Missione InSight su Marte: tanta tecnologia italiana

Novembre 29, 2018 0 Comments Dal mondo , Stili di vita 697 Views
Missione InSight su Marte: tanta tecnologia italiana

Seven years, seven months, seven minutes. do Rosanna Palumbo-

7 numero fatidico per la missione InSigth su Marte: 7 anni di lavoro per prepararla, 7 mesi di viaggio per raggiungere il Pianeta Rosso, 7 minuti di puro terrore per l’ammartaggio”. Standing ovation per il successo! Alla Nasa , alle 20,54  tutto il “Jet Propulsion Laboratory” è balzato in piedi come un sol uomo per applaudire e tirare un sospiro di sollievo perché InSigth è atterrata su Marte. La sua discesa è stata perfetta, tutto ciò che era stato programmato, dall’ingresso nell’atmosfera di Marte alle micidiali tempeste di sabbia, fino al contatto dei piedi della sonda sul suolo roccioso, ha funzionato senza imprevisti!

Il veicolo non ha mancato nessuno degli appuntamenti cruciali. Tutto ciò è avvenuto alla cieca e da Terra nessuno ha potuto controllare o inviare ordini di manovra. Si è solo potuto assistere , in differita, con il fiato sospeso per ben 7 minuti. Sette minuti sono quelli che, alla velocità della luce, sono serviti per coprire i 146 milioni di chilometri che separano la Terra da Marte. Il “Beep” di conferma che tutto è andato come doveva è stato dato da MarCo. Ebbene MarCo non è un tecnico che pazientemente attendeva in orbita l’arrivo di InSigth , bensì due mini-stelliti sperimentali, grandi come due valigette, che lo hanno seguito su Marte per raccogliere i suoi segnali e spedirli sulla Terra.

I due satelliti gemelli hanno dei nomi ufficiali: Mars cube one, o MarCo A e B, ma essi hanno anche dei nick-name: Wall E e Eva perché i loro creatori si sono ispirati ai famosi personaggi della Pixel  Importantissima è la loro funzione, in quanto potrebbero essere usati come “scatola nera”  per i futuri atterraggi su Marte, aiutando gli ingegneri a capire le difficoltà di un atterraggio morbido su questo pianeta ancora sconosciuto…

Anche perché per i giovani ingegneri la sfida più grande è costruire un veicolo che possa raggiungere il Pianeta Rosso in anni e non in decadi! Obiettivo della missione è investigare sulla struttura interna di Marte allo scopo di ricavare degli indizi sulle fasi più remote della formazione dei pianeti terrestri nella più ampia formazione del sistema solare, per capire come si sono formati i pianeti rocciosi, incluse la Terra e la sua Luna. Marte infatti è ritenuto una specie di fossile che ha potuto conservare tracce delle sue antiche condizioni risalenti a oltre 4 miliardi di anni fa.

La missione InSigth, Seismic investigations Geodesy and Heat  Transport, sarà la prima a studiare l’interno di un pianeta usando strumenti al suolo. Prima di lei solo la sonda Curiosity aveva bucato la roccia per qualche centimetro, ora InSigth, che è dotata di una sonda che trivellerà fino a 5 metri di profondità, potrà misurare la temperatura interna. Inoltre è dotata di un sismografo che ascolterà i terremoti causati dagli impatti degli asteroidi, e di uno strumento radio per pesare le fluttuazioni e avere così indizi sulla natura del suo nucleo.  InSigth lo farà anche con tanta tecnologia italiana, fornita da Agenzia Spaziale Italiana – ASI -, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, – INFN -, Istituto di Astrofisica – INAF – e dall’industri, con Leonardo. Perciò è grande anche l’entusiasmo da parte italiana. Il commissario straordinario dell’ASI Piero Benvenuti, ha dichiarato, come si evince sui giornali, la soddisfazione per il suo arrivo senza danni in quanto: “A bordo ci sono strumenti  molto importanti per conoscere meglio la struttura interna del pianeta ed è anche una grande soddisfazione che c’è un importantissimo strumento italiano, che determina la posizione del Lander con estrema precisione!”

Lo strumento si chiama “LaRRI” ed è importantissimo anche per le future spedizioni. LaRRI è un micro riflettore di ultima generazione che fornirà la posizione accurata del Lander , durante l’esplorazione di Marte. Esso è stato sviluppato da INAF e ASI ; importante è anche  il ruolo di Sardinia Radio Telescope, posizionato a San Basilio ,vicino Cagliari, e che riceve i segnali di MarCo.

Piccola grande Italia! InSigth sarà  pienamente operativo e pronto a lavorare fra dieci settimane. In questo periodo, il team del JPL, dovrà usare le camere per guardare ciò che la circonda e studiare con cura dove appoggiare i delicati strumenti per “ascoltare” i battiti e la temperatura in profondità. Il primo ad entrare in azione , tra una settimana, sarà Reis, l’antenna a bordo del Lander, che sfrutterà un segnale radio trasmesso a terra e rispedito indietro. Lo farà per due anni un’ora al giorno, e permetterà di studiare le oscillazioni del pianeta. Poi entrerà in azione, tre o quattro settimane dopo, il sismometro dotato di scudo protettivo termico per il famoso vento marziano. Infine , entrerà in azione la famosa trivella.

InSigth, oltre a svelare misteri sulla struttura marziana, promette anche fotografie mozzafiato del Pianeta Rosso, grazie ai potenti occhi  della Instrument Context Camera. La stessa che InSigth ha utilizzato per farsi, a metà viaggio, il primo selfie cosmico della storia. Che meraviglia!  Siamo su Marte. E’ vero che la Terra è la culla del genere umano, ma un uomo non può stare nella culla per sempre! E poi, con le parole di Isaac Asimov possiamo dire: “ Se fossimo soli l’immensità sarebbe davvero uno spreco”!, perciò ,attendiamo con gioia le sorprese che ci riserverà il Pianeta Rosso ed il suo immenso Oceano, fonte di vita!

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