Quest’anno l’ Autunno arriva il 23 settembre, tra buio e introspezione

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Tempo e ritmi- di Antonietta Doria-

Le stagioni non cambiano sempre il 21, quest’anno, infatti,  l’ Equinozio, da “aequus” e “nox”, cade  il 23 settembre dando il benvenuto all’autunno e come sempre, la durata del giorno è uguale a quella della notte. Tutto ciò  accade perchè  la Terra  non ci impiega esattamente un anno a fare la sua rotazione intorno al sole, ci mette infatti 365 giorni e 6 ore. Mentre dunque il disco de sole resta lo stesso numero di ore al di sotto o al di sopra dell’orizzonte, nell’emisfero meridionale comincia la primavera!

Abbandoniamo la luce rassicurante,  il verde intenso delle foglie e la dolcezza dei frutti: la terra accoglie un nuovo periodo: cambia il suo aspetto, le foglie cadono dagli alberi, le giornate conoscono il buio sempre primae. La diminuzione della luce influisce sui flussi ormonali, sui livelli di energia, sul funzionamento del nostro corpo e della nostra mente. E’ il momento di lasciare andare, dell’abbandonare il passato e ciò che è stato, nel lento fluire del tempo.E’ il momento dell’accettazione di ciò che si è seminato ed ancor di più di ciò che si è raccolto.

 

 

Il passaggio da una stagione all’altra va celebrato e ben lo sapevano le popolazioni antiche vicine al culto di Madre Terra. Per i Celti l’Equinozio veniva festeggiato con il nome di Mabon, giovane dio della vegetazione, rapito tre notti dopo la sua nascita, venne liberato da Re Artù. Questo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone. Figlia della dea Demetra che regola i cicli vitali della terra, fu condotta da Ade negli Inferi per diventare sua sposa. Demetra, secondo la leggenda, in segno di lutto, fece si che nessun seme e pianta germogliasse, sperando nel ritorno di sua figlia. Dunque nell’equinozio vi è tutto il sacrificio della dea, che ritorna al buio, al ventre, all’utero della terra dopo aver dato nell’estate,  con l la massima potenza fecondante, i frutti a tutti gli esseri viventi.

San Michele, che secondo la tradizione cristiana si celebra il 29 settembre, rappresenta la lotta del Bene contro il Male, con la sua spada uccide il drago e squarcia il buio. Il suo culto si diffuse in Europa lungo l’ideale asse che unisce il santuario del Monte Gargano, Montesantangelo, a quello di Mont-Saint-Michel in Normandia, seguendo in buona parte lo sviluppo della via Francigena. Rappresentato con in mano una bilancia, egli è “pesatore di anime”, come il frutto si separa dall’albero e il seme dal frutto, l’anima si separa dal corpo.

In questa fase dell’anno, nell’ Equinzio appunto, assistiamo dunque ad un cambiamento di ritmi, colori, ripieghiamo in noi stessi,  imparando che c’è un tempo per ogni cosa, un tempo che va ascoltato, ricco di insegnamenti, utile per diventare migliori.

 

In foto:  Ratto di Proserpina di Gianlorenzo Bernini

 

 

 

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