Granata ancora letali nei minuti di recupero: Salernitana Udinese 3-2, esplode la festa.

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salernonews24sport- di Sergio Del Vecchio-

La Salernitana già salva con due giornate di anticipo può godersi la festa preparata fuori e dentro l’Arechi, record d’incassi e presenze con oltre 27 mila spettatori. Ospite guastafeste l’Udinese di Sottil che schiera la difesa a tre con Masina Bijol e Perez, centroboa Nestorosvski, alle sue spalle Thauvin e il centrocampo a cinque con Zeegelaar che sostituisce Udogie sull’out di sinistra.

Piccola rivoluzione in casa granata, tra i pali non c’è il casco riccio di Ochoa, al suo posto esordisce il terzo portiere Fiorillo, in difesa non ci sono Gyomber e Daniliuc, squalificati, e nemmeno Lovato, infortunatosi in allenamento, pertanto la difesa a tre è composta da Troost-Ekong, centrale, affiancato da Bronn e Pirola. Bradaric parte dalla panchina, a centrocampo il duo Coulibaly-Vilhena, Pasquale Mazzocchi esterno a sinistra e Kastanos dalla parte opposta, alle spalle di Piatek, Botheim e Candreva.

Pronti via, l’Udinese in maglia gialla sembra voglia partire di slancio, la Salernitana abbassa i laterali per fare una linea difensiva a cinque e tenere alta la squadra, in realtà è solo una falsa partenza, col passare dei minuti i friulani addormentano il gioco, fanno giro palla sulla mediana ma non sembrano voler affondare il colpo. I granata sono come irretiti, bloccati a centrocampo, dove riescono bene a spezzare le manovre avversarie ma non altrettanto a ripartire, non c’è profondità, Botheim gira a vuoto, Kastanos è evidentemente sacrificato in una posizione che non gli permette di uscire fuori, Mazzocchi prova senza esito a trovare corridoi in cui far valere la sua corsa. Al 20’ proprio il numero 30 granata riesce ad aprirsi un varco nella difesa, ma una volta entrato in area anziché tirare serve Botheim che invece si era fermato e l’azione sfuma. Sembra di assistere ad un incontro di pugilato, nella fase in cui i due contendenti si studiano.

E proprio come nel pugilato, dove alla fine il pugile con più esperienza improvvisamente mette a segno il colpo sorprendendo l’avversario, così l’Udinese al 25’, al primo vero affondo, si porta in vantaggio. Tiro di Samardzic rimpallato da Troost-Ekong, la carambola finisce sul braccio largo di Bronn e diventa un appoggio per Lovric, che con invidiabile freddezza offre una gran palla di scavetto tra Kastanos e Bronn all’accorrente Zeegelaar che da due passi mette alle spalle di Fiorillo. E’ una doccia fredda che però non basta a svegliare gli uomini di Sousa.

E’ il minuto 29, passaggio filtrante dalla difesa per il solito Lovric, suo lo zampino in tutte le azioni pericolose dell’Udinese, che nell’appoggiare indietro a Thauvin fa un buon movimento ad allargare che favorisce l’inserimento dell’accorrente Pereyra. Quasi di prima il passaggio di ritorno del francese, così come di prima è l’assist di Pereyra al centro dove Bronn si perde Nestorovski per cui è facile in scivolata spingere in rete il tap in vincente. La Salernitana capisce che deve scuotersi, la festa non sarebbe tale con una goleada dell’Udinese. Dall’ampiezza dei gesti di Sousa si intuisce che è necessario innanzitutto togliere il possesso palla agli avversari e tentare di costruire l’azione facendo salire la squadra.

Al 36’ il primo tentativo verso Silvestri è di Candreva, un tiro cross da destra respinto senza problemi dal portiere friulano. La Salernitana chiuderà il primo tempo senza aver battuto un angolo. Sta per finire la prima frazione di gioco, Coulibaly per Candreva spostato sulla sinistra al limite dell’area – ora in fase offensiva sono tante le maglie granata che si sono portate verso l’area di Silvestri – il numero 87 finta un paio di volte il tiro, poi vede Kastanos profilarsi al limite sulla destra e lo serve, il cipriota si aggiusta la palla sul sinistro e lascia partire un tiro a giro sotto l’incrocio da far impallidire anche Bernardo Silva.

La partita si accende, l’Udinese accusa i granata di mancato fair play perché nell’occasione del gol c’era un giocatore a terra, Silvestri va su tutte le furie, protesta molto, forse oltre il lecito, Sousa e Sottil si incontrano faccia a faccia a pochi centimetri, volano bengala in campo.

Inizia la ripresa con Bradaric al posto di Botheim per dare maggior spinta sulla sinistra, Mazzocchi cambia fascia e va a destra. Sfortunato il croato, costretto ad uscire più tardi per problemi a una spalla rimediati a seguito di una caduta. L’Udinese gioca di rimessa, la Salernitana sembra più convinta, Mazzocchi al 54’ sfugge a Zeegelaar e può puntare solo verso Silvestri, ma si allunga troppo la sfera e Bijol si frappone impedendogli il tiro. E’ il preludio al gol, stavolta su calcio di punizione di seconda dal limite, Mazzocchi tocca per Candreva che sfodera un altro pezzo di bravura, una pennellata che scavalca i difensori dell’Udinese, in particolare Bijol e Lovric a coprire il secondo palo, Silvestri è in ritardo, è il pareggio.

La partita si riaccende, la squadra di Sousa pressa bene a centrocampo, l’Udinese fa fatica a costruire, entra Beto al posto di Nestorovski. Proprio il nuovo entrato al 75’ ha una buona occasione, Bijol verticalizza trovando un corridoio che lancia il compagno verso la porta, Fiorillo esce in tempo e riesce a chiudergli lo specchio. E’ il momento migliore dell’Udinese che alla mezz’ora ha ripreso il possesso palla, Beto di mestiere si libera della marcatura di Troost-Ekong e può ricevere l’imbucata di testa di Lovric, il centravanti non tira ma appoggia al centro per il neoentrato Arslan che da pochi passi divora un facile gol spedendo il pallone in curva. Ma è l’ultima fiammata, il gioco ora diventa molto spezzettato, dai tanti falli e tanti scontri che ogni volta scatenano polemiche e fermano il cronometro. Piatek si scontra di testa con Perez, i due rientrano in campo con vistosi bendaggi e ingaggeranno un duello fisico fino alla fine.

Al 40’ Sousa lancia nella mischia Antonio Pio Iervolino, al suo esordio in serie A. Il giovane entra con buon piglio e gioca con buona personalità. Pochi minuti dopo il classe 2003 sfugge a Zeegelaar e lo costringe ad un ingenuo fallo da secondo cartellino che lascia la sua squadra in dieci nel finale di partita.

L’arbitro concede sei minuti di recupero, nell’aria si percepisce che alla Salernitana il pareggio non basta, la Curva Sud non smette di incitare, Iervolino mette al centro da destra per Kastanos il cui tiro viene murato provvidenzialmente da Bijol.

E’ forse l’ultima azione della partita, Junior Sambia, entrato al posto di Bradaric, manovra sulla sinistra, il francese ha un’intuizione geniale, scodella a centro area un destro dalla parabola perfetta su cui si avventa come un leone Troost-Ekong, sbucato dal nulla, l’uomo che non ti aspetti, lascia indietro Perez, in ritardo, e piazza al volo sotto la traversa la sua zampata vincente. E’ un tripudio.

Sousa alla fine avrà per i suoi ragazzi parole che traboccano di orgoglio: “Questa è la mentalità che mi piace vedere, tutti sono pronti a dare il proprio contributo, come Antonio Iervolino, alla sua partita di esordio”.

E il futuro? Sousa loda il Presidente e tutto lo staff: “Le idee sono molto chiare, c’è tanta voglia di crescere, ma abbiamo bisogno anche di stabilità per permetterci di competere a questi livelli”.

Che la festa abbia inizio.

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