La Basilica di Capodimonte, ancora più suggestiva a Pasqua

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Napul’ è na cammenata… Dint’ ‘e viche mmiezo all’ ate “(P.Daniele)

Se dovessi descrivere Napoli, i primi tre aggettivi che mi vengono in mente sono: chiassosa, caotica e piena di vitalità!

Napoli è una città “a parte” e nel 1995 il suo centro storico è stato inserito nel Patrimonio dell’Umanità Unesco per la grande quantità di capolavori rappresentati da monumenti, palazzi antichi e chiese.

E a proposito di chiese, voglio raccontarvi della Basilica Santuario Incoronata Madre del Buon Consiglio, tempio maestoso, situato a Capodimonte, rione collinare di Napoli tra il Quartiere Stella e quello di S. Carlo all’Arena.

La Basilica fu realizzata per volere di una ragazza napoletana, Maria Landi, devota alla S.S. Vergine del Buon Consiglio, S. Agnese, in quanto, la stessa nacque nel medesimo giorno della memoria liturgica della martire, il 21 Gennaio 1861.

Grazie ai tanti benefattori dell’ alta Borghesia napoletana dell’epoca, Maria Landi, riuscì a realizzare la costruzione del tempio a Capodimonte, attraverso il progetto dell’architetto Vincenzo Veccia, che richiamò fortemente la Basilica di S. Pietro a Roma, simbolo e centro della Chiesa Cattolica. Venne, infatti, definita “la piccola San Pietro”.

In seguito, Maria Landi, riuscì a creare un’associazione di donne dette “le Dame dell’ Incoronata” e di uomini detti “i Figli della Fede” che lavoravano con lei per curare i più sofferenti.

La Basilica merita di essere visitata perché ricca di particolari architettonici che richiamano lo stile neo barocco e oltretutto il tempio è custode di diversi dipinti provenienti da altre chiese di Napoli dopo il terremoto del 1980.
Alcune cappelle ospitano le tombe delle principesse di Casa Savoia e imponente è anche l’organo barocco costruito nel 1769 da Domenico Antonio Rossi.

Durante la settimana Santa ho partecipato alla tradizionale Veglia Pasquale. Durante la celebrazione la Chiesa è rimasta al buio per esporre la croce al centro di tutto il rituale.
Suggestivo il passaggio delle candele tra i fedeli che donavano luce l’una all’altra.
Ho trovato particolarmente significative le parole del Parroco, Mons. Nicola Longobardo, che definisce la Resurrezione del Signore come “un’occasione di rinascita, di ripartenza. Anche in mezzo agli ostacoli e alle difficoltà, il buon cristiano trova la forza di rimanere fedele in virtù della luce, simbolo di rinnovato Battesimo”.
Ed è proprio così, la Santa Pasqua deve essere occasione di riflessione per dare importanza alle nostre radici e alla nostra fede.

Invito tutti voi a trascorrere una giornata diversa, un’ occasione per visitare questa splendida Basilica e vivere i profumi, il vocio della strada e l’ ardore della vita napoletana.

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