamo il dovere di ripartire, per il bene della squadra”. Sul futuro invece: “In questo momento approfittiamo della solidità e della voglia di investire del Presidente, ma non possiamo farlo per sempre. La parola d’ordine nel calcio di oggi deve essere sostenibilità”.

 

Immagini ufficio stampa salernitana

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