Noi, “tifosi d’Italia”, con il lutto nel cuore

Luglio 4, 2016 0 Comments Stili di vita 387 Views

Fascia nera al braccio della Nazionale Italiana-

Non sono una tifosa di calcio, non ho una squadra del cuore ma ho l’Italia nel cuore.

E’ strano come una semplice partita di pallone possa farci riscoprire la nostra italianità, possa farci scoppiare il cuore di gioia per un goal o farlo diventare pesante e oppresso per una rete subita. Potenza del calcio… Italia – Germania ha smosso gli animi di tutti gli italiani, abbiamo gioito e sofferto per 120 minuti ed alla fine la delusione ci ha quasi sommerso … quasi, perché comunque siamo usciti a testa alta. Soprattutto perché quella fascia nera che i nostri campioni portavano al braccio ci ha dato il segnale netto di cosa avevamo nel cuore tutti noi italiani e soprattutto i nostri calciatori che hanno voluto così omaggiare i morti di Dacca per mano degli estremisti islamici.

L’ ISIS, che sta perdendo sempre più forza nelle sue roccaforti territoriali, ha bisogno di farsi sempre più pubblicità a suon di massacri ed orrori per trovare nuovi adepti e moltiplicarsi. Ed ecco Dacca ! Paese poverissimo, dove solo una strage di “crociati”, come sono stati stupidamente e banalmente definiti dai jihadisti le povere vittime, poteva far scalpore ed avere una grande valenza mediatica.

Ed i nostri calciatori, con la morte nel cuore ma con un entusiasmo grandissimo, hanno giocato l’ultima partita degli europei per noi e per il C. T. Conte. Conte che, a parer mio e perciò solo dal punto di vista emotivo e non certo tattico, ha saputo creare una squadra che ha reso orgogliosa l’Italia; una squadra che tanti hanno definito una “piccola squadra”, ma che ha costretto la squadra campione del mondo a cambiare sistema per potersi mettere in contrapposizione con la nostra.

L’eliminazione ai rigori contro la Germania fa male, perché potevamo andare avanti noi. Il grande cuore, la compattezza e lo spirito di sacrificio non sono bastati. L’Italia ha disputato una partita impeccabile, i nostri ragazzi hanno avuto il coraggio di reagire, una volta andati sotto, arrivando a sfiorare addirittura la vittoria prima del novantesimo, orgogliosi e testardi come non mai.

Le lacrime di Buffon quando ha lasciato il campo e quelle strenuamente trattenute di Conte ci danno la misura della speranza e della forza dell’Italia. “ Questo gruppo ha dato tutto, c’è la delusione per i rigori ma nessun rimpianto. Questi ragazzi hanno dimostrato impegno e un incredibile amore per la maglia: lascio un’eredità importante”. Queste le parole a caldo del nostro C.T., che si appresta a lasciare la nazionale italiana e che si dichiara ripetutamente orgoglioso dei suoi 23 ragazzi che è riuscito a trasformare in una “ piccola macchina da guerra”.

Conte si rifiuta di fare bilanci, accontentandosi di aver fatto un’esperienza incredibile con i nostri giocatori rispettati e temuti da tutti. Perciò, onore a questa Italia che ha giocato con il lutto al braccio e nel cuore, con la speranza che la nostra Nazione riesca a combattere con orgoglio e determinazione contro i vigliacchi estremisti capaci solo di compiere mattanze crudeli nei confronti di cittadini inermi, perché la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.

Vorrei che avessimo la forza di Martin Luther King per poter affermare anche noi : “ Restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch’è già priva di stelle. L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore lo può fare!”

In questa notte buia che ci circonda anche una partita giocata con dignità e rispetto potrebbe accendere una stella! VIVA L’ITALIA.

Rosanna Palumbo

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