“La vecchiaia non esiste”

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Con l’arrivo dell’Estate si ripresentano puntualmente vari problemi latenti nei mesi passati. Uno di questi è la solitudine delle persone anziane.

Ma chi sono le persone anziane?

Molto spesso sono persone che possono ancora dare tanto nonostante l’età, dare esperienza, storie, passioni, esempi che si riassumono in memoria e restituzioni. Valori di cui non possiamo fare a meno. “La vecchiaia non esiste” ha detto Marc Augè, noi possiamo aggiungere che la vecchiaia è solo un numero.

Purtroppo però, la vecchiaia è anche la vita che vacilla perché quando si smette di lavorare è come se il tempo perdesse il suo punto d’appoggio. Credo che bisognerebbe lavorare ed ancora lavorare per rendere la longevità non solo un problema ma una risorsa. Esempio bello di vita lunga e piena è stato il grande architetto Oscar Niemeyer,(autore dello splendido Auditorium di Ravello), vissuto fino a 104 anni. E’ stato il più attivo di tutti, non si stancava di trasformare, un progetto dopo l’altro, il paesaggio del mondo. I suoi vecchi occhi color delle foglie di castagno hanno continuato fino alla fine a contemplare la navigazione delle nuvole che erano la sua fonte di ispirazione. Là fra le nuvole, lui scopriva cattedrali, palazzi, giardini dai fiori meravigliosi…e dal cielo li trasportava prima sulla carta e poi nella realtà. E così la sua vita è continuata oltre le frontiere del Tempo.

Ora c’è una nuova longevità in atto grazie ai progressi della medicina moderna e alla riscoperta di un genere di vita salutistico. Uomini e donne a sessant’anni spesso hanno una vitalità contagiosa, esuberante ma purtroppo ,quasi  due  milioni di persone anziane in Italia, non vivono, sopravvivono. Sono anziani fragili, sopraffatti dalla solitudine e dai problemi fisici legati all’invecchiamento. Gli uomini soli si lasciano spesso andare ;ed è il principio della fine. Sembra infatti, da alcune ricerche, che gli uomini siano refrattari ad occuparsi della propria salute, così come della cura personale. Le donne invece sono più battagliere, si impegnano, si danno da fare, sono presenti ovunque specialmente se ci sono nipoti da curare. Un impegno, questo, che rende attivi, anche se faticoso.

Eppure si può dire che la generazione più interessante che ci sia sulla scena oggi sono proprio le donne, le donne over50. Questa generazione non solo ha annullato le differenze di età ma ha creato il concetto elastico dell’età, tanto che, più che definirle over, sarebbe più esatto dire “-ageless”-senza età -. Perché questa generazione ha superato le briglie dei conformismi ed i suoi valori sono stati quell’essere anti-stereotipi;  una generazione molto produttiva sul fronte sociale , capace di una partecipazione reale , “ ancora troppo giovane per essere vecchi”!

Ma per chi è vecchio nell’animo, come si può intervenire? Bisognerebbe parlarne di più, pensarci di più, bisognerebbe cambiare un sistema sociale e sanitario che appare anacronistico per gli anziani. Non dobbiamo dimenticare che dentro ogni persona anziana c’è una persona più giovane che si sta chiedendo: “cosa diavolo è successo?”

Sarebbe bello se gli anziani riuscissero ad essere sereni, in pace con se stessi; che non aspettassero che la sabbia nella clessidra della vita smetta di scendere, orgogliosi di ogni ruga del viso perché ognuna di esse ha una sua storia; soddisfatti delle visite sempre più rare dal barbiere perché le lunghe chiome, che venivano sfoggiate ai concerti ora sono diventate solo un ricordo . E soprattutto è importante che gli anziani riescano ad accettare i momenti di malinconia, quelli in cui si rimugina sul passato. Bisogna capire che è solo sera e un altro giorno se ne va, ma  il domani è già qua. Il premio Nobel Rita Levi Montalcini diceva : “Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare “ usque ad finem – fino alla fine” . Credo che non si possa aggiungere altro!

Rosanna Palumbo

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