Nuova moda tra sapori e gusti: lo Street food

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Anche nel salernitano piace il cibo consumato in strada
Piccoli giri del mondo per il palato, come realizzarli?
Non c’è bisogno che si vada in giro per gustare i vari cibi; ora va molto di moda portare i cibi da te. Spesso a bordo di un’Ape car gourmand super sofisticata o di car truck super avveniristici. Lo street food sta vivendo il suo periodo d’oro. Anche da noi, soprattutto in occasione delle varie festività, dal Natale a San Matteo, alle decine di festival dedicati al cibo di strada. Quello dello street-food è un vero e proprio progetto volto a far conoscere e divulgare la cultura del cibo servito su mezzi particolari, spesso di forte impatto scenico.

Negli ultimi anni anche in Italia e in Campania, non solo a Napoli ma soprattutto nel Salernitano si è avuto un sensibile incremento del cibo consumato in strada. Infatti, per street-food si intende la pratica basata sulla preparazione, esposizione, vendita e consumo di prodotti alimentari in strada, mercati e fiere. Ma lo street food ormai è stato superato dal food truck, nato negli Stati Uniti come risposta anticrisi agli affitti sempre più cari delle metropoli. In Italia si è partiti con i famosi camioncini dei “porchettari”, che ora si sono evoluti in truck-gourmet che servono cibo di strada, specialità etniche o pop come la pizza, ma tutto di prima qualità.
Ora non ci sono solo persone che si improvvisano cuochi e che offrono prodotti che non necessitano di lavorazione; ora è venuta alla ribalta una nuova leva di chef emergenti, cresciuti facendo panini gourmet di altissimo livello e con veri e propri menu che comprendono, ad esempio, la pasta fresca rivisitata, i fritti, i mondeghili, la spuma di yogurt, i crumble e la frutta di stagione.

Anche la cinematografia si è interessata a questo fenomeno con il film : ”Chef la ricetta perfetta”, che narra la storia di uno chef che perde improvvisamente il lavoro in un prestigioso ristorante di Los Angeles e decide, così, di aprire un chiosco ambulante. Questo film, a parte che è molto romantico e divertente, descrive la realtà e la valenza che può avere un lavoro così. Il protagonista del film, lo Chef, ritrova il rapporto con la gente e con quanti, figlio compreso, aveva perso per strada lungo la sua ascesa al successo culinario.

Secondo i truck-chef questo nuovo modo di consumare il cibo è un insegnamento a vivere con più semplicità ed autenticità, è un modo di riscoprire i prodotti del nostro territorio e le cose naturali. Tradizioni ed innovazione si incontrano in questo nuovo modo di “fare cibo”.

È l’inventiva della necessità, dietro cui c’è una ricerca gourmet tra prodotti tipici, come salume e carni, e ricette vegetariane rivisitate e riprese dalla tradizione.

Secondo me, uno dei festival più belli del cibo da strada è “Napoli Strit Food Festival”, in cui la parola strit gioca sull’ambivalenza tra l’inglese “street” (strada) e il napoletano “strit” (vicolo stretto). Per i napoletani mangiare per strada non è semplicemente una moda, è uno stile di vita che affonda le sue radici nella cultura napoletana visibile nell’architettura stessa della città di Napoli, dove è tutto un fiorire, nei vicoli o nelle piazzette, di pizzerie, piccole botteghe e vetrine ricche di prelibatezze che colorano questa città, che sicuramente è la più colorata d’Italia, una città arcobaleno con tutti i suoi sapori, odori e colori.

Una Street food città.

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