“La Cultura può produrre ricchezza.” Scopriamo la casa editrice Orthotes

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Mentre nell’aula “Franchini” della Facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II si ascolta la lezione di Aldo Masullo, nel corridoio Diego Giordano illustra la sua storia personale: “Sono laureato in Filosofia; dopo i dottorati, mi sono trasferito come ricercatore a Copenaghen. Al rientro, ho cominciato a guardarmi intorno e il mio primo pensiero è stato ovviamente l’insegnamento, ma alla fine ho voluto fondere le mie competenze nei vari campi, tra cui anche l’informatica.” È nata così, nel 2012, la casa editrice Orthotes, con sede a Nocera Inferiore.

“Ero alla ricerca di uno spazio dove insegnare, e ho compreso che una casa editrice può avere lo stesso ruolo al di fuori delle aule universitarie. Ho condiviso la mia scelta con amici filosofi come me, questo mi ha aiutato nella scelta professionale. Non sono contrario alle Università, però credo che gli Atenei siano poco attenti al nuovo, a causa della metodologia e dei programmi antiquati.”

Orthotes si occupa esclusivamente di saggistica, con quindici differenti collane per ogni settore della filosofia. “E’ la mia unica attività”, racconta con una punta di orgoglio Giordano. “Il cuore della casa editrice è la ricerca, muovendosi da un lato con la traduzione di libri di filosofi contemporanei – soprattutto francesi, tedeschi e americani -, dall’altro recuperando il pensiero classico e fondante la filosofia stessa. Mi piace prestare attenzione ai giovani ricercatori, come me d’altronde. In questo senso, Orthotes è uno spazio da occupare.”

Diego Giordano ha le idee molto chiare sul mondo editoriale: “Il vero editore è quello che commissiona i libri. Non posso parlare di mecenatismo, perché una casa editrice è pur sempre un’attività commerciale a fini di lucro, ma penso che si debba chiedere agli autori quello che si vuole, lasciando loro la libertà di accettare o meno”. Non ha dunque paura del rischio connesso all’imprenditoria, ritiene, infatti, che “la cultura può generare ricchezza, a dispetto di quello che alcuni politici sostengono. La funzione stessa della cultura è aprire spazi nei quali far emergere il dialogo, da qui il nostro motto, pluralismo e democrazia”.

Orthotes sta ad indicare il disvelamento della verità, secondo i concetti platonici e gli insegnamenti di Heidegger: “Però la filosofia non è verità in sé”, chiarisce Giordano “può, invece, indirizzare, direzionare il pensiero, e mi riferisco a quello occidentale. Il soggetto non si direziona in modo autonomo, ma solo partendo dalla verità. Esiste un sapere mutevole, dinamico, che informa il soggetto come membro integrante della comunità”.

Orthotes si avvale di Messaggerie per la distribuzione e pubblica circa cinquanta libri all’anno. “Siamo molto attenti alla promozione. Sembra strano, ma sono le case editrici più piccole, come la mia, che fanno il mercato. Le grandi case editoriali sono costantemente in perdita, perché è il loro stesso modello in perdita; al contrario, le più piccole sono sempre in crescita. Guarda il Salone di Milano, senza di noi ha subito un flop.”

Alla domanda sul perché Tempo di Libri è stato boicottato dai piccoli editori, Giordano è molto chiaro: “Non ci è piaciuta la tracotanza della società italiana editori che ha voluto strappare a Torino il Salone, che era un’istituzione. Non a caso, la nuova fiera del libro non è Milano, ma quella che si terrà tra poco nel capoluogo piemontese, e noi lì ci saremo”.

Nel frattempo, Aldo Masullo finisce il suo intervento durante la presentazione di un saggio a lui dedicato, scritto a quattro mani dagli allievi Cantillo e Fimiani, edizione Orthotes, ed è mirabolante la lucidità di pensiero e di linguaggio del Maestro. Anche a questo serve la filosofia, mantenere viva la vita oltre la vita stessa, attraverso la costanza del dialogo.

Giorgio Coppola

 

Nella foto, Diego Giordano con Giovanni Reale

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