1919-2019: 100 anni di una storia granata

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Sport News – di Emanuele Petrarca-             

Era il 19 giugno del 1919 quando una cordata, capeggiata da Matteo Schiavone, decise di sancire l’inizio di una storia molto lunga, molto tortuosa ma, sicuramente, molto emozionante e che ha aggregato sotto la stessa bandiera tantissimi tifosi ed una sola città: Salerno. Quasi 100 anni dopo quella squadra si è ritrovata a lottare per la sopravvivenza nei playout di Serie B, riassumendo in quel doppio confronto tutta la storia del club. Motivazioni, felicità, rabbia, sconforto, difficoltà; nella sua lunga storia, come contro il Venezia, la Salernitana ha saputo toccare il cielo con un dito e, allo stesso tempo, ha saputo sprofondare nel baratro, rialzandosi sempre.

Quel 19 giugno nacque una storia che, malgrado una sala trofei troppo vuota, non ha nulla di banale e che ha saputo far sognare i supporters dei campani. Non si dimenticano i momenti difficili, non si dimenticano i tre fallimenti che per tre volte hanno fatto credere al mondo del calcio che il nome della città di Salerno non era più rappresentato, non si dimenticano le stagioni deludenti, la fatica per risalire almeno in Serie B, la difficoltà nel rimanere nella seconda lega più importante d’Italia e neppure il recente passato che, malgrado tante promesse, non ha ancora sancito la vera rivoluzione del calcio granata. Non si dimenticano, però, nemmeno i grandi momenti, il dominio delle leghe cadette fino all’incredibile promozione in Serie A. Non si può dimenticare una stagione come quella del 1998-1999, la prima in Serie A con la formula a girone unico, e quella retrocessione per un solo punto che, però, porta con sé ricordi di imprese storiche e di vittorie clamorose fatte tutte tra le mura amiche dell’Arechi.

A Salerno, quell’anno, caddero Lazio e Roma, cadde la Samp, l’Inter e anche la Juventus, con un gol di Marco Di Vaio. In 100 anni a Salerno ne hanno viste tante e hanno visto anche grandi giocatori, destinati a diventare bandiere, come Ciro Ferrara, omonimo dell’ex Napoli e Juve, che detiene il record di maggior numero di presenze in maglia granata, e Giovanni Pisano, goleador all-time dei granata. Si sono visti anche giocatori che da Salerno hanno iniziato la loro scalata per diventare grandi come Gennaro Gattuso, Marco Di Vaio, Salvatore Fresi, Antonio Chimenti. Si sono viste anche leggende, come il mai dimenticato Agostino Di Bartolomei che chiuse la sua carriera proprio sul prato verde di Salerno. A volte non servono trofei per fare la storia, serve il calore dei tifosi, serve l’appartenenza ai colori, che dal 1943 sono granata, serve un simbolo, come il cavalluccio marino, storico emblema della Salernitana dal 1949.

100 anni di storia, pronti ad essere ricordati e festeggiati tra le vie di Salerno, dove sono già stati organizzati eventi e manifestazioni per il ricordo del centenario granata. La festa inizierà Martedì 18 Giugno nella Curva Sud dello Stadio Arechi, dove si aspetterà la mezzanotte per fare gli auguri alla storia granata proprio nel campo da gioco.

Il 19 giugno sarà in programma una messa alla Cattedrale di Salerno per commemorare calciatori e tifosi, sia presenti che, purtroppo, scomparsi. Saranno presenti il presidente Menichini, Gigi Genovese e Francesco Di Tacchio per dare continuità a quel, citando le parole del Comune di Salerno, “Filo conduttore che ci ha messo insieme cioè l’amore per la Salernitana è per la città di Salerno. La Salernitana è il simbolo dell’appartenenza, un simbolo, la storia. La nostra storia”. Tanti auguri Salernitana, altri 100 di questi, gloriosi, anni.

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