Nuova moda tra sapori e gusti: lo Street food

Aprile 8, 2016 0 Comments Stili di vita 359 Views

Anche nel salernitano piace il cibo consumato in strada
Piccoli giri del mondo per il palato, come realizzarli?
Non c’è bisogno che si vada in giro per gustare i vari cibi; ora va molto di moda portare i cibi da te. Spesso a bordo di un’Ape car gourmand super sofisticata o di car truck super avveniristici. Lo street food sta vivendo il suo periodo d’oro. Anche da noi, soprattutto in occasione delle varie festività, dal Natale a San Matteo, alle decine di festival dedicati al cibo di strada. Quello dello street-food è un vero e proprio progetto volto a far conoscere e divulgare la cultura del cibo servito su mezzi particolari, spesso di forte impatto scenico.

Negli ultimi anni anche in Italia e in Campania, non solo a Napoli ma soprattutto nel Salernitano si è avuto un sensibile incremento del cibo consumato in strada. Infatti, per street-food si intende la pratica basata sulla preparazione, esposizione, vendita e consumo di prodotti alimentari in strada, mercati e fiere. Ma lo street food ormai è stato superato dal food truck, nato negli Stati Uniti come risposta anticrisi agli affitti sempre più cari delle metropoli. In Italia si è partiti con i famosi camioncini dei “porchettari”, che ora si sono evoluti in truck-gourmet che servono cibo di strada, specialità etniche o pop come la pizza, ma tutto di prima qualità.
Ora non ci sono solo persone che si improvvisano cuochi e che offrono prodotti che non necessitano di lavorazione; ora è venuta alla ribalta una nuova leva di chef emergenti, cresciuti facendo panini gourmet di altissimo livello e con veri e propri menu che comprendono, ad esempio, la pasta fresca rivisitata, i fritti, i mondeghili, la spuma di yogurt, i crumble e la frutta di stagione.

Anche la cinematografia si è interessata a questo fenomeno con il film : ”Chef la ricetta perfetta”, che narra la storia di uno chef che perde improvvisamente il lavoro in un prestigioso ristorante di Los Angeles e decide, così, di aprire un chiosco ambulante. Questo film, a parte che è molto romantico e divertente, descrive la realtà e la valenza che può avere un lavoro così. Il protagonista del film, lo Chef, ritrova il rapporto con la gente e con quanti, figlio compreso, aveva perso per strada lungo la sua ascesa al successo culinario.

Secondo i truck-chef questo nuovo modo di consumare il cibo è un insegnamento a vivere con più semplicità ed autenticità, è un modo di riscoprire i prodotti del nostro territorio e le cose naturali. Tradizioni ed innovazione si incontrano in questo nuovo modo di “fare cibo”.

È l’inventiva della necessità, dietro cui c’è una ricerca gourmet tra prodotti tipici, come salume e carni, e ricette vegetariane rivisitate e riprese dalla tradizione.

Secondo me, uno dei festival più belli del cibo da strada è “Napoli Strit Food Festival”, in cui la parola strit gioca sull’ambivalenza tra l’inglese “street” (strada) e il napoletano “strit” (vicolo stretto). Per i napoletani mangiare per strada non è semplicemente una moda, è uno stile di vita che affonda le sue radici nella cultura napoletana visibile nell’architettura stessa della città di Napoli, dove è tutto un fiorire, nei vicoli o nelle piazzette, di pizzerie, piccole botteghe e vetrine ricche di prelibatezze che colorano questa città, che sicuramente è la più colorata d’Italia, una città arcobaleno con tutti i suoi sapori, odori e colori.

Una Street food città.

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