Diego è Arte

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Sport -di Emanuele Petrarca-

Basta camminare per le vie di Napoli per capire che si è di fronte a qualcosa di speciale. Città unica nel suo genere che fa della propria storia, del proprio dialetto e della propria cultura, motivo di orgoglio e vanto. La bellezza del mare, il profumo di una pizza, la moltitudine di monumenti che richiamano all’unicità della propria storia, all’ombra di una delle figure più iconiche della città…il Vesuvio.

Eppure se dovessimo chiedere a qualsiasi partenopeo qual è stata la cosa più importante che Napoli abbia mai avuto, la maggior parte delle risposte del popolo napoletano si dividerebbero tra San Gennaro e Diego Armando Maradona. Perché se il patrono della città è noto per i suoi miracoli divini compiuti dal cielo, il campione argentino è noto per altri, diversi, miracoli compiuti qui sulla terra. Miracoli compiuti con i tacchetti delle scarpette da calcio, con un pallone ed una maglia azzurra rigorosamente caratterizzata dal numero 10 stampato sulla schiena.

Maradona è l’esempio di un uomo che si è fatto portavoce di un popolo che ne ha mistificato la figura rendendolo immortale e simbolo della città. L’amore che Napoli ha per questo argentino va oltre ogni statistica, oltre i gol fatti esultando sotto una curva vestita d’azzurro, oltre le giocate che l’hanno reso uno dei giocatori più forti mai esistiti, se non il più forte, e oltre l’infinita gioia che qualsiasi partenopeo ha provato nelle notti dell’87 e del 90 in cui portò a Napoli gli unici due scudetti della propria storia.

Maradona è Napoli e ne rispecchia in tutto e per tutto i lati positivi e quelli negativi. È genialità e sregolatezza, Potenza e delicatezza, orgoglio per chi l’ha avuto ed invidia per chi, invece, non lo ha potuto vedere con i colori della propria squadra. Maradona è un’infinità di errori che non hanno intaccato la bellezza della sua classe dimostrata sul campo da gioco. Maradona, come Napoli, ha attirato su di sé le attenzioni di tutta quella gente che sparla basandosi su una serie di pregiudizi e congetture, ma che poi restano di stucco, sorpresi ed increduli quando lo si guarda, anche solo una volta, danzare su quel prato verde, intento a creare col pallone una serie di incredibili giocate uniche nel loro genere e non replicabili da altri calciatori.

Maradona è la rivincita del Sud contro le varie potenze del Nord, la Coppa UEFA che mandò il Napoli sul tetto d’Europa, la punizione contro la Juventus, il gol da centrocampo, la Coppa del Mondo dove nella stessa partita segnò il gol più famoso del mondo perché irregolare e poi replicò segnando il gol più famoso del mondo perché il più bello, è la maglia numero 10 che ogni tifoso del Napoli ha in casa e che è stata ritirata dalla società, perché, in fondo, si sa che nessuno potrà essere come lui.

È arte calcistica, ma anche urbana perché da un po’ di tempo è diventato anche un murales che si trova nel bel mezzo della città, di quella città in cui lui non è nato, ma che è diventata sua perché ne rispecchia in tutto e per tutto, pregi e difetti, la grande unicità.

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