E’ azzurro il cielo sopra Wembley

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salernonews24-Sport-di Carlo Vetromile

11 luglio 2021 ITALIA CAMPIONE D’EUROPA, viene scritta una nuova pagina di storia indelebile per un’intera nazione, per intere generazioni appassionate e non a questo sport, in una notte in cui si incrociano destini, si chiudono cicli e se ne aprono di nuovi, la notte in cui il “Rinascimento” del Calcio Italiano si manifesta nella sua completezza.

L’Italia, 15 anni dopo il successo del mondiale 2006, sale sul tetto d’Europa per la seconda volta, battendo l’Inghilterra 4-3 ai calci di rigore, lì in terra straniera, nell’inferno di Wembley dinanzi a circa 60.000 supporters inglesi. In questo stesso stadio, il Mister Roberto Mancini e il capo delegazione Gianluca Vialli si giocarono con la Sampdoria la finale di Coppa dei Campioni 91-92 perdendola, ma è proprio qui che il destino li ha riportati, da ex compagni di squadra, da colleghi, da amici, a riprendersi quella finale, tanto attesa e promessa, potendo dire, anche se per un trofeo diverso, tra lacrime ed abbracci: “siamo campioni d’Europa”.

Ma il merito in questo sport non è dei “singoli”, è il gruppo a fare la differenza, e che gruppo. I nostri ragazzi sono stati eccezionali, partita dopo partita, centimetro dopo centimetro, hanno lottato e dato dimostrazione di poter raggiungere l’obiettivo. Certo non è stato facile, in queste situazioni i fattori sono tanti, dopo il girone, siamo capitati forse nella parte più difficile del tabellone incontrando squadre date per finaliste se non come vincitrici.

Non conta solo la tecnica e la preparazione, ma la voglia di crederci di più rispetto all’avversario, supportati anche dalla dea bendata che in alcune circostanze può darti tutto o farti crollare. Molti direbbero è solo Calcio, ma chi ha seguito il percorso di questa squadra, chi è sceso in piazza, chi ha avuto paura, chi ha gioito, ha potuto ammirare ciò che questo sport, che lo sport in particolare ha come fondamento, tutti i valori che deve trasmettere, amicizia, umiltà, divertimento, gioia, tristezza, rispetto, sacrificio, e la maggior parte di questi sono stati rappresentati da una vera e propria famiglia, la famiglia “azzurra”.

Si potrebbe dire che L’Italia ha vinto due volte dentro e fuori dal campo. Non si può fare lo stesso per la maggior parte dei giocatori della nazionale inglese, che alla vista di tutti, con un gesto di poca sportività hanno rimosso subito dopo la consegna la medaglia del secondo posto, facendo venir meno il grande FairPlay tanto decantato in terra britannica, dando “l’impressione” di non aver accettato la sconfitta, forse già convinti che il trofeo sarebbe tornato a casa loro.

Diciamolo “Italians do it better” e lo hanno dimostrato a pieno tutti, i giocatori, l’allenatore, i dirigenti, sia in campo che fuori, creando veramente qualcosa di unico, ricostruendo quel legame con i tifosi spezzato quella fatidica notte di San Siro.

Ma questo è il passato, siamo rinati, abbiamo cantato il nostro inno a Roma, facendolo riecheggiare in tutta Europa, quando nessuno credeva in noi, dando per scontato fossimo rimasti legati ai brutti ricordi, pensando che fossimo solo di passaggio.

Da questa notte inizia un nuovo ciclo, fatto di certezze, nuovi talenti e consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante e duraturo, con ampi margini di crescita ed un assoluto dato di fatto: “SIAMO CAMPIONI D’EUROPA”.

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