La fantastica signora Maisel

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Tra le tante cose che Amazon vende c’è anche un servizio di TV streaming simile, per capirci, a quello offerto da Netflix anche se con un’offerta meno ampia.  Ciò non toglie che su Amazon Prime Video non si possano intercettare produzioni originali di ottimo livello, come nel caso della serie “La Fantastica signora Maisel”, giunta ormai alla terza stagione e con una quarta in preparazione.

Stiamo parlando di una storia, quella di Miriam “Midge” Maisel, che offre molti spunti di riflessione ma lo fa con leggerezza e con una narrazione ironica e divertente,

Entriamo nel merito della trama. Miriam Maisel, per amici e parenti Midge (interpretata da Rachel Brosnahan), è una casalinga americana ebrea di medio/alta borghesia. È sposata con due figli e una grande passione per gli abiti (la serie è una fantastica carrellata di mode e modi in una opulenta e ricca New York a cavallo tra la fine degli anni 50 e i 60). Suo marito, figlio di un piccolo industriale dai modi tanto rozzi quanto comici, crede di essere portato per fare il comico e Midge sostiene questa sua passione e lo segue durante le serate nei piccoli club della città, prendendo appunti sulle battute del marito e sulla reazione del pubblico in sala. Purtroppo, l’apparente felicità di Midge presto si scontrerà con la dura realtà: il marito si dimostra un dilettante che non avrà futuro sul palcoscenico ma soprattutto le confessa di averla tradita con un’altra donna.  Lei, colta di sorpresa dalla cosa, si ubriaca e torna al club dove si era esibito il marito e furiosa sale sul palco e inizia un monologo su tutta la sua vicenda personale, facendo della sua furia una vera e propria esibizione che verrà molto apprezzata dal pubblico.

Quello sarà il punto di partenza per una serie di situazioni, a volte comiche, altre volte tragiche e bizzarre, che vedranno la Signora Maisel (il nome d’arte scelto da Midge) affrontare l’ostilità della famiglia, ma anche della stessa società americana (bigotta, sessista e anche razzista) tutte le volte che prova a dire che vuole diventare una comica ed esibirsi in palcoscenico.

Ci riuscirà la bella ed elegante Signora Maisel a calcare i palcoscenici tanto agognati? Non ve lo dico altrimenti rischio di spoilerare tutte e tre le stagioni della serie, ma posso dirvi che la narrazione è così ben fatta che, tra una battuta e l’altra (merito di grandi sceneggiatori), riesce a raccontare bene e con chiarezza non solo gli aspetti della società americana di quegli anni, ma anche quelli della comunità ebraica, alla quale appartengono molti dei protagonisti, i cui pregi e difetti vengono rappresentati attraverso situazioni e dialoghi di grande ironia. Ma l’aspetto che più di ogni altra cosa caratterizza la serie è l’impellente quanto crescente bisogno di emancipazione della protagonista che, evidentemente, gli autori hanno disegnato per rappresentare in modo fedele l’universo femminile americano (o almeno parte di esso) negli anni del boom economico a stelle e strisce.

La serie ha vinto, tra il 2018 e il 2019, diversi premi ed Amazon ha deciso di finanziare anche la quarta stagione che dovrebbe uscire a dicembre 2021.

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